Il dovere della concretezza
Lunedì 16 novembre alle 20.45 presso il teatro Diego Fabbri
Il Sindaco Roberto Balzani invita la cittadinanza a partecipare all’incontro “Il Dovere della Concretezza: azioni della Giunta Comunale per Forlì”
Durante l’incontro, saranno illustrate le principali azioni intraprese dall’Amministrazione comunale.
5 Commenti a "Il dovere della concretezza"
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Sul sito del Comune di Forlì sono stati pubblicati il video della serata e la presentazione in formato pdf
http://www.comune.forli.fc.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=8095
CORSI E RICORSI STORICI
Si torna a parlare della Regione Romagna!
Ma la cosa più bella è il commento di Dalgisa che in passato ha scritto memorabili note anche in questo blog
dalgisa d.r. - 21/11/09 - 12.17
o corso, tu vo fé cambi cun e molise?!
me no!!!
un n’è l’emilia ch’la è cativa, a sen no rumagnul ch’a sen sgumbié!!!!
u’bsogna magné du o tri panett e imparé a fé “sistema”!
no a fé cme lucchi c’us la coi da l’aeroporto….
http://www.romagnaoggi.it/forli/2009/11/20/143888/
FORLI’ - Nel mese di luglio il Mar, il Movimento per l’autonomia della Romagna, ha scritto a tutti i sindaci dei 68 comuni delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini per chiedere di mettere all’ordine del giorno la richiesta di un referendum per la Regione Romagna. E’ d’altra parte un passaggio reso necessario dall’articolo 132 della Costituzione. “Una quindicina di Comuni hanno risposto, ma non tutti con esito favorevole”, dice Servadei.
Il Mar, tuttavia, tornerà alla carica con un sollecito. Per ora solo i pochi comuni governati dal centro-destra hanno dato la loro disponibilità. “In altre risposte di sindaci del Pd - dice Servadei - si dice che non possono dar corso alla richiesta perché non la condividono, anche se poi lasciano intendere che è il Pd che non la condivide”.
Per ogni obiezione Servadei ha il ‘precedente’ pronto, come quello del Molise, una regione creata nel 1963 anche se non aveva i requisiti istituzionali (almeno un milione di abitanti), “un’autonomia regionale spinta soprattutto dall’allora Pci”, spiega. E sui costi aggiuntivi, Servadei dice che il modello da applicare è quello della divisione della vecchia provincia di Forlì, tra le province di Forlì-Cesena e Rimini: “Si mise come condizione che il costo dei due enti non doveva superare quanto si pagava in precedenza”.
Per Servadei, quindi, quello della Romagna resta tuttora “un diritto negato”. Spiega: “Un diritto negato due volte: quando in epoca monarchica si andò a raggruppare i gruppi regionali omogenei si unì l’Emilia e la Romagna per stemperare nel moderatismo degli ex ducati il rivoluzionarismo repubblicano della Romagna; ed oggi, che siamo in una Repubblica, ma ancora paghiamo un rifiuto che permane”.
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Sarà che sono nata a Forlì da padre calabrese cresciuto a Milano e madre siciliana cresciuta tra Umbria e Marche, ma non riesco proprio a comprendere questo accanimento campanilistico.
Molto più saggia, concreta ed economica l’ipotesi di unione delle tre province romagnole avanzata da Balzani più volte, ma questo ovviamente toglierebbe poltrone a
molti!
In occasione dell’Assemblea Nazionale di FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) a Treviso è stato presentato il biciplan della città del turpe Gentilini, tuttora amministrata dai leghisti.
Un ottimo piano, con un puntuale e approfondito lavoro di analisi e un esauriente progetto di ciclabilità che prosegue positive esperienze di pedibus e bicibus già avviate insieme ad alcune scuole e grazie all’impegno degli insegnanti.
L’assessore alla mobilità nella sua introduzione parla in dialetto, sottolinea con studiata malizia di essere chirurgo e g i n e c o l o g o, ammette che lui gira in macchina, ma che si impegna ad usare di più la bici, in futuro.
Insomma nonostante il titolo di studio esibito con evidente orgoglio un rozzo piacione leghista; eppure le cose di cui finora noi abbiamo sentito solo parlare loro le stanno facendo.
Il biciplan deve essere approvato in settimana e magari non passa (ne dubito, visto l’appoggio sbandierato dalla giunta e l’improbabile e nel caso inspiegabile voto contrario della minoranza) o passa e non lo applicheranno.
Loro presentano uno strumento, noi forlivesi le buone intenzioni.
Nell’occasione si è parlato anche dell’esperienza di Reggio Emilia: tutto il Centro Storico è zona 30, con la possibilità per le bici di viaggiare “contromano” nei sensi unici, apponendo semplicemente il segnale “eccetto biciclette”.
Il Codice della Strada lo vieta, il sindaco si è preso la responsabilità dell’operazione e l’ha difesa; un gruppo di cittadini ha presentato ricorso al TAR, che l’ha giudicato inammissibile.
La Mobilità Sostenibile non ha bisogno solo di tecnici preparati e piste ciclabili, ma anche di creatività e di sindaci coraggiosi.
In bici per l’ambiente
http://www.fiabfo.net
Oggetto: richiesta collaborazione manifestazione “100 Piazze per il Clima”
In occasione dell’iniziativa nazionale “ 100 piazze per il clima”, la Fiab-Forlì chiede la collaborazione di tutte le Associazione ed i cittadini della nostra città sensibili a questi argomenti per organizzare al meglio anche nella nostra Piazza il suddetto evento . Il programma di Sabato pomeriggio 12 Dicembre ancora suscettibile di aggiornamenti e aperto a proficui e creativi contributi, di cui attendiamo, nel limite dei tempi piuttosto ristretti , proposte, prevede una breve pedalata per le strade del Centro storico fino ad arrivare in Piazza Saffi, dove sarà offerto Vin Brulè e cioccolatini targati Fiab.
Cordiali saluti ,
Antonio Morgagni (Presidente di Fiab-Forlì)
Forlì, 2 Dicembre 2009
Spiace molto dover constatare che alla vigilia del congresso territoriale, i metodi per definire il candidato non siano trasparenti in quanto si continuano ad escludere dalle consultazioni gli iscritti, quelli che dovrebbero votare PD alle regionali, per intenderci.Di chi è la colpa? Dei funzionari di partito?Degli ex…Oppure semplicemente del fatto che molti abbiano perso la capacità di indignarsi. Alcuni perchè hanno raggiunta la meta, cioè l’incarico, altri perchè troppo delusi per come sono andate le cose dopo le amministrative, sono diventati inerti.Reagiamo, è meglio morire in battaglia che d’inedia.Oppure potremmo semplicemente combattere per un altro esercito!Giliana Mercatali