Piani locali giovani – Comune di Forlì
Parlare di Politiche Giovanili oggi significa affrontare, oltre alle tematiche tradizionalmente ad esse legate, dall’aggregazione alla prevenzione del disagio, tutta una serie di questioni di cui un’Amministrazione è chiamata inevitabilmente ad occuparsi: la mobilità, la casa, l’accesso al credito e la creazione d’impresa rappresentano alcune di queste.
Partendo da tale consapevolezza, il Comune di Forlì, Assessorato alle Politiche Giovanili, in partnership con la Provincia di Forlì-Cesena, ha aderito allea sperimentazione dei Piani Locali Giovani, progetto nato da Anci, Rete Iter e Ministero della Gioventù, al fine di sostenere i percorsi di autonomia delle nuove generazioni.
Si offre a 15 laureati la possibilità di partecipare ad un corso di formazione che ha come obiettivo la concretezza.
I candidati sono chiamati ad illustrare la loro idea imprenditoriale in una prova scritta che si terrà il 3 marzo, in seguito alla quale avrà inizio la fase di selezione sulla base di una rigida analisi di prefattibilità.
A seguito del colloquio orale, in cui si verificheranno le attitudini all’attività imprenditoriale, avrà inizio il corso che prevede un numero limitato di ore di lezione frontale e maggiore attenzione agli aspetti tecnici: analisi di mercato, foundraising, valutazione del rischio di mortalità dell’impresa , ambito legale , azione di benchmarking, visite a realtà d’eccellenza nel settore individuato, realizzazione del businessplan finale e sostegno nella fase di start up.
Lo scopo è quello di offrire una concreta possibilità a quei giovani che hanno il coraggio di mettersi alla prova, con impegno e responsabilità, a partire da un proprio progetto capace di individuare nuove nicchie di mercato e sopperire alle carenze di alcuni settori della realtà turistica e culturale.
Il progetto non nasce in un’ottica di assistenzialismo, anzi, lancia una sfida ai giovani che vogliono essere protagonisti, con la fiducia che da essi si sviluppino idee in grado di rappresentare il motore di un rilancio economico del nostro territorio.
Valentina Ravaioli
Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì
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LE PARTITE SONO TRUCCATE… SE L’ARBITRO NON È IMPARZIALE
Il ruolo di moderatore che Marino Bartoletti avrebbe voluto esercitare nell’incontro a domanda risponde organizzato dall’Associazione Viva Forlì nel pomeriggio della festa della Patrona di Forlì, alla fine è risultato incrinato: l’aplomb inglese e l’equidistanza che avrebbe dovuto marcare positivamente la conduzione del ruolo assunto dal noto giornalista fra i due intervistati, il Sindaco Roberto Balzani e il coordinatore dell’opposizione Alessandro Rondoni, fin dalle prime battute è scivolato immancabilmente nell’atteggiamento di parte, a partire dal quel coup de theatre della foto del chiostro illuminato a Natale, imputata al Sindaco e davvero contortamente interpretata dal giornale La Voce, ormai organo del PDL e della Lega forlivesi.
La risposta del Sindaco “i commercianti hanno allestito, il parroco di San Mercuriale ha visionato e autorizzato” Bartoletti doveva attendersela, se fosse stato correttamente informato.
Ma quella foto mostrata alla platea ha dato il segno che, dietro l’apparente cortesia, la partita si sarebbe giocata due contro uno e questo non fa onore agli organizzatori.
Le battute pepate, allusioni e definizioni riservate solo al Sindaco a più riprese e mai a Rondoni, hanno ricordato a tutti i presenti che infine, nonostante lo sforzo di mantenersi nel ruolo, l’arbitro non ha resistito e ha indossato, come era prevedibile, la maglietta di una delle squadre in campo, la squadra di Rondoni.
L’impatto sulla pubblica platea e un giudizio sul pomeriggio, anche Marino Bartoletti infine lo avrà rilevato, è che mentre le risposte del Sindaco avevano il tono alto e pertinente e contenevano lo sforzo di un ragionamento, quelle di Rondoni hanno avuto quasi tutte un sapore di stampo elettoralistico, refrain già visti e sentiti e ripetuti stancamente e ostinatamente.
Una Forlì che pare unica ad aver avuto i disagi del ghiaccio, la presunzione di dare voti e giudizi, anche questi targati da clima elettorale, un continuo e gratuito attacco ai disagi interni al PD, senza la corrispondente autocritica sui contrasti evidenti e stridenti delle anime che compongono la compagine di opposizione, che subisce e asseconda le continue puntate di una Lega Nord che morde il freno e mal sopporta lo spirito solidarietà e di accoglienza che anche il Vescovo ha richiamato nella Messa Solenne in Duomo in onore della Patrona.
La domanda migliore “lei è un uomo libero” ha trovato schiettezza e sincerità nella risposta affermativa del Sindaco, nebulosità e incertezza in Rondoni che pur rivendicando una candidatura pseudo-indipendente, ha dato un colpo alla botte ed uno al cerchio ammiccando verso tutti i partiti che lo hanno sostenuto, repubblicani compresi.
Si è riscontrata la libertà vera dei due soggetti intervistati anche nelle risposte a “che ne pensa di Berlusconi e Di Pietro”: il Sindaco ha espresso una opinione personale e sincera, Rondoni ha dato una risposta scontata e banale “se uno viene votato e vince vuol dire che…”.
Su Forlì e la Romagna Regione, Rondoni non è andato oltre al richiamo alla democrazia in mano ai cittadini, nella risposta di Balzani un ragionamento articolato nelle valutazioni di opportunità, analisi anche dei costi e modalità di approccio dal basso e non dall’alto.
Giudizio complessivo: da una parte risposte e affermazioni di una politica con alte finalità e prospettive, con richiami alla democrazia all’interno dei partiti; dall’altra, pura propaganda a slogans e punzecchiature su episodi che, anche solo per pudore, sarebbe bene che la destra non strumentalizzasse visti gli esempi ingombranti che certi loro leader e sindaci offrono.
Alla domanda “chi voterai alle regionali” il Sindaco ha risposto Tiziano Alessandrini, e c’è anche la positiva presenza nel listino di Thomas Casadei, a rappresentare il forlivese in Regione.
Evasiva e non libera la risposta di Rondoni “non conosco tutti i candidati”: in realtà scelta difficile da dichiarare pubblicamente senza creare permali fra Nervegna che s’impegna, Luca Bartolini che c’è e Jacopo Morrone che sta con la Romagna. O forse non ha ancora visto i manifesti che riempiono Forlì dei candidati scelti dai partiti che lo hanno sostenuto. Dubbio amletico per Rondoni rivelatore di un limite di libertà. Tutti lo hanno compreso, anche il moderatore!
Maria Teresa Vaccari – Assemblea Comunale del Partito Democratico di Forlì