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Tagli e risparmi:ecco la riforma della scuola

Con toni trionfalistici il Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini ha annunciato, il 4 febbraio scorso , un evento epocale: l’avvio della Riforma delle Scuole Superiori.
Gli annunci ad effetto sono, infatti, una specialità di chi ci governa, ma è impossibile per chi ha un minimo di capacità critiche non vedere i punti di debolezza della questione, anzi, il caos in cui si trovano la scuola e le famiglie italiane.
Innanzitutto, a voler essere precisi, questa non è una Riforma bensì un semplice riordino delle Superiori, o, peggio ancora, una Controriforma.
Affermo questo perchè non è stato minimamente avviato un dibattito intorno al modello di cittadino e di società verso il quale si vuole andare in futuro, dibattito dal quale sarebbero potuti emergere gli obiettivi di una riforma coerente e ben costruita. In Italia si è partiti dai decreti di Tremonti del 2008 che avevano come unico obiettivo quello del risparmio della spesa pubblica e si è giunti agli esiti attuali: meno indirizzi, meno ore di scuola , meno discipline (e, ovviamente, meno insegnanti: gli esperti parlano di un taglio di 17.000 cattedre).
Quel che è peggio è che pochi sanno che il 4 febbraio sono stati pubblicati praticamente solo i quadri orari dei nuovi indirizzi lasciando ancora nell’incertezza scuole e famiglie.
Il 23 febbraio, finalmente sono stati resi noti i regolamenti attutativi, in ritardo di quasi tre settimane, perchè il Ministero dell’Economia e della Finanza voleva controllare l’effettivo risparmio deducibile dalla Riforma, esplicitando in maniera ancora più chiara gli obiettivi di questo riordino: tagli e risparmi!
Il calvario però non è ancora terminato: all’interno dei regolamenti sta scritto che devono ancora essere approvati i decreti relativi alle indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento e l’articolazione delle cattedre per ciascuno dei percorsi in relazione alle classi di concorso del personale docente… Ciò significa che non è ancora possibile organizzare un organico dei docenti scuola per scuola e che non sono definiti gli obiettivi educativi e i programmi, rendendo impossibile anche la scelta dei testi scolastici per il prossimo anno. Per non dire che non è ancora chiaro quali indirizzi ciascuna scuola potrà attivare e quindi quale iscrizione effettuare da parte degli studenti.
A giudicare dal caos nel quale ci troviamo possiamo confermare al Ministro Gelmini che questa contro-Riforma ce la ricorderemo come un evento epocale: è la prima volta che l’istruzione viene completamente umiliata dalle ragioni dell’Economia, senza un progetto educativo. Vorrei solo ricordare che in epoca di crisi economica Obama in America raddoppia gli investimenti che riguardano l’istruzione perchè in un paese senza conoscenze, saperi e competenze adeguate mancano i mezzi per costruire un saldo e positivo futuro.
Alessandra Righini
Docente delle Scuole Superiori
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2 Commenti a "Tagli e risparmi:ecco la riforma della scuola"

  1. Maria Teresa Vaccari 4 marzo 2010 22:45

    Giovedì 11 marzo 2010
    dalle ore 17.30
    GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE PER LA SCUOLA

    Centro Loris Malaguzzi, Via Bligny 1 – Reggio Emilia

    Stefano BONACCINI, Segretario regionale PD
    Pierluigi BERSANI, Segretario nazionale PD
    Vasco ERRANI, Candidato presidente Regione ER

  2. Sauro Mattarelli 9 marzo 2010 11:24

    Ravenna, 7 marzo 2010

    Oggetto: lettera aperta

    Signor Presidente,

    Credo che in questi giorni Ella si sia trovato di fronte a una scelta molto difficile. Uno degli motivi che convincono le persone a sentirsi cittadini di una Repubblica democratica sta nella possibilità di scegliere i rappresentanti e i programmi politici migliori. Tutti i cittadini hanno quindi il dovere di contribuire a tale scelta col voto. Per questa ragione il voto costituisce un diritto sancito da leggi che lo tutelano da manipolazioni, imbrogli, truffe prevedendo adempimenti precisi che tutti i partiti politici sono tenuti a rispettare.

    Il varo di un decreto-legge per “sanare” un’inadempienza che avrebbe precluso il voto a circa metà dei cittadini in due importanti regioni costituisce, dunque, un evento sicuramente eccezionale. Chi Le scrive, in questa sede, non intende esprimere valutazioni sulle cause che possono aver provocato questa inadempienza; sta di fatto, però, che oggi, per consentire l’esercizio del diritto/dovere di voto a una parte di cittadini, il nostro Paese si è trovato costretto a veder violati alcuni principi fondamentali che riguardano le regole per l’espletamento delle elezioni.

    L’eccezionalità dell’evento avrebbe richiesto almeno un atto di scuse da parte delle forze politiche “inadempienti” e una comunicazione alla Nazione (magari a “reti unificate”) da parte della più Alta carica dello Stato. Un momento di pedagogia civile, insomma, che restituisse alla Nazione il senso delle istituzioni, della sacralità della Costituzione, dell’eguaglianza di tutti i cittadini (e di tutti i partiti politici) di fronte alla legge, dell’imparzialità. Un gesto che spiegasse che si trattava, per l’appunto, di una situazione straordinaria, che ha imposto una decisione difficile. Se ci si abitua a situazioni di ambiguità o, a seconda delle prospettive, di abuso (in questo caso dobbiamo riconoscere che qualunque scelta avrebbe comportato un abuso); se i cittadini percepiscono simili provvedimenti come atti di normale (banale) routine legittimi, almeno per chi ha dalla sua la forza dei numeri, rischiamo davvero di precipitare irreversibilmente in una situazione di degrado da cui sarà molto difficile risollevarsi.

    Con rispetto.

    Prof. Sauro Mattarelli

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