La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Sguardi di genere su “Istituzioni e mondo politico”

Geografie Democratiche, percorsi tra analisi e proposte
Terzo 
ciclo
: 
marzo 
- aprile 
 2009 - sguardi di genere
Giovedì 9 aprile - ore 21 presso Circolo PD Musicisti, via Dragoni Forlì
Sguardi di genere su “Istituzioni e mondo politico”

dialogo
 con
Emanuela
 Sala (Institute
 for 
Social 
and 
Economic 
Research,
 UK)

L’incontro sarà introdotto dal Segretario Territoriale Alessandro Castagnoli e dai coordinatori dell’Area di lavoro Thomas Casadei e Luciana Tampieri

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3 Commenti a "Sguardi di genere su “Istituzioni e mondo politico”"

  1. maria maltoni 4 aprile 2009 18:20

    Sinistra e destra uguali per le donne ? Certo che no.

    In attesa del dibattito di giovedì che si preannuncia parecchio interessante, dico la mia. Sinistra e destra uguali per le donne ? Direi proprio di no. Nonostante questo a Forlì , se raccoglieranno le firme necessarie, saranno presenti nella competizione per le amministrative ben due le liste di sole donne, di cui una espressamente sostiene di ritenere indifferenti le politiche di destra e quelle di sinistra, l’importante è che si eleggano donne. Anche io ritengo assolutamente necessario raggiungere al più presto parità di rappresentanza femminile nel mondo politico ed istituzionale e per questo motivo ho aderito ad un partito, il Partito Democratico, che prevede per Statuto la parità di genere non solo negli organismi di partito , ma anche nelle liste, come un obiettivo da raggiungere. Ma le politiche non sono intercambiabili: non è un caso che le regioni dove c’è il maggior tasso di occupazione femminile, la maggior disponibilità di servizi per l’infanzia e per la famiglia, la più elevata rappresentanza politica al femminile, sono quelle dove storicamente le forze che esprimono gli attuali partiti di centro-sinistra governano o hanno governato per decenni. La nostra regione da questo punto di vista è emblematica, in quanto ha già superato da vari anni tutti gli obbiettivi di parità uomo-donna stabiliti dall’Europa.
    Vorrei che le amiche che sostengono che destra e sinistra sono uguali, provassero a vivere nella regioni del sud d’Italia, governate dal centro destra, per vedere qual è il tasso di occupazione femminile e quale disponibilità di posti nido c’è per le mamme che lavorano. Vorrei che provassero, la difficoltà delle ragazze che vivono in quelle regioni, per trovare un consultorio familiare o a richiedere di poter partorire senza dolore, per vedere quali risposte offre la sanità pubblica, nelle regioni dove governa il centro destra e si è puntato tutto solo sul privato. Ci sono ambiti in cui l’integrazione pubblico privato, come è accaduto nella nostra realtà, anche a livello del comune di Forlì, consente di avere un maggior livello di offerta di servizi, ma la maternità ( e la paternità ) sono un costo sociale che non può ricadere solo sui singoli genitori, perciò l’intervento pubblico è imprescindibile.
    Altro che slogan come quelli di Rondoni sulla caduta del muro di Berlino, peraltro già avvenuta ormai da vent’anni. Parliamo di cose serie: come sapere dove il governo Berlusconi ha fatto sparire i soldi stanziati dal Governo Prodi per il piano nazionale sugli asili nido, che ora sarebbero già costruiti se questi soldi non fossero stati immediatamente dirottati ad altro. Queste sono le cose importanti per le donne, non gli slogan. Dove è sparita la legge a sostegno dell’imprenditoria femminile che nel sud ha fatto nascere tante attività di donne, perché ci vogliono anni per sapere se un progetto di conciliazione in base alla legge 53/2000 è stato finanziato o no ? Come mai quando invece un provvedimento interessa direttamente il presidente del consiglio lo si approva in pochi giorni ?
    Non credo che chi ha attuato e sta attuando una politica pessima per il mondo femminile abbia le carte in regola per fare meglio a livello locale, perciò invito tutte le elettrici ad aprire bene gli occhi. E ricordo che il candidato del centro sinistra Roberto Balzani, ha già dichiarato in più di una occasione che non solo vuole una lista per il consiglio comunale con una presenza paritaria di donne, ma anche che intende avere una giunta che lo affianchi per metà al femminile. Dagli altri candidati fino ad ora ho sentito solo generici richiami all’importanza dei giovani e delle donne.

    Maria Maltoni, direzione territoriale PD.

  2. Maria Teresa Vaccari 28 maggio 2009 22:00

    IL PUNTO DI VISTA FEMMINILE

    Per motivi anagrafici, non ho vissuto in prima persona le grandi battaglie dell’emancipazione femminile che altre donne hanno fatto anche per me.
    La mia famiglia (nonostante le origini meridionali!) non ha mai fatto differenze nell’educazione tra me e mio fratello e mi ha sempre lasciato molta libertà di movimento, spesso di più delle mie amiche romagnole.
    Ho incontrato le prime difficoltà e le prime discriminazioni quando ho cominciato a lavorare.
    Sono un’informatica e nel mio campo sono impiegate molte donne, ma raramente raggiungono gli alti livelli decisionali.
    Quando partecipo a convegni e convention la presenza delle donne si può contare sulle dita di una mano.
    Come donna ho sempre dovuto faticare molto di più degli uomini per dimostrare le mie qualità e le mie competenze professionali e spesso le mie opinioni e le mie decisioni rimanevano inascoltate.
    Insomma, brava ragazza, grande lavoratrice, ma poi sono gli uomini che decidono.
    E l’incognita di un’eventuale maternità ti mette sempre su un gradino più basso nella scala dei valori.
    Ho vissuto sulla mia pelle la difficoltà di conciliare impegni familiari e lavoro fino a giungere alla scelta di intraprendere la libera professione e grazie ad internet e al telelavoro ora posso gestire il mio tempo con maggiore autonomia ed elasticità, con il prezioso sostegno di un marito dalla mentalità moderna e “paritaria”.
    Sono quindi contenta, per comunione di ideali oltre che per motivi personali, che esista una declinazione al femminile del programma di Roberto Balzani (che si può consultare sul sito http://www.balzanisindaco.it – Sezione “Il programma”), che, come è stato ben illustrato nell’incontro del 27 maggio organizzato dal coordinamento donne del PD, non è un capitolo a parte, isolato e a lato, ma è la valorizzazione di un’ottica di genere all’interno di un progetto di ampio respiro e grande rilancio della nostra città.
    Sono anche assolutamente orgogliosa di essere rappresentata da un candidato come Roberto Balzani perchè, avendo lavorato molto con lui in questi ultimi mesi, ho potuto constatare la sua capacità di valorizzare ed apprezzare le capacità e le competenze delle molte donne che si sono impegnate nel comitato e a supporto della sua candidatura.
    Ritengo che il punto di vista femminile, caratterizzato da una spiccata sensibilità agli aspetti umani delle vicende unita ad un forte senso di praticità, la capacità di unire cuore e mente tipica delle donne, possa dare un contributo significativo nella realizzazione di un progetto con una forte valenza ideale e al tempo stesso serio e concreto come quello del centro-sinistra per il Comune di Forlì.

    Maria Teresa Vaccari
    Candidata PD al Consiglio Comunale
    http://mariateresavaccari.myblog.it/

  3. maria maltoni 4 aprile 2010 19:50

    posto un mio contributo sulle politiche di genere dell’amministrazione comunale di Forlì.Alla,luce dei risultati elettorali il tema delle politiche di genere e della partecipazione delle donne alla vita politica è di estrema attualità, perciò ritornerò sull’argomento.

    UNA CITTA’ AMICA DELLE DONNE, POLITICHE DI GENERE DEL COMUNE DI FORLI

    Nelle linee strategiche di mandato delll’Amministrazione comunale , all’interno del Piano Esecutivo di Gestione, è stato individuato un obiettivo definito “CITTA’ AMICA DELLE DONNE” che trova i suoi capisaldi nel consolidamento della politica già seguita dal Comune di Forlì per promuovere parità di opportunità tra donne e uomini residenti ( 56.661 uomini e 60.889 donne ) per giungere ad un ulteriore salto di qualità nelle politiche di genere, in questo mandato amministrativo.

    Si tratta di proseguire nel potenziamento delle politiche che incidono positivamente sulle possibilità per uomini e donne di accedere in modo paritario alla vita sociale, al lavoro, alle professioni e nella partecipazione alla vita politica, sulla base degli indirizzi che l’Unione Europea ha indicato agli stati membri a partire dalla fine degli anni ‘70 del secolo scorso e sancite dalle Nazioni Unite nella conferenza di Pechino del 1995.

    Perciò il nostro Comune da tempo si è dotato anche di specifici strumenti, quali l’assessorato alle Pari Opportunità e la Commissione Consiliare per le Pari Opportunità.
    Per un efficace raggiungimento degli obiettivi, però, è l’intera azione amministrativa che deve essere orientata in questa direzione, in una logica di meanstreaming, cioè con un filo conduttore che segna l’attività integrata dell’ l’insieme degli assessorat.

    Il buon livello di copertura esistente in termini di servizi sociali rivolti alle famiglie consente di avere una significativa risposta in termini di conciliazione tra lavoro e vita familiare, favorisce la possibilità ,per le donne, di essere occupate e la condivisione della genitorialità nella coppia.

    Il 100% dei bambini in età di accesso alla scuola d’infanzia, a Forlì, frequenta una scuola dell’infanzia statale, comunale o paritaria convenzionata.

    Per ciò che attiene i nidi, vi è stato un significativo aumento di posti disponibili nel periodo 2003/2010, che ha portato la copertura offerta dai servizi dal 28,58% al 45,72%.
    Solo il 55% dei bimbi da 0 a 3 anni richiede il servizio , perciò la risposta alla domanda è molto elevata. Ciò grazie all’integrazione tra le strutture esistenti: nidi comunali, nidi in appalto/concessione, nidi privati e sezioni primavera convenzionate, servizi di educatori domiciliari,servizi educativi 0-3 anni, per un totale di 1208 posti nido previsti per l’anno scolastico 2010/2011.

    La presenza nella nostra città di una rete di sostegno alla maternità che parte dai consultori familiari e dal percorso nascita, si sostanzia con la possibilità di usufruire della modalità di parto indolore ( Forlì è stata la prima realtà sanitaria in Italia ad introdurla in un ospedale pubblico), prosegue con i percorsi di genitorialità condivisa presso il Centro famiglie, rende possibile il sostegno alla maternità ed alla paternità, in modo consapevole e condiviso.

    Nel solo 2′ semestre 2009, sono stati coinvolti in attività di socializzazione ed informazione presso il Centro famiglie, 574 adulti e 182 bambini; sono stati effettuati 127 colloqui di mediazione e consulenza familiare e 144 interventi in gruppi aperti.

    Vi è inoltre la possibilità per le donne di essere sostenute anche in condizioni di criticità, dal Centro Donna comunale, che è anche Centro Antiviolenza( uno dei pochi pubblici esistenti in Italia) .
    La struttura, che offre consulenza legale e sostegno alle donne maltrattate e vittime di violenza , in rete con forze dell’ordine e ASL, ha anche la disponibilità di una casa rifugio a indirizzo riservato, per i casi di gravità estrema in cui la donna non può restare tra le mura domestiche.
    Esiste una apposita rete antivolenza, RETE IRENE, a cui partecipano tutti I settori interessati al problema da quello sanitario, ai nostri servizi , alle forze dell’ordine.
    A questi soggetti è stata fornita una formazione particolare necessaria per riconoscere casi, anche impliciti , di maltrattamenti e violenze .Il coordinamento della Rete Irene svolge periodici incontri di monitoraggio del fenomeno.

    Nel 2009 si sono registrati 487 accessi al Centro Donna , di cui 318 di nuove utenti per svariate problematiche, dalle consulenze legali o psicologiche ai problemi familiari, per un totale di 1860 prestazioni erogate. I casi trattati per problemi legati a maltrattamenti sono stati 122.

    E’ anche grazie a questi servizi che Forlì è stata segnalata nelle classifiche nazionali tra le città italiane dove si vive meglio.

    Oggi la sfida è andare oltre, confermando l’esistente, pur a fronte delle difficoltà di bilancio, così come è stato fatto recentemente, con l’approvazione del preventivo 2010.

    Un aspetto di grande innovazione politica si è determinato, all’indomani dell’insediamento della nuova amministrazione, con la scelta – già contenuta nel programma del sindaco – di insediare una giunta composta in modo paritario da donne e uomini. Se si pensa a quelli che sono i dati della partecipazione alla vita politica da parte delle donne in Italia ( non si arriva al 20 % in Parlamento, siamo tra gli ultimi in Europa ) si comprende la portata innovatrice di questa indicazione.

    Novità che l’elettorato ha colto eleggendo un elevato numero di donne in consiglio comunale e nelle circoscrizioni, quantomeno da parte dei partiti di maggioranza.

    A ciò si aggiunta la scelta di predisporre un regolamento per la selezione delle candidature per le nomine nelle partecipate ed enti di competenza comunale, che oltre al requisito della competenza tecnica, prevede anche un parametro di riequilibrio complessivo sul versante del genere. Al tema della trasparenza, si aggiunge perciò anche quello dell’innovazione politica e della parità.

    La partecipazione femminile alla vita politica ed istituzionale, in un’ottica di democrazia partecipata, è un aspetto di grande rilevanza politica, che si è inteso sostanziare nel programma di mandato con varie azioni.

    La prima riguarda la realizzazione del bilancio di genere, mettendo a regime una sperimentazione attuata nel 2009, a fine legislatura.
    L’approccio culturale da cui si è partiti è quello dello sviluppo umano: come il bilancio del comune incide non solo quantitativamente , ma anche qualitativamente sulle cittadine e sui cittadini. Per verificare come il tema complessivo dello sviluppo e del benessere che storicamente appartiene alla tradizione amministrativa del comune di Forlì, può essere declinato in termini di obbiettivi di vita buona e degna per donne e uomini.

    Il riferimento generale sono le teorie economiche dello sviluppo umano e della giustizia distributiva del premio nobel Amartya Sen ed il pensiero della fìlosofa Martha Nussbaum: la consapevolezza che il senso del vivere è anche nella realizzazione delle proprie potenzialità e nell’esercizio effettivo delle proprie capacità.

    Esemplificando si tratta di un approccio che fa riferimento, per richiamare un dibattito di attualità, non solo al PIL ( prodotto interno lordo) ma del BIL (benessere interno lordo).
    La pratica di sottoporre a gender auditing i bilanci pubblici, è già stata adottata in diversi paesi del mondo a partire dagli anni ‘80, per alcuni è ormai una pratica consolidata, ed è entrata nell’ordinamento italiano nel 2007 con una apposita direttiva rivolta alle pubbliche amministrazioni, pur non essendo ancora una consuetudine diffusa.

    Si parte dall’analisi delle diseguaglianze di genere anche in senso statistico e demografico, per arrivare ad una chiave di lettura degli interventi vista come insieme delle risposte pubbliche di ambito comunale che compongono uno stato di benessere per i cittadini, con attenzione specifica alla situazione delle donne. A queste attività collaborerà anche un gruppo di lavoro interno all’ente, partendo anche dal lavoro già attivato per il bilancio sociale dell’ente.

    E’ intenzione di questa amministrazione, realizzare un percorso che parte dal bilancio preventivo ( una esperienza tra le prime in Italia) per poi arrivare all’analisi del consuntivo. Per realizzare questa attività vi sarà una ampio coinvolgimento della Commissione consiliare per le Pari Opportunità, recentemente insediatasi ( che è già convocata nei giorni scorsi sull’argomento) ; vi saranno inoltre momenti di coinvolgimento più ampio delle cittadine forlivesi, in un’ottica di democrazia partecipata, che potrà anche contribuire alla formulazione di proposte per il confronto sui bilanci successivi.

    Altra modalità per favorire il protagonismo e la partecipazione femminile, è la trasformazione del Centro Donna da struttura in cui vengono esclusivamente erogati servizi, a contenitore in cui sono presenti anche le sedi delle associazioni femminili e come momento di integrazione con particolare riferimento alla donne più svantaggiate, quali le migranti.
    In questa logica si potranno recuperare una serie di attività che venivano svolte presso la sede della “Casa del gelsomino”, oggi non più esistente, in quanto il progetto da cui era partita, ha terminato la sua operatività.

    Un obiettivo prioritario resta quello di favorire la conciliazione tra lavoro e vita familiare, in primis per le donne ( dato l’aspetto oggettivo legato alla maternità) ma più in generale anche riguardo alla paternità. Ciò non solo per consentire uno sviluppo armonico delle relazioni familiari, ma per evitare che le norme di tutela della maternità,finiscano con lo svantaggiare indirettamente le lavoratrici.

    Al 31.12.2009 l’occupazione femminile nella provincia era del 59,5% , contro una media nazionale del 46,4%. Mentre il tasso di disoccupazione femminile era pari al 6,4 % inferiore a quello nazionale del 9 %. Questi dati sono decisamente più positivi della media nazionale, ma ancora insufficienti, posto che la media regionale delle occupate era del 62,4% ed il tasso di disoccupazione femminile regionale del 4,9%. La crescita dell’occupazione ed in specifico dell’occupazione femminile, deve essere perciò una priorità per il nostro territorio.

    Si intende quindi rilanciare l’attività del Tavolo locale di supporto alla legge 53/2000 sui congedi parentali, legge che al momento versa in una situazione di stallo, perchè mancando il nuovo regolamento attuativo non sono stati emanati bandi a ottobre e febbraio, nè è stata rifinanziata.
    Anche ed a maggior ragione per questa situazione negativa, è necessaria una azione di sensibilizzazione sul sistema produttivo locale , individuando modalità innovative e/o premianti, che possano produrre un maggior impegno da parte delle imprese, sul versante delle buone prassi di conciliazione tra famiglia e lavoro. Ricordo che fu proprio la precedente Comm.ne pari Opportunità del comune, alcuni anni fa, a lanciare un’ azione sperimentale di sensibilizzazione sulle buone prassi aziendali.

    Certo quella odierna è una fase di grande difficoltà per il mondo produttivo a causa del perdurare della crisi , ma non per questo il tema della responsabilità sociale dell’impresa va accantonato, anzi, può diventare una buona prassi distintiva che qualifica la nostra realtà.

    Se è vero che il nostro comune in un momento di grande difficoltà per la finanza locale ha deciso di dare priorità a ciò che consente il mantenimento della coesione sociale ed il supporto ai cittadini più deboli, analogo segnale deve venire anche dal mondo dell’impresa.

    D’altra parte le statistiche ci dicono che più donne sono occupate, più aumenta la ricchezza delle famiglie.
    Perciò come amministrazione non possiamo che essere impegnati per promuovere le condizioni utili ad aumentare l’occupazione femminile in ambito locale, nella consapevolezza che il miglioramento della condizione delle donne nei suoi vari aspetti, è il sintomo di una buona condizione dell’intera società.

    Maria Maltoni, Assessora Pari Opportunità e Conciliazione, Comune di Forlì.
    Intervento al consiglio comunale del 1 aprile 2010

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