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Una nuova generazione per la costituente europea

PD  Unione Territoriale di Forlì -  Area Tematica “Europa e Relazioni Internazionali”

Giovedì 14 maggio ore 18 presso Saletta della Banca di Forlì, Via Bruni n. 2

Una nuova generazione per la costituente europea

Intervengono;

Sandro Gozi (capogruppo PD Commissione Politiche Ue Camera dei Deputati)

Ivan Scalfarotto (candidato PD Parlamento Europeo Circoscrizione Nord Ovest)

Debora Serracchiani (candidata PD al Parlamento Europeo Circoscrizione Nord Est)

Introduce:

Paola Campana (Presidente Assemblea Territoriale PD Forlì)

Partecipano i candidati alle elezioni amministrative del PD di Forlì

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4 Commenti a "Una nuova generazione per la costituente europea"

  1. Thomas Casadei 19 maggio 2009 22:16

    CON DEBORA SERRACCHIANI.

    Gia’ non avevo dubbi, ma questo mi conferma nella scelta: alle europee darò certamente una delle mie preferenze ad una giovane donna combattiva, coraggiosa, con una sua professione, esponente ‘contemporanea’ del PD. Di queste persone ha bisogno un partito nuovo.

    §§§

    Debora Serracchiani:
    «Il Pd deve chiedere l’impeachment»

    di ma.ge.

    Sulle conseguenze della sentenza Mills, come su molte altre cose, è tranchant nella video-intervista de l’Unità. «Penso che il presidente del consiglio dovrebbe dimettersi e che il Pd dovrebbe chiedere l’impeachment».

    Grata a Franceschini che ha creduto in lei. E però «diversa» dal Pd che l’ha scelta per farsi rappresentare alle europee nella lista Nord Est. Debora Serracchiani si sente così. Trentotto anni, avvocato del lavoro e segretaria cittadina del Pd a Udine, fino al 21 marzo scorso, non la conosceva nessuno. Poi è nata una stella.

    All’assemblea nazionale dei circoli Pd, Debora, applauditissima, le ha cantate al segretario e ai vertici del partito. Il resto l’ha fatto la rete: migliaia di persone in poche ore si sono scaricate il video del suo intervento, su Facebook, che fino a due mesi fa Debora non sapeva nemmeno cosa fosse, è arrivata ad avere 8768 sostenitori.

    Al mattino non pensa a quello che deve indossare. Il look non le interessa. Anche se la frangetta l’ha fatta litigare con il parrucchiere: «Alla fine me la sono tagliata da sola». Qualcuno, un po’ per la somiglianza fisica con l’attrice francese un po’ per la favola che diventa realtà, l’ha definita l’Amélie Poulain della politica. «Io veramente mi sento Debora Serracchiani, candidata del Pd alle europee», risponde lei, convita che in Europa potrà fare molto. E se non verrà eletta?

    «Proverò a cambiare il Pd dall’interno, il partito che voglio io ancora non esiste». Quello che c’è, comunque - assicura Debora Serracchiani - ancora non l’ha piegata. Qualche suo fan la vedrebbe già candidata alla segreteria del Pd.

  2. Thomas Casadei 13 giugno 2009 13:17

    CON DEBORA SERRACCHIANI PER IL RINNOVAMENTO DEL PD

    http://www.facebook.com/group.php?gid=86269453496

    La consultazione elettorale per il Parlamento Europeo si è conclusa con una vittoria schiacciante di Debora Serracchiani, la quale è stata premiata dai cittadini elettori per la freschezza, onesta e competenza della sua proposta politica e per la capacità di rinnovamento che ha espresso chiaramente.
    Adesso ci aspetta un compito altrettanto arduo: Ripensare il Partito Democratico.
    Come afferma Debora dobbiamo essere presenti nei luoghi dove si incontrano le persone e dove si crea opinione per testimoniare la nostra visione del paese e della società: piazze, aziende, scuole, sindacato, bar.
    Per il prossimo congresso siamo chiamati a creare una “primavera democratica”, affermazione di Debora: democrazia e partecipazione, creatività, pari dignità tra uomini e donne, merito e scoperta dei talenti, integrazione nel territorio.
    In definitiva dobbiamo fare del Partito Democratico una stella marina dove la testa è rappresentata da tutto il corpo: potere e decentramento, territorio e cultura dei problemi, valori condivisi e testimonianze concrete.
    Debora ha dimostrato che Berlusconi e Bossi possono essere battuti ed allora impegniamoci insieme per conseguire questo grande obiettivo per il progresso dell’Italia e per una giustizia che superi il disagio sociale che stiamo vivendo.

    Sito di Debora Serracchiani http://www.serracchiani.eu/

    Informazioni di contatto
    E-mail:
    Sito Web: http://www.serracchiani.eu/

    invito tutti i democratici contemporanei ad aderire al gruppo di contatto che conta già oltre 3450 adesioni.

  3. patrizia barducci 14 giugno 2009 21:14

    in aiuto alle affermazioni di Debora che oggi al parco urbano sottolineava la grande capacità dei nostri dirigenti di farsi del male e di farlo direttamente a chi il partto lo fa dal basso giorno dopo giorno posto l’ultima parte della’articolo di Eugenio Salfari su repubblica oggi 14 giugno
    Se l’opposizione non fosse così fortemente debilitata avremmo almeno un aggancio robusto per riportare ordine e chiarezza. Purtroppo anch’essa ha perso credibilità anche se la campagna elettorale condotta dal segretario Franceschini è riuscita almeno a contenere le perdite salvando il salvabile. Sono molti ora a chiedere in che modo si possa e si debba costruire un partito che ancora non c’è, che è ancora un’ipotesi di lavoro e fatica a decollare per debolezza dei motori e insufficiente portanza.

    Ci sono almeno tre esigenze generalmente avvertite: la prima è quella di radicare il partito nel territorio, la seconda è di selezionare una classe dirigente nuova, la terza riguarda la vecchia nomenclatura composta da quelli che guidarono i vari spezzoni confluiti nel Pd. I membri di quella nomenclatura non sono affatto da ostracizzare; rappresentano tuttora un deposito di esperienze, memorie, valori. Ma dovrebbero riporre ambizioni e pretese rassegnandosi ad un ruolo che resta peraltro di notevole importanza: ruolo di padri e di zii, ruolo di saggezza e incoraggiamento, non di comando e di intervento.

    Quando Veltroni si dimise, con lui fece un passo indietro l’intero vecchio gruppo dirigente e questo fu l’aspetto positivo di quella drammatica ma ormai necessaria decisione. Sembra tuttavia che ora quel collettivo passo indietro sia rimesso in discussione e si riaccendano tra gli zii sentimenti di rivalsa e nuovi fuochi di battaglia.

    “Come cavallo che uso alla vittoria / a tarda giovinezza e controvoglia / tra carri veloci torna a gara”: così cantava Ibico. Controvoglia non so, ma certo il tornare a gara di tutta la vecchia nomenclatura sbarra la strada al necessario rinnovamento e riaccende eterne dispute che un corpo sano e robusto potrebbe sopportare ma un corpo debilitato non tollera rischiando la sua stessa sopravvivenza.

    Così il tema delle alleanze. E’ un tema da costruire quando il Pd si sarà rafforzato, avrà riacquistato credibilità e potrà costituire l’elemento centrale di uno schieramento con un programma comune, comuni convinzioni e comune visione del bene pubblico. Disputare oggi sulle alleanze di domani è soltanto un modo per riaccendere la rissa interna. Nella situazione attuale è un’operazione ad altissimo rischio.

    * * *

    Post Scriptum. La visita del colonnello Gheddafi in Italia, non priva di interessi concreti per il nostro paese, ha avuto aspetti di farsa che purtroppo si sono mescolati alla farsa nostrana. Ne è risultato un mix assai poco digeribile che rende ancor più grottesca e flebile la nostra credibilità internazionale.

    (14 giugno 2009)

  4. Thomas Casadei 27 giugno 2009 11:36

    Per chi pensa al futuro del Partito democratico, partito dei contemporanei:

    http://www.imille.org

    P.S. Peccato non poter essere al Lingotto. ma finalmente si percepisce uno sforzo collettivo aperto, innovativo, coraggioso.

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