La tua stagione

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Politicamente Scorretto

da www.libera.it

Dal 27 al 29 novembre 2009, a Casalecchio di Reno (BO), torna Politicamente Scorretto, il progetto culturale ideato da Casalecchio delle Culture in collaborazione con Carlo Lucarelli e Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie.

Dibattiti, testimonianze, reading, proiezioni, laboratori per affrontare le vicende più oscure della nostra storia con la sola arma della cultura.
L’edizione 2009 si concentrerà sulla campagna Nei forzieri della mafia, un tesoro per la cultura, l’appello lanciato da Carlo Lucarelli e Casalecchio delle Culture con l’adesione di Libera per chiedere che una parte dei beni confiscati alla criminalità venga destinata alla cultura.

Programma e dirette web saranno online su www.politicamentescorretto.org, dove è inoltre possibile aderire all’appello Nei forzieri della mafia, un tesoro per la cultura, già sottoscritto da importanti personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, del giornalismo e della magistratura, e da quasi 100 enti culturali e del terzo settore.

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1 Commento a "Politicamente Scorretto"

  1. Marilena Tesei 15 novembre 2009 23:47

    L’amica Bruna Tabarri (figlia di Olghina Guerra, ultima staffetta partigiana che ci ha lasciato quest’estate) mi ha inviato questo appello che credo dovremo far circolare su e giù per l’Italia come quelle mail più o meno divertenti che a tutti ci ritornano almeno 10 volte in un mese.
    Facciamolo circolare, riscaldare, perché sia utile a rispolverare e poi risvegliare le coscienze dal torpore.

    Ciao Marilena

    Ferrara

    Alziamo le nostre coscienze e tiriamo su la nostra schiena

    di Paolo Farinella, prete

    Genova 12 novembre 2009. - Il governo e la maggioranza hanno valicato ogni ritegno: ormai delinquono in pubblico e in tv apertamente al grido minaccioso di «Salvare Berlusconi ad ogni costo». Il parlamento chiuso si riapre per approvare una leggina che metta al sicuro Berlusconi dai «suoi processi» e non importa se questa leggina non solo annienta gli scandali di truffa, falso in bilancio, bancarotta, ecc. ma annulla il diritto di milioni di cittadini che hanno diritto ad una sentenza ed eventualmente ad un risarcimento. Con questa legge che riduce solo i tempi dei processi, senza dare personale, strumenti e mezzi per accelerarli, si consuma la supremazia definitiva del sopruso sul diritto, della mafiosità sulla legalità, dell’impudenza sulla dignità e la sconfitta definitiva dello stato di diritto.

    Berlusconi, dopo il lodo Alfano torna ad essere, almeno teoricamente, un cittadino come gli altri e come tutti deve essere processato e assolto o condannato con una sentenza inappellabile. Non possiamo tollerare ancora una volta una legge che lo salvi impunemente, anche in presenza di sentenze in corso. Non possiamo assistere inattivi, inermi e complici di una immoralità e indegnità di questa portata.

    Usiamo la rete non solo per resistere, ma per reagire, per impedire che ancora una volta il corrotto, corruttore, compratore di giudici, di sentenze e di testimoni, il predatore fiscale che con le sue evasioni e i suoi conti esteri ha rubato a tutti noi e a ciascuno di noi. Una leggina riguarda Mediaset che deve al fisco circa 200 milioni di euro e se la caverà con un misero 5%. Come è possibile che i pensionati, i lavoratori a stipendio fisso, i precari, i cassintegrati, le donne, i senza lavoro, possano ancora votarlo e vederlo come un modello?

    Come è possibile che assistiamo rassegnati alla vivisezione della Costituzione e della sopravvivenza di uno scampolo di dignità? Siamo calpestati ogni giorno nei nostri diritti e derisi nella nostra dignità e non siamo in grado di reagire come si conviene ad un popolo di gente che ogni giorno si ammazza per vivere onestamente del proprio lavoro e nel rispetto della Legge.

    Non possiamo tollerare più che un uomo disponga dello Stato, delle sue Istituzioni, che ordini alla Rai di firmare un contratto di 6 milioni di euro al suo maggiordomo Bruno Vespa perché è bravo a fargli il bidet. Non possiamo tollerare che un suo dipendente, Minzolini, pontifichi a suo nome dalla tv di Stato; non possiamo più tollerare che sia smantellata Rai anche se aumenta ascolti e fatturato solo perché indigesta al satrapo senza statura. Non possiamo più tollerare che ci domini a suo piacimento e a suo uso e consumo. Se lui è l’utilizzatore finale delle prostitute a pagamento, noi vogliamo essere le sue mignotte «a gratis»?

    Mettiamo in moto una rivoluzione e riportiamo il treno dentro i binari della Legge, delle Istituzioni, della Legalità, della Giustizia, della Dignità e del nostro Onore. E’ ora il tempo di scendere in piazza non per rivendicare un aumento di stipendio, ma per rivendicare un sussulto di dignità e di orgoglio di essere Italiani e Italiane che non vogliono essere scaricati come spazzatura. Berlusconi sta imperando e sta distruggendo tutto perché noi lo permettiamo o quanto meno lo tolleriamo.

    Alziamoci in piedi e non pieghiamo la testa, chiedendo a gran voce, se necessario con uno sciopero generale ad oltranza, le dimissioni di Berlusconi, dei suoi avvocati pagati da noi e la conclusione dei suoi processi perché in Italia nessuno può essere più uguale degli altri e tutti, nessuno escluso, devono sottostare alla Maestà del Diritto.

    Mi appello alle organizzazioni sindacali, ai partiti, alle associazioni nazionali e internazionali, ai gruppi organizzati, all’Onda lunga della scuola, ai blogger, alle singole persone di buona volontà con ancora una coscienza integra perché «el pueblo unido jamás será vencido».

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