Archivio per 'Comunicazione e politica' Categoria
qualche dato da ricordare dopo il voto del 6-7 giugno: ee.ll. della Regione E-R
Situazione dopo il voto del 6-7 giugno scorso
Elenco dei ee.ll.
Piacenza
Provincia PdL
Parma
Provincia ballottaggio
14 comuni centrosinistra
7 comuni centrodestra
1 comune ballottaggio
Reggio Emilia
Provincia PD
35 comuni centrosinistra
2 comuni centrodestra
Modena
Provincia PD
29 comuni centrosinistra
6 comuni centrodestra
3 comuni ballottaggio
Bologna
Provincia PD
46 comuni centrosinistra
7 comuni centrodestra
2 comuni ballottaggio
Forlì-Cesena
Provincia PD
21 comuni centrosinistra
3 comuni centrodestra
1 comune ballottaggio
Rimini
Provincia ballottaggio
12 comuni centrosinistra
5 comuni centrodestra
1 comune ballottaggio
Ravenna
13 comuni centrosinistra
2 comuni centrodestra
Ferrara
Provincia ballottaggio
11 comuni centrosinistra
5 comuni centrodestra
2 comuni ballottaggio
Nessun commentoRiceviamo e pubblichiamo:
questa mattina ho inviato un post all’amico Beppe Grillo per comunicare il disagio che sto vivendo in questi giorni nel vedere allontanarsi la prospettiva di realizzare a Forlì il modello ambientale innovativo a cui credo da tempi non sospetti e che ti hanno coinvolto fin dal ns. primo incontro.
Le stesse cose inviate a Grillo vorrei condividerle con la rete per fare chiarezza sulla nostra posizione Ambiente-Energia, con la speranza di non essere strumentalizzato.
Testo originale (di cui solo una riduzione è stata postata al blog Beppe Grillo per vincoli dimensionali) :
“”Caro Beppe,
sono molti decenni che ti conosco, ti seguo e ti apprezzo, prima come comico ed ora anche come fine politico.
Le tue idee, da almeno 10-15 anni sono anche le mie; i tuoi spettacoli li ho frequentati tutti, i tuoi video li vedo e li rivedo, di Rifkin ho tutti i libri e le testimonianze della rete, la rete -per lavoro- la frequento da quando è nata. Tutto questo per dirti che non è nato oggi il mio apprezzamento per il riciclaggio, per le rinnovabili; tieni presente che nel 1998 ho messo in servizio sulle colline di Faenza il primo impianto fotovoltaico autonomo, al posto di alimentare l’utenza ANPI casa dei partigiani con una linea MT/BT dedicata che avrebbe devastato un bosco; così come ho programmato e assistito alla nascita nel 2002 delle pale da 750 kW fra l’Emilia e Genova-La Spezia di Varese Ligure.
Da anni seguo le fiere e quella di Verona dell’altro giorno SOLAEXPO è solo l’ultima; a fine anni ‘90 o primi 2000 ho seguito e studiato (dopo il SAIE di Bologna) il Comune di Carugate (MI) che stava lavorando per modificare radicalmente il regolamento edilizio comunale a favore delle case a basso consumo ed in particolare a favore del fotovoltaico (primo Comune in Italia a legiferare in tal senso); poi ho seguito Bolzano e la meravigliosa idea di CASACLIMA.
Alcuni mesi fa ho avuto modo di conoscere personalmente Roberto Balzani, candidato sindaco di Forlì e sono stato coinvolto positivamente dal suo modello di Forlì futura al punto che ho accettato di lavorare per promuovere la sua candidatura a futuro sindaco di Forlì contribuendo a studiare e progettare insieme ad un gruppo ristretto di tecnici alcune componenti da lui ritenute fondamentali sul modello energetico innovativo e sostenibile per la Forlì del prossimo decennio.
I materiali in forma sintetica, frutto del ns. lavoro li puoi vedere all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=CIYUfXuZSyU&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Ebalzanisindaco%2Eit%2Fpagine%2Easp%3Fid%3D587&feature=player_embedded
Non deve sembrare anomalo che anche un gruppo politico diverso da una lista civica (come Destinazione Forlì) si proponga di affrontare gli stessi temi per cui la lista civica si batte. Se fino ad oggi i politici locali (nel ns. caso quelli del PD) non hanno saputo risolvere adeguatamente il problema dei rifiuti, non significa che non possa esistere chi nel PD invece si candida a modificare radicalmente le strade intraprese, anche grazie al fermento culturale di questi ultimi anni e per le ulteriori conoscenze epidemiologiche che si sono aggiunte.
Per quanto mi riguarda non ho votato il PD per la provincia di Forlì, perché dopo aver ascoltato il candidato in campagna elettorale (oggi rieletto), ho deciso che non mi rappresentava per motivi legati alle discariche e agli inceneritori.
Tornando invece alle elezioni comunali, Roberto Balzani è stato l’unico politico di Forlì che ha voluto incontrarti nel backstage della serata dedicata a “Destinazione Forlì” per segnalarti l’intenzione di realizzare (nel caso di una sua nomina a sindaco) il processo di raccolta differenziata porta a porta e anzi ti ha invitato in quel caso a fare da testimonial; non sei sembrato indifferente al punto che ti sei rivolto alla Raffaella Pirini sottolineando “l’importante è che queste cose si facciano e che ci si metta d’accordo per raggiungere tali obiettivi” (cosa che ritengo di grande buonsenso). Questo mio commento nasce dal dispiacere di vedere che Raffaella Pirini è molto arrabbiata perché crede che Roberto Balzani abbia approfittato in modo strumentale dell’incontro con te (di cui comunque esistono i video).
Purtroppo, visto il momento politico attuale che vede un ballottaggio delicatissimo tra Balzani e il candidato del centro destra, come comune cittadino Forlivese vedo a rischio la possibilità di raggiungere in fretta gli obiettivi del risparmio energetico e del porta a porta - obiettivi comuni alle due liste - e temo per il rischio concreto di consegnare la città al PDL (senza riferimento alla persona di Rondoni che non conosco) che si è apparentato - con un patto di ferro - con la lega nord e con la destra estrema.
Ivan Mazzotti
Nessun commentoDalla redazione
Segnaliamo che è online il video dell’intervento di Roberto Balzani della sera del 5 giugno 2009.
Ascoltate e guardate perchè questo intervento, a ns. avviso, passerà alla storia della ns. città
clicca qui per accedere ai filmati
La redazione
Nessun commentoL’appello dei ‘Peròdem’. Ovvero: perché bisogna votare Pd
Sta girando in rete questo appello, rivolto ai “Peròdem”, ai delusi e arrabbiati. È il messaggio, dice Giuseppe Civati, rovesciato rispetto a quello di Staino e dei “Democratici anonimi”, «di chi vuole cambiare il Pd e però prima votarlo, per dargli forza, di chi si sottrae alle logiche di corrente, al tanto peggio, tanto meglio, di chi spera in un inciampo del segretario per cambiarlo, di chi vuole un risultato a metà per riaprire un fronte interno. È un appello di persone perbene, che ci credono e che non “scherzano” sul risultato elettorale».
L’ha sottoscritto Debora Serracchiani, lo ha fatto anche Ivan Scalfarotto.
Altri blogger di area democratica e non stanno riprendendo il messaggio, nella prima catena blog (in linguaggio tecnico: meme) che sia mai stata fatta in Italia con finalità elettorali. Altri lo hanno pubblicato su Facebook e messo in rete sui loro siti e sui loro blog (uno di questi è www.civati.splinder.com)
Ecco l’integrale dell’appello:
Perché bisogna votare Pd
Lo so, molti elettori sono esasperati, hanno vissuto male questo nuovo partito, lo hanno amato, in alcuni casi, senza essere ricambiati (dal Pd e dalla sua politica). Molti entusiasti della prima ora sono rimasti delusi, molti delusi in partenza sono rimasti entusiasti di essere delusi. Però, facendo questa campagna elettorale, una campagna elettorale difficile soprattutto dalle mie parti (in partibus infidelium), mi rendo conto che da questo Paese sta scomparendo la politica. Ed è pericoloso e preoccupante. E tutto si gioca e si ‘brucia’ in poche battute, sulla sicurezza anche dove sono tutti sicuri, sulla casta anche dove il sindaco guadagna qualche centinaio di euro, sulla polemica e sul gossip, perché non abbiamo parole per descrivere la crisi, per interpretarla, per offrire quelle soluzioni che ci consentirebbero di farvi fronte e di uscirne. La politica non c’è più e, invece, sarebbe necessaria a ciascuno di noi, se solo fosse capace di parlarci, di dirci qualcosa, di permetterci di essere più forti e sereni. Per farlo, ci vuole una forza grande e autorevole, nel nostro campo, perché sia possibile lanciare la sfida a B e ai suoi. È un argomento semplice fino alla rozzezza, il mio, ma è l’unica cosa che sento davvero. Sono preoccupato e sono arrabbiato, come tanti di voi, per il tempo che abbiamo buttato via. Per il futuro che non sappiamo più raccontare. Per la cattiveria di questi tempi. Vorrei che seguiste il mio consiglio, anche e soprattutto se, come me, volete cambiarlo, questo partito. Perché per cambiarlo, prima bisogna votarlo. Bisogna dargli forza, bisogna costruirlo. Fatelo e questa volta, ve lo prometto, non ve ne pentirete. Perché c’è qualcosa di nuovo, nell’aria cupa dei tempi nostri. Il mio è un impegno preciso, non è una favola, anche se mi sento un po’ come il gatto con gli stivali: al giovane che lo riceve come unica eredità, rispondendo alla sua delusione fin troppo comprensibile, il gatto promette: «insieme potremo fare molto». Incominciamo il 6 e il 7 giugno. Perché il Pd più lo voteremo, più lo cambieremo.
http://www.unita.it/news/85265/lappello_dei_perdem_ovvero_perch_bisogna_votare_pd
3 commentiriceviamo e pubblichiamo: PHILIA cittadinanza e solidarietà sociale
INCONTRO PUBBLICO organizzato dalla lista civica “Apriti Forlì”
Giovedì 4 giugno ore 20.45 - Sala Santa Caterina
“PHILIA, cittadinanza e solidarietà sociale”
con
ULISSE TRAMONTI (Università degli studi di Firenze)
ROCCO RONCHI (Università degli studi de L’Aquila)
Proiezione di filmati inediti sul terremoto
conclude ROBERTO BALZANI
coordina
ALESSANDRA RIGHINI
Interverranno candidati della Lista Civica “Apriti Forlì“
clicca qui per accedere al sito della lista civica
2 commentiDieci Azioni per il Clima in Città
Segnaliamo all’indirizzo: http://www.balzanisindaco.it/pagine.asp?id=587 l’intervento di Roberto Balzani del 22-05-09 all’incontro con
On. Realacci organizzato dagli Ecologisti Democratici
la redazione
Nessun commentodalla parola… alla pentola! serata conclusiva
DALLA PAROLA… ALLA PENTOLA!
CICLO DI INCONTRI SU CULTURA E TRADIZIONE ROMAGNOLA
serata conclusiva
“Dalla pentola alla parola c’è…l’APERITIVO”
con le vostre pietanze e le nostre bevande
DALLE 18 IN POI…

con i saluti di:
Roberto Balzani
(candidato sindaco Pd Forlì - Preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna)
Domenica 10 maggio 2009
presso
Circoscrizione 2
Via Sillaro, 42
In collaborazione con i Circoli PD Cava- Villanova, Romiti e Villagrappa
Nessun commentoLa democrazia dei cittadini: le nuove forme di partecipazione
Martedì 5 maggio 2009 - Ore 20,45, sSala Luciano Lama - CGIL - Via Pelacano, Forlì
Democrazia non è stare sopra un albero
La democrazia dei cittadini: le nuove forme di partecipazione
Partecipazione e buone prassi
Partecipazione e decentramento amministrativo
Partecipazione e nuove tecnologie
Partecipazione e forme della democrazia
Partecipazione e pianificazione del territorio
Conclude Roberto Balzani
1 commentoDalla parola … alla pentola
CICLO DI INCONTRI SU CULTURA E TRADIZIONE ROMAGNOLA
In collaborazione con
Cosascuola - Scuola di Musica
Viale Spazzoli 51 - Forlì www.cosascuola.it
giovedì 2 aprile 2009 - ore 20.30
VADO FIERO DEL FOLKLORE
…UN POPOLO E LA SUA IDENTITA’
MUSICALE…
(CONCERTO E CONVERSAZIONE MUSICALE)
PRESSO IL CIRCOLO ARCI “MADAMADORÈ”, VIALE SPAZZOLI, 51 – FORLÌ
In collaborazione con i Circoli PD SPAZZOLI e BUSSECCHIO
clicca qui per scaricare la locandina
2 commentiRoberto Saviano : sulla questione morale
La corruzione inconsapevole che affonda il Paese di ROBERTO SAVIANO
La cosa enormemente tragica che emerge in questi giorni è che nessuno dei coinvolti delle inchieste napoletane aveva la percezione dell’errore, tantomeno del crimine. Come dire ognuno degli imputati andava a dormire sereno. Perché, come si vede dalle carte processuali, gli accordi non si reggevano su mazzette, ma sul semplice scambio di favori: far assumere cognati, dare una mano con la carriera, trovare una casa più bella a un costo ragionevole. Gli imprenditori e i politici sanno benissimo che nulla si ottiene in cambio di nulla, che per creare consenso bisogna concedere favori, e questo lo sanno anche gli elettori che votano spesso per averli, quei favori. Il problema è che purtroppo non è più solo la responsabilità del singolo imprenditore o politico quando è un intero sistema a funzionare in questo modo.
Oggi l’imprenditore si chiama Romeo, domani avrà un altro nome, ma il meccanismo non cambierà, e per agire non si farà altro che scambiare, proteggere, promettere di nuovo. Perché cosa potrà mai cambiare in una prassi, quando nessuno ci scorge più nulla di sbagliato o di anomalo. Che un simile do ut des sia di fatto corruzione è un concetto che moltissimi accoglierebbero con autentico stupore e indignazione. Ma come, protesterebbero, noi non abbiamo fatto niente di male!
E che tale corruzione non vada perseguitata soltanto dalla giustizia e condannata dall’etica civile, ma sia fonte di un male oggettivo, del funzionamento bloccato di un paese che dovrebbe essere fondato sui meccanismi di accesso e di concorrenza liberi, questo risulta ancora più difficile da cogliere e capire. La corruzione più grave che questa inchiesta svela sta nel mostrarci che persone di ogni livello, con talento o senza, con molta o scarsa professionalità, dovevano sottostare al gioco della protezione, della segnalazione, della spinta.
Non basta il merito, non basta l’impegno, e neanche la fortuna, per trovare un lavoro. La condizione necessaria è rientrare in uno scambio di favori. In passato l’incapace trovava lavoro se raccomandato. Oggi anche la persona di talento non può farne a meno, della protezione. E ogni appalto comporta automaticamente un’apertura di assunzioni con cui sistemare i raccomandati nuovi.
Non credo sia il tempo di convincere qualcuno a cambiare idea politica, o a pensare di mutare voto. Non credo sia il tempo di cercare affannosamente il nuovo o il meno peggio sino a quando si andrà incontro a una nuova delusione. Ma sono convinto che la cosa peggiore sia attaccarsi al triste cinismo italiano per il quale tutto è comunque marcio e non esistono innocenti perché in un modo o nell’altro tutti sono colpevoli. Bisogna aspettare come andranno i processi, stabilire le responsabilità dei singoli. Però esiste un piano su cui è possibile pronunciarsi subito. Come si legge nei titoli di coda del film di Francesco Rosi “Le mani sulla città: “I nomi sono di fantasia ma la realtà che li ha prodotti è fedele”.
Indipendentemente dalle future condanne o assoluzioni, queste inchieste della magistratura napoletana, abruzzese e toscana dimostrano una prassi che difficilmente un politico - di qualsiasi colore - oggi potrà eludere. Non importa se un cittadino voti a destra o a sinistra, quel che bisogna chiedergli oggi è esclusivamente di pretendere che non sia più così. Non credo siano soltanto gli elettori di centrosinistra a non poterne più di essere rappresentati da persone disposte sempre e soltanto al compromesso. La percezione che il paese stia affondando la hanno tutti, da destra a sinistra, da nord a sud. E come in ogni momento di crisi, dovrebbero scaturirne delle risorse capaci di risollevarlo. Il tepore del “tutto è perduto” lentamente dovrebbe trasformarsi nella rovente forza reattiva che domanda, esige, cambia le cose. Oggi, fra queste, la questione della legalità viene prima di ogni altra.
L’imprenditoria criminale in questi anni si è alleata con il centrosinistra e con il centrodestra. Le mafie si sono unite nel nome degli affari, mentre tutto il resto è risultato sempre più spaccato. Loro hanno rinnovato i loro vertici, mentre ogni altra sfera di potere è rimasta in mano ai vecchi. Loro sono l’immagine vigorosa, espansiva, dinamica dell’Italia e per non soccombere alla loro proliferazione bisogna essere capaci di mobilitare altrettante energie, ma sane, forti, mirate al bene comune. Idee che uniscano la morale al business, le idee nuove ai talenti.
Ho ricevuto l’invito a parlare con i futuri amministratori del Pd, così come l’invito dell’on del Pdl Granata ad andare a parlare a Palermo con i giovani del suo partito. Credo sia necessario il confronto con tutti e non permettere strumentalizzazioni. Le organizzazioni criminali amano la politica quando questa è tutta identica e pronta a farsi comprare. Quando la politica si accontenta di razzolare nell’esistente e rinuncia a farsi progetto e guida. Vogliono che si consideri l’ambito politico uno spazio vuoto e insignificante, buono solo per ricavarne qualche vantaggio. E a loro come a tutti quelli che usano la politica per fini personali, fa comodo che questa visione venga condivisa dai cittadini, sia pure con tristezza e rassegnazione.
La politica non è il mio mestiere, non mi saprei immaginare come politico, ma è come narratore che osserva le dinamiche della realtà che ho creduto giusto non sottrarmi a una richiesta di dialogo su come affrontare il problema dell’illegalità e della criminalità organizzata. Il centrosinistra si è creduto per troppo tempo immune dalla collusione quando spesso è stato utilizzato e cooptato in modo massiccio dal sistema criminale o di malaffare puro e semplice, specie in Campania e in Calabria. Ma nemmeno gli elettori del centrodestra sono felici di sapere i loro rappresentanti collusi con le imprese criminali o impegnati in altri modi a ricavare vantaggi personali. Non penso nemmeno che la parte maggiore creda davvero che sia in atto un complotto della magistratura. Si può essere elettori di centrodestra e avere lo stesso desiderio di fare piazza pulita delle collusioni, dei compromessi, di un paese che si regge su conoscenze e raccomandazioni.
Credo che sia giunto il tempo di svegliarsi dai sonni di comodo, dalle pie menzogne raccontate per conforto, così come è tempo massimo di non volersela cavare con qualche pezza, quale piccola epurazione e qualche nome nuovo che corrisponda a un rinnovamento di facciata. Non ne rimane molto, se ce n’è ancora. Per nessuno. Chi si crede salvo, perché oggi la sua parte non è stata toccata dalla bufera, non fa che illudersi. Per quel che bisogna fare, forse non bastano nemmeno i politici, neppure (laddove esistessero) i migliori. In una fase di crisi come quella in cui ci troviamo, diviene compito di tutti esigere e promuovere un cambiamento.
Svegliarsi. Assumersi le proprie responsabilità. Fare pressione. È compito dei cittadini, degli elettori. Ognuno secondo la sua idea politica, ma secondo una richiesta sola: che si cominci a fare sul serio, già da domani.
(20 dicembre 2008) (clicca qui per accedere all’articolo di Repubblica)