La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Tutti per uno con Roberto Balzani

Martedì 26 Maggio 2009 - Ore 21 presso  Fiera di forli’ (Via Punta di Ferro)

Tutti per uno

La squadra del Partito Democratico per governare il territorio Forlivese

Intervengono:

Alessandro CASTAGNOLI
(Segretario Unione Territoriale Forlivese)

Roberto BALZANI (Candidato a Sindaco di Forlì)

Massimo BULBI (Candidato a Presidente della Provincia di Forlì-Cesena)

Salvatore CARONNA (Segretario Regionale PD-Candidato al Parlamento Europeo)

Vasco ERRANI (Presidente Regione Emilia Romagna)

Saranno presenti:

Pierangelo Bergamaschi
(Candidato Sindaco di Civitella di Romagna)

Mirko Betti (Candidato Sindaco di Portico)

Luigi Capacci (Candidato Sindaco di Premilcuore)

Elisa Deo (Candidata Sindaco di Galeata)

Flavio Foietta (Candidato Sindaco di S.Sofia)

Giorgio Frassineti (Candidato Sindaco di Predappio)

Alessandro Guidi (Candidato Sindaco di Rocca S.Casciano)

Luigi Marchi (Candidato Sindaco di Tredozio)

Claudio Samorì (Candidato Sindaco di Modigliana)

Loris Venturi (Candidato Sindaco di Meldola)

Paolo Zoffoli (Candidato Sindaco di Forlimpopoli)

La cittadinanza è invitata

Unione Territoriale FORLI’

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3 Commenti a "Tutti per uno con Roberto Balzani"

  1. Roberto Gorga 29 maggio 2009 23:14

    Con Balzani, per una nuova politica urbanistica

    Mi chiamo Roberto Gorga, sono un architetto e sono candidato alla circoscrizione n. 3 per il Partito democratico.
    Ho deciso di accettare la candidatura perché fortemente coinvolto dalle idee lanciate da Roberto Balzani e dal PD, specie in merito all’ambiente e agli spazi della città.
    Il territorio ,al di là del diritto di proprietà, è patrimonio pubblico, e quindi necessario all’esercizio di diritti di cittadinanza fondamentali ; per questo condivido una delle tante idee guida del progetto di governo promosso dal PD e da Balzani secondo cui il territorio è una risorsa limitata e non rinnovabile e con forti valenze sociali.
    Il libero mercato capace di autoregolarsi in ambito urbanistico si è rivelato una pia illusione. Le soluzioni ai problemi che riguardano il governo del territorio non sono facili, basti pensare che la legge urbanistica fondamentale del nostro paese risale al 1942.
    Questa carenza legislativa e culturale limita notevolmente l’agire e l’impegno dei “singoli” di buona volontà che spesso vengono anche estromessi dal processo decisionale.
    A questo riguardo mi convince molto il progetto lanciato da Roberto Balzani e dal centrosinistra forlivese per una nuova politica urbanistica fondata sulla partecipazione, non solo per bilanciare i cosiddetti poteri forti, ma anche per poter fare scelte importanti e strategiche al servizio della comunità e di tutti i cittadini.
    Con Balzani, con il PD come partito nuovo, ben legato anche alle esigenze dei quartieri e degli spazi della città, può davvero iniziare un’epoca nuova. Per questo vale la pena impegnarsi in prima persona. E’ quello che ho deciso di fare io stesso, insieme a tanti altri cittadini che hanno a cuore forme e spazi della loro città.

    Roberto Gorga

  2. Valerio Altieri 30 maggio 2009 00:06

    Lettera dall’America latina

    L’Italia vista da lontano appare piccolissima. Con i
    suoi problemi, le sue paure, i suoi difetti, le sue ansie, la sua
    incapacità di reagire, l’immobilismo al quale ormai sembra
    irrimediabilmente destinata. Ovvio che di problemi ne abbiamo anche
    noi, ci mancherebbe. Ma questi mesi in Sud America mi sono serviti a
    ridare una giusta prospettiva alle cose. Camminare per le vie strette
    di un favela di Rio de Janeiro che si inerpicano su di una collina a
    due passi dal centro, da Ipanema, da una delle spiagge più turistiche
    dove migliaia di americani ed europei passano le loro giornate,
    inconsapevoli di questo micromondo che hanno alle spalle, o che forse
    semplicemente preferiscono ignorare per non turbare le proprie
    vacanze.. là dove la luce elettrica è un lusso e l’acqua potabile
    pure…
    là dove i bambini di quattro-cinque anni giocano per strada simulando
    l’unica cosa che conoscono veramente bene, la guerra tra bande, le
    armi, la droga. Ma dove tutti hanno un sorriso e dove la gente ha
    conservato una dignità che da altre parti sembra essere sparita. Perché
    tutto sommato non si considerano poi così sfortunati, perché un tetto
    sopra la testa ce l’hanno e non ha importanza se sia di lamiera e
    se d’
    inverno ci piova dentro. Oppure attraversare con il taxi una delle zone
    più povere di Lima in Perù, Callao, che collega due dei quartieri più
    ricchi e meglio tenuti della città, Miraflores e La Punta in cui sembra
    di essere negli Stati Uniti invece che in Sud America; Callao è un
    quartiere talmente povero che i bambini sono costretti a rubare una
    corsia alle macchine sulla strada principale per montare una rete di
    pallavolo. dove gli allacci alla rete elettrica sono tutti illegali; un
    quartiere talmente pericoloso che 2 taxi su 3 si rifiutano di passarci
    perché il rischio di essere assaltati è altissimo (tanto che nemmeno la
    moglie del Presidente con la scorta è riuscita a passare indenne). In
    Paraguay, invece, non c’è bisogno di andare in quartieri periferici
    per
    scorgere la povertà. Già sugli autobus che collegano le città
    principali del paese si capisce che la situazione qui è peggio che
    negli altri paesi confinanti; nel corridoio tra i sedili vengono
    ammassate decine di persone e nessuna si lamenta di passare quattro o
    cinque ore a guardare, in piedi, quei fortunati che hanno il posto a
    sedere. Nella capitale, Asunción, la Plaza Uruguaya, in pieno centro, è
    completamente occupata da tende, o per meglio dire, teli, in cui vivono
    decine di persone, scalze, con pochi vestiti e niente da mangiare.
    Accendono fuochi per scaldarsi e, a pochi passi, la polizia li osserva
    con indifferenza. Cento metri più in là, di fronte al Parlamento
    nazionale, ecco la vera e propria favela, dove almeno si scorgono
    baracche di lamiera e non fatte con tessuti. O ancora a Renga, uno dei
    quartieri popolari di Santiago in Cile, dove le minuscole case di pochi
    metri quadri si perdono a vista d’occhio solo a qualche chilometro
    dal
    centro di una delle città più ricche e benestanti del Sud America..
    dove ancora ci sono baracche di fango e lamiera e dove il cavallo è uno
    dei mezzi di trasporto più comuni.. ma dove una nostra amica ci ha
    accolto nella sua modesta casa per invitarci a pranzo, condividendo con
    noi e altre sette persone un piatto a base di mais e pollo, mostrando
    una generosità ed un’ospitalità incredibili. E’ proprio questo
    che
    l’Italia sembra aver smarrito più di ogni altra cosa, il senso di
    solidarietà, di ospitalità verso lo straniero, quella coesione sociale
    e quel sentimento nazionale che in passato è stato il nostro punto di
    forza e che adesso ritroviamo solo in occasione di grandi tragedie,
    come il terremoto in Abruzzo, o in occasione di grandi vittorie, come i
    mondiali di calcio. La sfida più importante dei prossimi anni sarà
    quella di ricostruire questa coesione sociale, rinnovare il sentimento
    di solidarietà e si potrà fare solo ripartendo dalle comunità locali.
    Sarà un compito difficile e, per questo, lungo ma deve essere un
    obbiettivo di tutti noi, della società civile, delle persone comuni.
    Non può e non deve essere un compito lasciato solo ai partiti e alla
    politica, ognuno deve dare il proprio contributo. Per questo credo
    tantissimo nel progetto di Roberto Balzani a Forlì, perché sono
    convinto che partendo dalla nostra comunità (permettetemi di dire
    ‘nostra’, perché pur non essendo nato a Forlì mi sento ormai parte di
    questa città) possiamo veramente ricominciare a costruire un pezzo
    della nostra Italia. Perché Forlì ha dimostrato con le primarie del PD
    e con la spinta generata dalla candidatura a Sindaco di Roberto Balzani
    di essere ancora una società viva, in movimento e può servire da
    esempio ad altre realtà locali, può davvero diventare un laboratorio a
    livello nazionale. A partire dalla questione ambientale, delle energie
    rinnovabili, dell’Università fino ad arrivare alle sfide
    dell’immigrazione. Non ci sono scorciatoie, bisogna lavorare duro e
    forse non riusciremo a vedere i frutti dei nostri sforzi, così come
    coloro che morirono nel tentativo di unificare il nostro paese non
    videro mai la Patria unita. Ma sono convinto che ne valga la pena. Ci aspetta una grande sfida, a partire dalle prossime elezioni. La strada imboccata è quella giusta, ora bisogna solamente seguirla fino in
    fondo. Forza Balzani: ti vogliamo sindaco di Forlì, anche da qua!

    Valerio Altieri (già componente direzione comunale PD Forlì)

  3. Collinelli Andrea 30 maggio 2009 00:30

    CASO NOEMI, APPROFONDIMENTO:
    ESCLUSIVA INCHIESTA SU LA VOCE DELLE VOCI
    LA CHIAVE DI VOLTA E’ NELLA MALAVITA ORGANIZZATA
    NESSUN AFFARE PRIVATO NE’ RAPPORTI PICCANTI
    (l’articolo si può leggere su http://www.lavocedellevoci.it)

    “Isso, Essa e ‘A Malavita”: questo l’esplosivo titolo di copertina de La Voce delle Voci di giugno, in edicola da sabato 30 maggio a Roma e Napoli e dal 2 giugno in tutto il resto d’Italia.
    La Voce ricostruisce l’impressionante, inedito scenario aperto dalla notizia – data in esclusiva – delle indagini in corso alla Direzione distrettuale antimafia partenopea per accertare se esistono gli ipotizzati collegamenti fra i Letizia di Portici - Secondigliano e il ceppo dei Letizia di Casal di Principe, di cui
    fanno parte numerosi affiliati al Clan Letizia, a sua volta alleato con i Casalesi.
    Il clima è quello della faida in atto intorno al colossale business rifiuti, con i Casalesi che,
    dopo le iniziative del governo, vedono in pericolo i giri d’affari da milioni e milioni di euro gestiti finora.
    La giovane aspirante modella di Portici, nel quadro delineato dall’inchiesta della Voce - e se le ipotesi venissero confermate - sarebbe l’inconsapevole ed appariscente “segnale” di un pressing costante esercitato, a partire da fine 2008, dalla malavita organizzata ai danni del premier.
    Analogo segnale – ancor più eclatante – doveva essere quella fatidica serata del 26 aprile a Casoria, quando il Cavaliere si mostrò agli esterrefatti occhi dell’opinione pubblica internazionale in veste di ospite d’onore ad una festa di paese, organizzata per giunta in uno fra i comuni del napoletano dove le attività imprenditoriali e commerciali ben difficilmente possono sottrarsi al predominio della camorra.
    Da oggi ampie parti dell’inchiesta sono già sul sito del mensile http://www.lavocedellevoci.it

    Napoli, 29 maggio 2009
    LA VOCE DELLE VOCI

    Collinelli Andrea

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