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“Porta a porta” a Forlì: una grande promessa mantenuta

Dopo l’esperienza straordinariamente positiva di Forlimpopoli (con gradimento da parte della popolazione del 90%), anche a Forlì sta per partire - avvio ufficiale in autunno - il “Porta a porta” per la raccolta differenziata.
A poco più di un anno dalla sua elezione e dopo mesi di accurata preparazione, il Sindaco Balzani darà avvio a questo progetto che è uno degli assi portanti del suo programma.
Le ragioni per cambiare sistema sono molte: di ordine ambientale, economico e sociale.


Qui non si tratta di pratiche “staliniste” come qualche esponente della destra locale, con grande fantasia e scarsa conoscenza, afferma: stiamo parlando del futuro dei nostri figli, delle nostre città, del nostro pianeta.
La produzione di rifiuti, soprattutto nel mondo cosiddetto “sviluppato” è arrivata a livelli insostenibili e non basta nasconderli sotto i “tappeti” dei Paesi del Terzo Mondo per pensare di risolvere il problema.
L’Unione Europea ci indica quali devono essere le priorità: riduzione, riuso, riciclo, ecc. Le direttive sulle quali agire sono essenzialmente due: produrre meno rifiuti “inutili” e imparare a considerare il rifiuto non più come un costo, uno scarto, ma come una risorsa.
Per quanto riguarda il primo aspetto, ognuno di noi con pochi accorgimenti pratici e un po’ di attenzione quando fa la spesa, può fin da subito dare il proprio contributo: usare borse e sporte di tela, invece delle buste di plastica (come ha suggerito la recente campagna “Porta la sporta”), preferire i prodotti sfusi a quelli con eccessivi imballaggi, ecc.
Circa il secondo aspetto, la tecnologia e l’industria del riciclo dei rifiuti si sono molto sviluppate negli ultimi anni ma richiedono “rifiuti di qualità”: più i materiali da riciclare vengono differenziati alla fonte da ciascuno di noi, maggiore sarà la qualità del rifiuto e più alta la sua percentuale di riciclo.
E proprio questo tipo di attività deve diventare anche un’opportunità per superare la pesante crisi economica che stiamo attraversando: come ha ribadito più volte l’Ass. Alberto Bellini, essa deve consentire di attivare un circuito virtuoso all’interno di comunità relativamente ristrette (come per es. il territorio forlivese) in cui la materia prima, il rifiuto appunto, viene prodotta, trattata e riciclata. Senza contare la ricerca teorica e applicata che si potrebbe svolgere nelle nostre scuole e università per valorizzare le competenze e le professionalità di tanti giovani, ormai troppo spesso tentati dal fuggire all’estero. Per questo l’industria del riciclo è parte fondamentale di quella “green economy” che sta al centro del programma di legislatura del Presidente della Regione ER, Vasco Errani, e del PD dell’Emilia-Romagna. Con un credibile sviluppo del riciclo (più 15% rispetto all’attuale) e con una evoluzione intelligente del sistema di gestione dei rifiuti, al 2020 si potrebbe:
- ridurre i consumi energetici di una quantità pari al 32% dell’obiettivo nazionale di efficienza energetica fissato al 2020 dalla Comunità europea;
- ridurre le emissioni di CO2 di una quantità pari al 18% dell’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni al 2020.
Infine, non va sottovalutato il risvolto sociale di questa operazione. La raccolta porta a porta è anche un momento di educazione civica: rende ciascuno di noi più consapevole del proprio ruolo nel proprio quartiere e nella propria città, ci aiuta a sprecare di meno. Introdurre questo sistema è un chiarissimo e concreto segno di voler tenere insieme la società forlivese, facendola immergere in nuove sfide.
Il sistema porta a porta è decisamente più democratico: con l’applicazione della tariffa puntuale, che è l’obiettivo immediatamente successivo alla sostituzione del sistema di raccolta, chi più inquina più paga e quindi nel prossimo futuro, i cittadini più virtuosi avranno anche un vantaggio economico.
Metropoli come San Francisco, una nazione come la Germania, l’85% dei comuni della Lombardia, gran parte dei comuni del Veneto, una città come Salerno usano questo sistema con successo da anni. Forse sono tutte colonie sovietiche e nessuno se ne era mai accorto?

Thomas Casadei
(Coordinamento politico e Direzione PD ER; Cons. regionale)

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1 Commento a "“Porta a porta” a Forlì: una grande promessa mantenuta"

  1. Sara Pignatari 20 luglio 2010 19:18

    Raccolta porta a porta. Un futuro migliore per i nostri figli

    Sono una cittadina nata e vissuta a Forlì, adesso forlimpopolese da 10 anni. Da “esperta collaudatrice” della raccolta porta a porta fin dal 2006 non posso non salutare con favore e sostenere fermamente l’introduzione del sistema di raccolta differenziata Porta a Porta anche a Forlì in partenza dal prossimo autunno come aveva promesso il Sindaco Balzani nel suo programma elettorale prima e poi nella bella serata del 16 novembre al Teatro Fabbri davanti ai suoi concittadini. La direzione giusta per garantire un futuro più civile, più pulito, più sostenibile per i nostri figli e le generazioni future va verso l’utilizzo della filiera del rifiuto indifferenziato, del riciclo e del recupero così come indicato dall’Europa e non ultimo dalla nostra regione Emilia Romagna.
    L’esperienza di Forlimpopoli insegna che, dopo i primi e brevissimi momenti di incertezza e di difficoltà, oggi possiamo dire di differenziare ben più del 70% dei rifiuti, di aver assimilato questa “buona prassi” che è diventata “buona abitudine” e di averla fatta crescere spontaneamente nei nostri figli che fortunatamente hanno già “innato” il senso e la cultura del differenziare.
    I bambini sono il primo canale di comunicazione soprattutto quando si ragiona in termini di ambiente, convivenza e coscienza civica. Sono attenti osservatori di quello che li circonda e critici fruitori delle risorse che noi adulti possiamo offrire loro e sono ben felici quando anche loro sentono di fare parte di una comunità perché coinvolti in un progetto che parte dall’istituzione e arriva anche a loro e anche a loro chiede un piccolo contributo, una partecipazione.
    Ecco perché, secondo me, sarà importante, così come lo è stato per Forlimpopoli, promuovere la cultura del Porta a Porta, spiegare con i loro linguaggi le ragioni di questa scelta, ascoltare i loro suggerimenti, coinvolgerli perché a loro volta coinvolgano le loro famiglie e metterli in contatto e a confronto con i loro coetanei forlimpopolesi che già questa pratica la vivono da anni.
    Il sistema Porta a Porta deve essere interpretato anche come un forte segnale e strumento di coesione civica e sociale. Sempre più, oggi, i tagli e le manovre sbagliate del governo limitano fortemente i servizi che i comuni possono garantire ai propri cittadini (pensiamo solo ai tagli sulla scuola, sul sostegno ai disabili e ai servizi sociali, sui trasporti) causando una sfiducia e una perdita di senso di appartenenza ad una comunità, ad un gruppo; si è cittadini ma non si è città.
    Forse il dover accordarsi per una cosa apparentemente banale come decidere i turni per la gestione dei bidoni mese per mese può essere un’occasione per confrontarsi, conoscersi e mettere il piede fuori dal proprio orticello e avere cura della propria città e del benessere dei propri concittadini.
    A Forlimpopoli la raccolta differenziata è realtà, è gradita al 90% degli abitanti. Adesso compito del Comune sarà quello di porre in essere gli strumenti per riconoscere a livello economico ai cittadini il loro impegno e soprattutto chiudere la filiera con le attività locali di recupero e riutilizzo delle materie riciclate creando una sinergia con il sistema di Forlì che quando sarà a regime, non ne dubito, riceverà il gradimento dei suoi cittadini.

    Sara Pignatari

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