La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Festa della Repubblica con Roberto Balzani

martedì 2 giugno dalle ore 20, Piazza Ciminiera Area Ex Mangelli c/o Centro Comm.le I Portici, Forlì

La Repubblica…Che musica!!!

Grande Festa della Repubblica con
Roberto Balzani Candidato Sindaco di Forlì

aperitivo lungo e buffet in compagnia di
Marching Band I Musicanti di San Crispino
Dj Principe, artisti e musicisti forlivesi

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2 Commenti a "Festa della Repubblica con Roberto Balzani"

  1. Sara Samorì 1 giugno 2009 08:21

    Sara Samorì (Pd)

    Il Partito Democratico: l’ultima “riserva” per il Ventunesimo secolo

    Mi chiamo Sara Samorì e sono una giovane candidata al consiglio comunale nelle liste del Partito Democratico che ha sostenuto Roberto Balzani durante le Primarie e tuttora lo sostiene come candidato sindaco a Forlì

    Innanzitutto vorrei rispondere a chi dice che il cambiamento portato da Roberto Balzani è solo di facciata: questo non è esatto. Il cambiamento a Forlì è stato sancito da una grande operazione democratica che sono state le Primarie a Forlì e che si sono svolte proprio perchè abbiamo creduto fin dall’inizio che la città meritasse più partecipazione, coinvolgimento e ascolto a tutte le fasi dei processi amministrativi e a tutti i livelli, partendo dalle circoscrizioni, luoghi di raccolta delle istanze e delle richieste di partecipazione dei cittadini. Chi afferma nel proprio programma elettorale di voler abolire le circoscrizioni, afferma di rimando di voler impedire ai cittadini di esprimere la propria opinione lasciando intaccato lo status quo ai livelli più alti.

    In secondo luogo, chiedo cosa significhi aderire avere un’etica e una morale in politica: personalmente ho sempre creduto in un largo spirito innovatore, sensibile ai temi sociali, all’idea di libertà, di giustizia sociale, di un nuovo concetto di cittadinanza, di Europa e di Mondo. Come è possibile affermare di avere un’etica e una morale quando si scrive sul programma elettorale che si vogliono eliminare i clandestini dalla città. Ricordo bene le parole di Mazzini a proposito richiamandosi ad un’etica di responsabilità e alla quale si richiama oggi anche Barack Obama: chi ha maggiori risorse ha il dovere morale di aiutare chi versa in condizioni di disagio ai limiti della sussistenza. Forse questa incomprensione deriva dal fatto che chi fa certe affermazioni non ha ben chiaro la distinzione tra i concetti di “sicurezza” e “legalità” che come dice il nostro candidato sindaco, il primo fa riferimento ad una realtà in cui deve essere garantito a tutti i cittadini, nessuno escluso, l’inviolabilità della sicurezza vigilata dalle nostre forze dell’ordine, il secondo fa riferimento ad un concetto che va giocoforza esteso a tutti noi, italiani e non italiani. Aggiungo che chi è favorevole alle ronde, destituisce de facto l’autorità delle nostre forze dell’ordine oltre che ad alimentare sentimenti diffusi di paura, razzismo e incomprensione

    In terzo luogo, il concetto di cultura è un concetto che fa riferimento in primo luogo ad una nostra sfera personale. In questo senso sostengo che se è vero che non è possibile recidere categoricamente le ideologie di punto in bianco, è altrettanto vero che non è possibile, come affermava Robert Kennedy, che le cosiddette “maree della storia” possano venire eluse da una maldestra corsa alle “riserve indiane” né eluse da un etno regionalismo che vorrebbe portarci indietro nella storia invece di cavalcarla concretamente. Il mondo è cambiato e la nostra società di conseguenza, le sfide sono globali e i problemi con cui affrontarle devono giocoforza essere riadattate di conseguenze avendo ben chiara la “posta in gioco”. La sfida del XXI secolo non è più tra repubblicani, comunisti, socialisti o democristiani, ma tra “democratici” e “conservatori”. Non si può più rimandare, non possiamo più fare finta di niente e il compito del Partito Democratico è quello di guidare un centro sinistra che ci porti fuori dal tunnel dell’odio e del conformismo apatico che i nostri oppositori conservatori di destra pare esaltino senza senso di responsabilità nei confronti delle generazioni future.

    Sara Samorì

  2. sara pignatari 3 giugno 2009 14:34

    La comunicazione ai tempi di Balzani

    Settembre 2008 - Maggio 2009: nove mesi per far nascere un progetto, un progetto di partecipazione, di democrazia e di comunicazione politica nuove.
    Roberto Balzani è il padre di questo progetto, allevato e curato in una “famiglia” allargata a tanti cittadini, a donne e uomini, giovani e meno giovani, militanti da sempre insieme a persone alla prima esperienza politica, tutti volontari a disposizione del candidato e soprattutto della città di Forlì.
    Mi chiamo Sara Pignatari e faccio parte di questa “bella” famiglia, entro la quale ho portato la mia professionalità, il mio entusiasmo e il mio impegno.
    Con la nascita del PD sono stata eletta componente dell’Assemblea Territoriale del partito ed ora sono candidata al consiglio comunale di Forlimpopoli a sostegno dell’attuale sindaco ricandidato alle prossime elezioni, Paolo Zoffoli. Fin dall’inizio ho creduto all’idea del Partito Democratico, ad un rinnovamento della classe politica, ad una partecipazione dal basso grazie anche ad un ricambio generazionale veramente possibile e alla grande opportunità data a cittadini come me, di portare le proprie competenze ed energie propositive al servizio della città e del territorio.
    Roberto Balzani a Forlì e Paolo Zoffoli a Forlimpopoli hanno lavorato per questo, per creare una sinergia non solo all’interno dei loro comuni, ma anche a livello di relazioni tra territori, per “fare sistema” tra il capoluogo e tutti i comuni forlivesi, nel più ampio contesto provinciale e regionale.
    Come responsabile della Comunicazione del Comitato Elettorale Balzani Sindaco, ho avuto il privilegio di conoscere a fondo Roberto Balzani e di poter progettare con lui una campagna di comunicazione assolutamente originale, un modo nuovo di fare e comunicare la politica. Sostenuti dall’esperienza di uno studio grafico professionista, forti della fiducia e della profonda serietà del candidato, è “iniziato un bel film”: colori nuovi, foto elaborate e trattate graficamente, slogan, uso di caratteri assolutamente “fuori dagli standard”, e poi gadget, t-shirt, shopper, spille, caramelle, un giornale: tutto pensato e realizzato con creatività e sobrietà. Il nostro stile è nettamente diverso da quello della destra, di Berlusconi e del suo fedele ‘allievo’ Alessandro Rondoni… Questa è la cornice e dentro ad essa si sono sviluppate una moltitudine di iniziative: dai format agli incontri nei circoli del PD, alle decine e decine di appuntamenti in sede e in visite alle fabbriche, alle aziende, a tutti i luoghi di lavori, e ancora dalle trasferte nei comuni limitrofi alle pedalate in bicicletta nei luoghi significativi della città, alle uscite con i ragazzi nei locali del centro. Così è stato per le primarie del PD alla fine del 2008, così è stato per la campagna di queste amministrative 2009. Il tutto per accorciare le distanze tra mondi sociali e politica, tra cittadini e istituzioni.
    Tante parole sono corse nei manifesti: ascolto, partecipazione, integrazione, rilancio, passione, rinnovamento, legalità, sicurezze, futuro e cambiamento. Ora Forlì si merita davvero questo cambiamento senza intaccare i valori e i principi che hanno caratterizzato la città fino ad oggi, ma anzi rinnovandoli e dando loro nuova vitalità: una città dove si vive bene finalmente pronta ad uno scatto di qualità, pronta a diventare un esempio a livello nazionale, pronta ad avere Roberto Balzani Sindaco.

    Sara Pignatari

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