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In ricordo di Olga “Olghina” Guerra

E’ scomparsa la staffetta partigiana Olga “Olghina” Guerra.

Da “Il Resto del Carlino” del 7 luglio.

“Era nata a Pieve di Rivoschio il 14 luglio del 1926, è scomparsa alla soglia degli 83 anni all’Hospice di Forlimpopoli.
Cresciuta in una famiglia numerosa proprietaria del sale e tabacchi della frazione del Comune di Sarsina, Olga nel 1943, in piena guerra, cominciò a collaborare con i partigiani facendo la ’staffetta’. Emblematico l’episodio che la vide accompagnare il futuro segretario della Cgil Luciano Lama, ammalato, da Pieve di Rivoschio a Cesena dove fu curato dagli alleati.
Dopo la guerra, Olga si sposò con Ilario Tabarri, comandante dell’8a brigata Garibaldi, da cui ebbe la figlia Bruna. Dagli anni ‘60 fu la compgna di Andrea Gualdi, anche lui partigiano, assessore forlivese negli anni ‘70. Da sempre nel direttivo dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) e nell’Udi (Unione donne italiane), lavorò in Provincia.”

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Vogliamo condividere con i lettori di questo blog il bellissimo ricordo dell’incontro-intervista con Roberto Balzani dello scorso 25 aprile 2009 nel corso delle commemoriazioni per la Festa della Liberazione.

La camera ardente sarà allestita  presso la camera mortuaria dell’Ospedale Pierantoni a partire da domattina 8 luglio.
Alle ore 15,30 è previsto il saluto  di estremo commiato.

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3 Commenti a "In ricordo di Olga “Olghina” Guerra"

  1. stefania collini 8 luglio 2009 06:17

    I testimoni del tempo

    Si nasce, si vive, si muore: nulla può contrastare il procedure dell’orologio del tempo biologico, l’elisir di lunga vita resta un miraggio e gli uomini e le donne pagano il loro ineluttabile tributo al decadimento progressivo della fisicità umana dovuto al procedere naturale della vita , alle malattie e agli eventi che li colpiscono lasciando indelebili segni interiori.
    Ma restano, oltre e dopo di noi, le scelte di vita, le passioni, l’impegno, la capacità di aver tessuto rapporti e relazioni oltre il raggio familiare, quali indelebili testimonianze e messaggi per noi che restiamo, e fino a quando noi resteremo, a passar parola sui valori conquistati, difesi e trasmessi dai nostri “testimoni del tempo”.
    La generazione che ha contribuito a far grande l’Italia con la Resistenza , ridandole dignità , nuovo coraggio e orgoglio, sta progressivamente scomparendo: è morta Olghina Guerra, staffetta partigiana , un’amica iscritta al mio stesso circolo PD Resistenza, sito in un quartiere dove ogni strada è intitolata a eroi della guerra di liberazione , che con piccoli o grandi gesti hanno dato il loro contributo alla rinascita “ civile e democratica” dell’Italia.
    Abbiamo progressivamente allentato la guardia, illudendoci che il passato fosse tale definitivamente, e ci ritroviamo oggi nella necessità di contrastare il revisionismo, di tornare alla memoria, alla testimonianza di vita, ai racconti di una generazione che, a causa dell’età, non può più essere lì a ricordarci quanto e come subdolamente possiamo perdere, quasi senza accorgercene, il pieno riconoscimento dei valori inviolabili dell’uomo, quelli scritti sulla Costituzione.
    I grandi vecchi, testimoni del tempo, stanno scomparendo e le loro tracce di vita e di pensiero restano stampate e scritte sui libri nel caso di intellettuali, oppure custodite nella memoria se raccontate e descritte dalla viva voce dei protagonisti, secondo l’ antica modalità del racconto orale ,una caratteristica delle persone più semplici, ma non meno dirette ed efficaci.
    Olga Guerra è e resterà una delle nostre infaticabili testimoni del tempo. Il suo senso civico , la passione e l’adesione alla lotta partigiana in giovane età, l’hanno resa protagonista della crescita civile del nostro paese, la sua vita poi è stata continua testimonianza di impegno personale in difesa dei valori della carta costituzionale così duramente conquistata. Il suo dolce e mite sorriso e la sua pacatezza nel raccontare episodi pericolosi ed epici vissuti, ma anche le battaglie per la giustizia sociale e per le donne, non hanno mai limitato semmai esaltato la forza intrinseca della naturale passione civile che ha caratterizzato la sua vita.
    Olga, una piccola grande donna, avanti negli anni, sofferente per la malattia che non ha intaccato il suo spirito combattivo di sempre, che non ha spento nei suoi occhi la luce profonda , penetrante e magnetica della forza dei suoi principi civili, nè la sua inguaribile voglia di testimoniare alle giovani generazioni i valori fondanti della nostra democrazia e del riconoscimento del ruolo delle donne nella società.
    Ciao “Olghina”, grazie per l’amicizia che mi hai donato, grazie per il rinnovato ricordo , attraverso il tuo semplice, determinato e pacato carattere, di altri testimoni del tempo: mio babbo Antonio e mio fratello Ugo , persone semplici ma determinate come te, ma anche di altri che con la loro vita e opere hanno testimoniato quel tempo fino ai giorni nostri, fino alla fine dei loro giorni, proprio come te: ne cito uno per tutti, Enzo Biagi per cui nutrivi tanta stima e ammirazione. Un partigiano come te, che ha scelto per il suo funerale le note della più nota canzone partigiana.
    Ciao Olghina, ciao bella ciao, ciao, ciao…..

    Stefania Collini

  2. Maria Teresa Vaccari 8 luglio 2009 11:09

    Questa mattina sono andata a dare l’ultimo saluto a Olga Guerra che ho conosciuto lo scorso 25 aprile in occasione delle commemoriazione per la Festa della Liberazione (che potete rivedere nei video qui sopra).

    In suo ricordo ripropongo un mio commento di qualche settimana fa perchè ora tocca a noi fare da “staffetta” mantenendo vivo il ricordo di persone come Olga che hanno combattuto per la libertà del nostro paese.

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    LA STORIA RACCONTATA AI NOSTRI FIGLI

    Ho ritrovato qualche giorno fa Olga Guerra che avevo avuto il piacere di ascoltare lo scorso 25 aprile raccontare la sua vita di staffetta partigiana di fronte a oltre 100 persone di tutte le età, compresi molti bambini che hanno seguito il suo racconto con attenzione e in silenzio.

    L’ho ringraziata per la grande emozione che ci aveva trasmesso e che trapelava ancora forte dalle sue parole nonostante i tanti anni trascorsi.

    E mi ha raccontato, con giusto orgoglio, un episodio bellissimo: qualche giorno dopo quell’incontro, Olga è andata in visita ad una scuola superiore per parlare agli studenti della Resistenza.

    Ad un certo punto un ragazzo si è alzato e ha detto ai suoi compagni: “Ma voi sapete chi è Olghina Guerra? Io l’ho sentita parlare il 25 aprile…” e ha riferito ciò che aveva appreso in quel pomeriggio.

    Fatti come questi mi convincono sempre più di una mia vecchia fissazione per quanto riguarda i bambini e i ragazzi: l’importante è buttare il seme, prima o poi qualcosa crescerà.

    Non è vero che siano tutti superficiali e disinteressati, ma vanno seguiti, stimolati e motivati; questo richiede tempo e fatica da parte degli adulti e forme di comunicazione diverse e diversificate.

    E quel bel pomeriggio del 25 aprile è stato un ottimo esempio di come si possa raccontare la storia ai nostri figli.

    E di quanto sia importante che i nostri ragazzi conoscano quali tragedie siano state la dittatura e la guerra dalla voce di chi l’ha vissuta sulla sua pelle.

    Maria Teresa Vaccari

  3. Loris Mazzetti 13 luglio 2009 08:17

    Ho conosciuto Olga la scorsa estate, lei e la figlia Bruna all’Istituto Storico per la Resitenza di Forlì (mi aiutarono nella ricerca di materiale sulla Resistenza per un capitolo mio ultimo libro). Olghina mi parlò di quando fu staffetta, anzi della sua vita da staffetta, non ha mai smesso di esserlo, poi della sua malattia. Rimasi colpito da due cose: la sua determinazione, pensai poveri quei fascisti che ebbero a che fare con lei, e la profondità delle sue parole che non rappresentavano solo il fatti ma una lezione di principi e valori. Ogni tanto Bruna la riportava alla mia ricerca e lei le rispondeva con un sorriso (Bruna ha la stessa determinazione della madre e sono orgoglioso di averla come amica). Sono convinto che quel sorriso, unito all’intensità del suo sguardo rappresentavano la consapevolezza di essere stata protagonista di qualcosa di meravigliosamente straordinario per tutti gli italiani: la Libertà. Olga sapeva che quel giorno, all’età di 17 anni, aveva scelto la parte giusta, quella della lotta di Liberazione, quella del bene contro il male, quella del buono contro il cattivo. Tutto ciò che ha fatto nella sua vita è stato determinato da quella scelta.
    Quel giorno del nostro incontro parlammo anche del governo Berlusconi pieno di eredi del Duce. Nelle sue parole nessuna rassegnazione ma tanta forza come se quel lontano 8 settembre ‘43 non fosse passato un solo giorno.
    Olga “Olghina” Guerra ci ha lasciato il testimone a noi la forza di raccoglierlo e come fecero tanti giovani della sua generazione la volontà di sporcarci le mani con la Storia.
    Loris Mazzetti

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