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Il 25 aprile e Roberto Balzani

25 aprile 2009 Festa della Liberazione  - Gli appuntamenti con Roberto Balzani

  • ore 9 -12: Partecipazione alle iniziative commemorative istituzionali.
  • ore 15,30: La Resistenza è oggi La cultura delle libertà contro ogni forma di fascismo,  dialogo con OLGA GUERRA staffetta partigiana (nell’ambito del IV ciclo Geografie Democratiche). Presso Parco Natale Pugliese/P.tta P. Levi (Via Corbari – Forlì)
  • a seguire I bambini alla scoperta della Costituzione, percorso animato di Gianni Giunchi
  • ore 16,30:  Passeggiata in bicicletta per una visita e un omaggio commemorativo ai sacrari presso il Cimitero Monumentale (Resistenza, Ebrei uccisi, War cemetery alleati)
  • ore 19,30: Aperitivo organizzato di Giovani Democratici e ANPI presso Pub Pride. Proiezione di immagini e filmati sulla Liberazione, banchetto informativo e a seguire musica con dj e dal vivo
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7 Commenti a "Il 25 aprile e Roberto Balzani"

  1. Maria Teresa Vaccari 26 aprile 2009 23:02

    Dopo lo “scippo” di FORZA ITALIA adesso Berlusconi vuole trasformare la Festa della Liberazione in FESTA DELLA LIBERTA’.
    Non possiamo permetterlo!!!

  2. Giorgio Zanniboni 27 aprile 2009 07:53

    Problemi reali e artifici propagandistici in viste delle elezioni
    E’ un momentaccio per chi non si adatta agli artifici propagandistici di quanti pensano solo alle vicine elezioni.
    Comincio dalla crisi dell’economia parlando di quello che noto da vicino: fabbriche che chiudono, maestranze licenziate, cassaintegrati che crescono a un ritmo impressionante, segnali negativi da commercio e turismo, ecc.
    E leggo previsioni autorevoli, ultima quella del Fmi, che vedono nero per tutto l’anno in corso e una lieve ripresa nel 2010, ma non per l’area euro e in particolare per l’Italia, il cui debito pubblico salirà l’anno dopo al 121% sul Pil.
    Certo non è l’apocalisse esclusa da Tremonti (qualcuno ha pensato al crollo del mondo ?) ma la quaresima, periodo di penitenza, è ingiusta e dura per milioni di incolpevoli italiani; e purtroppo non sarà breve, quindi non autorizza l’ottimismo a fini elettorali di vari ministri che si aggrappano ai deboli segnali di riduzione della caduta degli indici.
    Neppure è lecito enfatizzare ad ogni piè sospinto i provvedimenti anti crisi adottati, perchè le risorse mobilitate sono molto esigue e d’altra parte erano destinate al mezzogiorno, quindi prima o dopo dovranno essere restituite.
    Se poi guardiamo al dramma dell’Abruzzo notiamo anche qui un utilizzo elettoralistico, da ultimo con lo spostamento del G8 all’Aquila deciso da Berlusconi, una “trovata” che ha certo una positività sul piano emblematico ma è motivata in modo contraddittorio e può nuocere alle attività di soccorso in svolgimento.
    Come si fa a giustificare il cambio da La Maddalena a l’Aquila con il risparmio delle spese di allestimento quando in Sardegna sono in corso di esecuzione costose opere pubbliche già finanziate e d’altra parte il governo non ha voluto unificare referendum ed elezioni il 7 giugno evitando così lo spreco di qualche centinaio di milioni di euro.?
    Ma la sarabanda illusionistica non finisce qui perchè il duo Berlusconi-Tremonti ci propina la lieta novella degli 8 miliardi di euro per l’emergenza e la ricostruzione in Abruzzo finanziati senza nuove tasse e tagli di spese utili.
    Ma quanto sono bravi (ooh ooh che meraviglia !) ma poi viene fuori che si useranno soldi stanziati per i bonus alle famiglie povere e il fondo per le imprese, interverranno Cassa depositi e prestiti e Inail non certo con donazioni, mentre si preparano le solite lotterie e, guarda caso, una nuova sanatoria per il ritorno dei capitali nascosti all’estero.
    Insomma, si tratti di affrontare la crisi economica e sociale o le conseguenze di eventi catastrofici il governo si muove in senso opposto rispetto quanto fanno altri paesi, Stati Uniti e Inghilterra ad esempio, che riconoscono la gravità della situazione, aumentano le tasse a chi sta bene e le riducono agli altri per ridistribuire il reddito, avviano nuove politiche di sviluppo incentrate su scuola e ricerca, energia pulita, tutela dell’ambiente e del territorio, .
    No, da noi si mettono in campo artifici di ogni tipo per nascondere o ridimensionare la realtà, come la diminuzione delle entrate dello Stato che nel primo bimestre di quest’anno è stata doppia rispetto il calo del Pil.
    Il che vuol dire aumento dell’evasione fiscale, con pensionati, lavoratori dipendenti e parte di quelli autonomi che forniranno ancora di più la massa del gettito, il tutto alla faccia della giustizia e dell’equità sociale.
    Lo si vede dalle dichiarazioni dei redditi, che fanno emergere un paese dove miserabili sono i ricchi e facoltosi i poveri, con i primi che alzano il tricolore ma portano nei paradisi fiscali i capitali sottratti all’erario e i secondi che pagano sempre, crisi o non crisi; mentre l’accoppiata Tremonti-Berlusconi sforna sanatorie per chi viola le leggi.
    Ma è un’offesa all’etica anche l’illusionismo propagandistico, il comportamento di quanti gridano allo scandalo se si mette in discussione la vulgata del tutto va bene, si tratti di giornalisti che riportano le proteste di terremotati d’Abruzzo che affondano nel fango e sono attendati senza riscaldamento e gabinetti, di studenti e insegnanti che protestano per i tagli alla scuola pubblica, di precari che invocano un lavoro stabile per farsi una famiglia.
    Così, tante notizie sgradite al governo non vengono pubblicate perchè gli editori di giornali bussano a Palazzo Chigi per avere denari, mentre con la “normalizzazione” della RAI che sta avanzando si vuole allineare tutta l’informazione televisiva all’insegna della reverenza acritica verso il capo del governo.
    Insomma, l’obbiettivo è di arrivare alle elezioni europee di giugno in modo confacente alla incoronazione di Berlusconi anche se poi non metterà piede a Strasburgo come ben si sa: la spregiudicatezza proprio non gli manca.
    Il quale nel frattempo ha ieri partecipato per la prima volta alla Festa della Liberazione (un sondaggio lo avrà convinto) riconoscendo che “la Resistenza è un valore fondante”, chi ha combattuto contro il nazifascismo “era dalla parte giusta”; ma non mancando di essere contraddittorio tra mattina e pomeriggio riguardo i militi di Salò.
    Se non cambierà idea un’altra volta - lo si vedrà con il disegno di legge del Pdl che mira a equiparare partigiani e bande nere – si arriverà, finalmente, al 25 Aprile festa di tutti gli italiani, giorno di memoria e impegno per la libertà.
    Tornando alla situazione del paese vorrei sbagliarmi ma penso che dopo le elezioni, scemato l’ottimismo propagandistico e misurata la effettiva consistenza degli impegni assunti, sul piano sociale come per l’Abruzzo, molti italiani si renderanno conto che la realtà è diversa da quella dipinta in questi ultimi mesi dai venditori di fumo.
    Ma adesso è il momento della denuncia degli artifici e della nebbia mediatica, bisogna insistere sui problemi reali mettendo al centro della campagna elettorale lo scenario nazionale e internazionale, i problemi concreti della condizione sociale, le condizioni nuove per rilanciare l’economia, la difesa e la riforma dello Stato democratico.
    Alla mia parte politica dico che la denuncia del berlusconismo sarebbe sterile se non seguita da incalzanti proposte di cambiamento, ispirate al riformismo, i cui contenuti devono risaltare anche nei programmi comunali e provinciali superando le contraddizioni, a partire dai temi ambientali, che riducono il consenso e spingono all’astensionismo.
    sabato 25 aprile, ore 16,05 Giorgio Zanniboni

  3. Maria Teresa Vaccari 28 aprile 2009 13:35

    Lo scorso sabato 25 aprile nell’ambito del ciclo “Geografie Democratiche” promosso dal Partito Democratico in collaborazione con il Circolo Resistenza si è svolto in via Corbari un incontro dal titolo “La Resistenza è oggi” tra il candidato Sindaco Roberto Balzani e la staffetta partigiana Olga Guerra a cui hanno partecipato oltre 100 persone di tutte le età.
    A seguire Gianni Giunchi ha guidato i bambini in un percorso animato “Alla scoperta della Costituzione”.
    Nella lettera postata di seguito le riflessioni e le considerazioni di Gianni Giunchi su questa insolita e coinvolgente esperienza.

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    Dalla esperienza del primo della serie di incontri di Geografie Democratiche – Ritorno al Futuro
    sabato 25 aprile, Piazzetta Primo Levi – via Corbari Forlì

    Lettera agli “indigenti

    Da una accezione di significato del termine, mi rivolgo ai “bisognosi di sapere” per affermare che non ci sono argomenti difficili o noiosi di cui parlare con i bambini.
    Se sabato pomeriggio aveste partecipato all’incontro promosso dal Partito Democratico in piazzetta Primo Levi, via Corbari Forlì, avreste visto i bambini ascoltare, magari sulle ginocchia della mamma, il racconto di una staffetta partigiana, la sig.ra Olghina Guerra.
    Roberto Balzani, con la sua consueta misura che favorisce e stimola il coinvolgimento, ha lasciato alle domande dei presenti il compito di comporre una storia che ha parlato di Resistenza, nascita della Repubblica, valore della Costituzione e assegnato alla sig.ra Olghina il suo ruolo naturale di nonna, disposta a raccontare e poi ripetere, ancora, la propria vita a nipoti affascinati ed insistenti.
    Avreste visto i bambini cercare con entusiasmo, lungo la strada e nel giardino intitolato a Natale Pugliese, le tracce che la Costituzione lascia nella vita quotidiana, dimostrando in maniera concreta che la Costituzione c’è anche quando non si vede.
    Soprattutto avreste notato, dopo questa breve e semplice educazione alla conoscenza, che non c’era alcuna differenza fra le espressioni dei bambini e degli adulti e che ognuno, grande o piccolo, portava il suo contributo fatto di parole ed ascolto a questo gioco istruttivo.
    “La libertà di ognuno comincia quando comincia la libertà degli altri”, sembra essere il principio ispiratore dei settantacinque firmatari della nostra Costituzione; quanta assonanza con questo valore nelle idee di Roberto, Franco, Veris, Olghina, Maria Teresa, Luciana, Thomas, Giancarlo, Gianni e Giorgio ed il sig. Monti… libertà individuali che si sommano.
    E’ questo il messaggio che i bambini hanno dimostrato di aver compreso e ci hanno voluto manifestare attraverso un loro originale saluto composto ancora da tanti gesti e limitate parole, un linguaggio semplice che tradotto esprimeva il pensiero: “Siamo stati bene, ci è piaciuto, perché niente è venuto dall’alto, nessuno è sceso o salito di livello, eravamo tutti sulla stessa linea”.
    Questa lettera è dedicata a te, sconosciuto indigente, perché sono stati gli stessi bambini ad assegnarti il ruolo di protagonista simbolico della loro avventura pomeridiana, quando, tentando di dare un significato a questo termine così nuovo per loro, hanno imparato, ridendo a crepapelle, che “l’indigente non è uno che ha mal di stomaco“.
    Mi piace pensare che non ti dimenticheranno e che cercheranno di evitare a sé stessi ed agli altri di trovarsi nella tua condizione e vorrei che ci ponessimo una domanda:
    “Non crediamo che una divertente Passeggiata Costituzionale sia valsa più di una lezione cattedratica?”
    Questa lettera aperta è un invito alla replica ed alla formulazione di più giusti modelli, i ragazzi hanno bisogno di partecipare a cose vere, di scoprire ideali ed appassionarsi, di confrontarsi non solo con la famiglia e la scuola, è anche un invito ad evitare il rischio del rimprovero di non averli incoraggiati e lasciato loro un domani moralmente meschino, magari solo frutto di superficiali modelli televisivi.
    Gli incontri di “Geografie Democratiche” dedicati ai giovani, al gioco, all’impegno, alla creatività ed al futuro, proseguono in compagnia di Roberto Balzani nei pomeriggi di sabato 9 maggio ai giardini Orselli in piazza Cavour a Forlì ed il 23 maggio in piazza Garibaldi a Forlimpopoli.
    GIANNI GIUNCHI

  4. Sandro Zedda 1 maggio 2009 10:14

    Oltre l’impegno serio e competente da parte di Roberto Balzani per la città i qualità di candidato sindaco, un ulteriore riconoscimento gli è stato riconosciuto in campo accademico.Balzani si dimostra sempre di più coerente con le sue idee e competente nei suoi impegni.

    Ingegneria guadagna il quinquennio (completando il percorso con Sistemi edili e urbani) e sono salvi i corsi di Scienze ambientali e Tecnologie per la conservazione e il restauro (Tecore), due di quelli a rischio per il basso numero di iscritti. Ma a quanto pare della decisione il polo ravennate dell’Universita’ di Bologna deve ringraziare piu’ la tenacia di Roberto Balzani, preside della Facolta’ di Beni culturali, che il prorettore per la Romagna, Guido Gambetta.

    Sul “salvataggio” dei corsi ravennati (perdono formalmente solo Biblioteconomia; sara’ recuperata pero’ come indirizzo), Gambetta si e’ infatti espresso con un’astensione, insieme ad altri presidi di poli romagnoli. Uno sgarbo che il vicesindaco di Ravenna Giannantonio

    Mingozzi (che segue le vicende accademiche per conto del Comune) non ha gradito per niente.

    “Non si deve difendere solo la propria facolta’ o chiedere risorse- bacchetta- e poi lavarsene le mani

    quando si tratta di difendere l’insieme dei corsi. E’ legittimo da parte nostra chiedere a tutti di impegnarsi un po’ di piu’ come facciamo noi nel consiglio di amministrazione”. Se l’atteggiamento “pilatesco” di Gambetta e degli altri presidi romagnoli lascia l’amaro in bocca, il vicesindaco rende invece merito al preside di “essersi impegnato con sensibilita’ su alcuni corsi di prospettiva” per Ravenna.

    Scienze ambientali e Tecnologia per la conservazione e il restauro, “su cui abbiamo investito molto, ci hanno aperto collaborazioni con l’estero”, dice Mingozzi. Bene anche l’idea di Balzani di unificare in un unico quinquennio di Restauro i due corsi da una quindicina di iscritti l’uno: “Consentira’- commenta- di proiettare l’attuale salvataggio in una prospettiva di lungo periodo”.

  5. Maria Teresa Vaccari 2 maggio 2009 22:07

    DELL’UTRI A FORLI’: MUSSOLINI ERA PERSONA DI GRANDE SPESSORE

    (Sesto Potere) - Forlì - 30 aprile 2009 - Tappa forlivese per il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, arrivato alla Camera di Commercio nel pomeriggio inoltrato per presentare i diari inediti di Mussolini. Si tratta di cinque manoscritti risalenti al periodo 1935-1939, sulla cui autenticità gli storici si sono dimostrati dubbiosi. Ma Dell’Utri garantisce sull’originalità dei manoscritti, cinque diari della Croce Rossa Italiana vergati a mano dal Duce del Fascismo.

    I testi verranno pubblicati da Mondadori non prima della fine del 2010. “Quando usciranno — ha detto Dell’Utri — saranno una bomba. Non perché cambieranno la storia, ma perché presentano Mussolini in modo ben diverso rispetto a come la storia, scritta dai vincitori, ci ha detto. Io, che non sono un nostalgico, ritengo Mussolini una persona di grande spessore: umano, culturale e politico”.

    Un centinaio le persone che hanno ascoltato le parole di Dell’Utri.

    “Il fascismo lo ritengo una cosa negativa. È lo stesso Mussolini a scriverlo. Alla fine viene sempre fuori la sua base ideologica. Che era socialista”.

    Mi sembra che troppo spesso ci si dimentichi come Mussolini è arrivato al potere, come abbia instaurato la dittatura, con quali strumenti violenti abbia imposto il suo regime.
    Come abbia usato la propaganda e la demogogia per sostene il suo delirio di onnipotenza e abbia trascinato l’Italia in una patetica e anacronistica avventura di espansione coloniale.
    Che abbia istituito le leggi razziali che impedivano a ebrei ed altre minoranze di frequentare le scuole e di lavorare perchè ritenute inferiori.
    Che abbia portato l’Italia al dramma e allo sfacelo della seconda guerra mondiale.
    Ed è un insulto alla memoria di veri socialisti, come Sandro Pertini e Pietro Nenni, che proprio Dell’Utri (da qual pulpito! mi verrebbe da dire) esalti l’origine socialista di Mussolini.
    Alcuni anni fa, nel corso del ciclo “Alle 8 della sera” di Radio2 andò in onda una serie dedicata alla biografia del giovane Mussolini, curata se non ricordo male da Giordano Bruno Guerri, in cui veniva raccontata la sua infanzia e giovinezza e la sua trasformazione da rivoluzionario socialista a fascista fino alla vigilia della marcia su Roma.
    Un interessante panoramica molto illuminante con allarmanti analogie con la storia italiana degli ultimi 15 anni e l’ascesa di Berlusconi.

  6. OLD.ING. 2 maggio 2009 22:10

    Il quinquennio di ingegneria è una buffonata.
    Sarebbe meglio avere meno corsi e maggiore approfondimento, per avere poi tecnici più preparati. Invece si percorre la strada dell’esamificio per laureare dei super geometri, non degli ingegneri.

  7. Maria Teresa Vaccari 19 maggio 2009 00:13

    LA STORIA RACCONTATA AI NOSTRI FIGLI

    Ho ritrovato qualche giorno fa Olga Guerra che avevo avuto il piacere di ascoltare lo scorso 25 aprile raccontare la sua vita di staffetta partigiana di fronte a oltre 100 persone di tutte le età, compresi molti bambini che hanno seguito il suo racconto con attenzione e in silenzio.
    L’ho ringraziata per la grande emozione che ci aveva trasmesso e che trapelava ancora forte dalle sue parole nonostante i tanti anni trascorsi.
    E mi ha raccontato, con giusto orgoglio, un episodio bellissimo: qualche giorno dopo quell’incontro, Olga è andata in visita ad una scuola superiore per parlare agli studenti della Resistenza.
    Ad un certo punto un ragazzo si è alzato e ha detto ai suoi compagni: “Ma voi sapete chi è Olghina Guerra? Io l’ho sentita parlare il 25 aprile…” e ha riferito ciò che aveva appreso in quel pomeriggio.
    Fatti come questi mi convincono sempre più di una mia vecchia fissazione per quanto riguarda i bambini e i ragazzi: l’importante è buttare il seme, prima o poi qualcosa crescerà.
    Non è vero che siano tutti superficiali e disinteressati, ma vanno seguiti, stimolati e motivati; questo richiede tempo e fatica da parte degli adulti e forme di comunicazione diverse e diversificate.
    E quel bel pomeriggio del 25 aprile è stato un ottimo esempio di come si possa raccontare la storia ai nostri figli.
    E di quanto sia importante che i nostri ragazzi conoscano quali tragedie siano state la dittatura e la guerra dalla voce di chi l’ha vissuta sulla sua pelle.

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