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“Porta a porta” a Forlì: una grande promessa mantenuta

Dopo l’esperienza straordinariamente positiva di Forlimpopoli (con gradimento da parte della popolazione del 90%), anche a Forlì sta per partire - avvio ufficiale in autunno - il “Porta a porta” per la raccolta differenziata.
A poco più di un anno dalla sua elezione e dopo mesi di accurata preparazione, il Sindaco Balzani darà avvio a questo progetto che è uno degli assi portanti del suo programma.
Le ragioni per cambiare sistema sono molte: di ordine ambientale, economico e sociale.

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Aumenta l’uso dell’automobile, frena la mobilità sostenibile. Di Anna Donati

Presentata l’indagine Isfort sulla mobilità degli italiani dal 2000 ad oggi. Le periferie sterminate aumentano (come prevedibile) l’uso dell’auto ed il trasporto pubblico arranca. 

La crisi riduce gli spostamenti ma non l’uso dell’auto. Due persone su tre si muovono su quattro ruote, quasi sempre da sole. I numeri dell’Isfort consentono di tracciare il bilancio della mobilità insostenibile. E rivelano: oltre il 70% della mobilità è sulle tratte sotto i dieci chilometri. Proprio quelle per cui il governo non spende niente

Leggera discesa del numero di passeggeri per chilometro, aumento dell’uso dell’auto (che interessa il 65,3% delle persone che si spostano), nuove motivazioni e antiche richieste. L’istituto di formazione e ricerca per i trasporti (Isfort), ha presentato i risultati dell’Osservatorio Audimob sulle dinamiche della mobilità degli italiani negli ultimi dieci anni, dal 2000 ad oggi. Si tratta di un’indagine seria sulla mobilità degli italiani nei giorni feriali, con 15.000 interviste all’anno su di un campione rappresentativo della popolazione, che vengono svolte da dieci anni. Nella presentazione è stato sottolineato anche il limite dell’indagine e cioè che utilizzando il telefono fisso per l’intervista esclude quanti possiedono soltanto il cellulare come immigrati, giovani e nuove famiglie, di certo fasce in aumento e che in futuro sarà opportuno monitorare.

Secondo i risultati dell’indagine gli italiani si muovono di più, ma in modo diverso rispetto al passato. Si allungano i km percorsi ogni giorno e di conseguenza anche il tempo dedicato al trasporto aumenta, cresce anche l’uso dell’automobile, nonostante i tanti proclami per la mobilità sostenibile, ma cambiano anche le motivazioni degli spostamenti ed il loro carattere sistematico.

In dieci anni aumentano del 17,8% i passeggeri/km ma non in modo uniforme: fino al 2004 calano drasticamente, poi vi è una fase di autentica espansione, infine dal 2008 comincia di nuovo il declino a conferma che la domanda di mobilità è strettamente legata all’andamento economico del paese. Nel decennio Il numero medio degli spostamenti pro capite è rimasto stabile ed è pari a tre al giorno, mentre cresce del 3,2% il tempo medio impiegato per muoversi (da 59,6 a 62,8 minuti) e soprattutto crescono del 4,9% le distanze medie percorse da ogni cittadino ogni giorno passando da 30 km a 34,9 km.

Davvero interessante analizzare la distribuzione degli spostamenti sulla base della lunghezza chilometrica. Gli spostamenti fino a 2 km passano dal 2000 al 2009 dal 37,7% al 31,1%, quelli di corto raggio tra 2 e 10 km restano stabili intorno al 42%, crescono invece in maniera decisa quelli di media distanza tra 10-50 km che passano dal 18,1% al 24%. Infine quelli oltre 50 km hanno un peso molto limitato, il 2,1% nel 2000 diventato il 2,8% nel 2009.

Questi numeri inducono due riflessioni immediate: il 73,3% dei cittadini che si spostano non fa più di 10 km ma la spesa per gli investimenti per soddisfare questa domanda di mobilità urbana non supera il 6% degli investimenti della legge obiettivo, perché vengono privilegiate nuove autostrade che incrementano il traffico motorizzato e nuove tratte ad alta velocità ferroviaria che collegano comuni capoluogo di regione. Scelte ponderate alla domanda effettiva degli spostamenti dovrebbe invece privilegiare investimenti sui nodi per ferrovie urbane, metropolitane e tramvie, il cui funzionamento interessa più dei due terzi delle persone che si muovono.

La seconda riguarda la crescita della domanda di mobilità tra 10 e 50 km che è evidentemente correlata alla crescita insediativa nei comuni della prima, seconda ed anche terza cintura metropolitana, con il relativo spopolamento delle grandi città, nonché nuovi poli commerciali e di servizi localizzati fuori dalle città. E’ l’effetto dello sprawl urbano a bassa densità che sta consumando territorio prezioso, informe e senza un disegno, che non essendo servito da reti di trasporto collettivo induce una domanda crescente e basata sull’uso dell’auto.

Anche le motivazioni degli spostamenti stanno cambiano secondo l’indagine Isfort: nel 2009 il 31,2% si sposta per lavoro (nel 2000 erano il 34,6%), lo studio assorbe il 4,8% (nel 2000 erano il 5,1), la gestione familiare cresce al 31% (nel 2000 era il 26,3%), la gestione del tempo libero si attesta sul 32,9% (mentre era il 34% nel 2000). Interessante anche vedere il dato intermedio del 2005 dove non era arrivata ancora la crisi economica che ha aumentato la disoccupazione, dove gli spostamenti per il lavoro erano attestati al 37,3% (nel 2000 erano il 34,6%) mentre gestione familiare e tempo libero erano entrambi sotto il 30%.

In modo analogo crescono gli spostamenti occasionali e rari (+3,6% e +4,6%) e diminuiscono quelli sistematici e regolari (-8,3%).

Si tratta di fenomeni ben connessi alle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro (flessibilità/precarietà/lavoro a distanza), dei comportamenti delle persone che vedono crescere gli spostamenti per la gestione della famiglia e dei servizi, la spesa, il centro commerciale, l’ospedale, posizionati sempre più a distanza dalla propria abitazione, quindi il risultato anche delle politiche insediative ed urbanistiche degli ultimi 20 anni.

In auto da soli

Lo studio Isfort passa poi ad analizzare i mezzi utilizzati per gli spostamenti che confermano un crescente dominio dell’automobile, la diminuzione percentuale di chi usa bus e tram e metropolitano e di quelli che si spostano a piedi ed in bicicletta. Infatti l’auto passa dal 59, 3% degli spostamenti nel 2000 al 65,3% del 2009 e di questi ben il 57,7 viaggia solo. Nello stesso periodo chi si sposta a piedi passa dal 21,4% degli spostamenti al 17,3%, chi usa la bicicletta dal 3,8% al 3,7%, chi usa bus/tram/metropolitane passa dal 5,3% al 4% degli spostamenti così come è diminuito chi usa il treno, ma cresce la quota di spostamenti con più mezzi in combinazione, dall’1,8% al 3,6%. E’ chiaro dai dati che c’è stato negli anni un “travaso” di viaggi dalle singole modalità di trasporto, per la gran parte collettivi, alle combinazioni di mezzi, la cui spina dorsale è rappresentata da un vettore pubblico, e questo è l’unico dato positivo delle tendenze in atto.

Nello studio sono anche visibili significative differenze tra piccole e grandi città, dove l’auto prevale in modo deciso nelle prime, mentre la congestione delle seconde induce un uso maggiore del trasporto pubblico.

L’automobile consolida la sua posizione ed anche i dati delle emissioni nei trasporti di C02, nonostante l’efficienza dei veicoli sia migliorata, è cresciuta al 28% mentre nel 1990, anno della sottoscrizione del protocollo di Kyoto, era il 23%, quindi è di tutta evidenza il fallimento delle politiche italiane nel contenimento delle emissioni nei trasporti.

L’anno 2009 è stato un anno di forte crisi anche nei trasporti e mobilità, gli spostamenti calano del 2,3%, ed i passeggeri/km dell’8% e per la prima volta da un decennio gli spostamenti si accorciano. Secondo Carlo Carminucci, direttore dell’Isfort ed ideatore dell’indagine, ancora non ci sono dati sufficienti per capire se si tratta solo di una frenata transitoria legata alla crisi o dell’inizio di un nuovo ciclo che inverte la tendenza di questo decennio.

Assai utile anche la parte dello studio che indaga sulle ragioni delle scelte da parte dei cittadini ad esempio del perché si utilizza poco il mezzo pubblico: il 17% perché non ha un servizio vicino a casa, mentre per l’82,9% il servizio esiste ma non è comodo ed accessibile (70%), impiega troppo tempo (42%), gli piace guidare (8%), il trasporto pubblico è di scarsa qualità (4,8%) e solo per l’1,8% costa troppo.

Quindi è la scarsa capillarità ed accessibilità, la frequenza e gli orari inadeguati, l’interscambio inefficiente e scomodo, il tempo troppo elevato, che inducono la maggioranza dei cittadini ad usare l’auto privata in modo crescente. Ma anche il nodo della scarsa informazione emerge con evidenza dall’indagine. Ben il 33,7% non conosce orari e percorsi, ed un altro 17% solo i percorsi ma non gli orari: in pratica la metà di chi si sposta non sa nulla del trasporto pubblico.

Vorrei ma non posso

Quindi sono stati dieci anni dove è cresciuta la mobilità insostenibile, e questo deve indurre una riflessione spietata. Secondo la mia opinione diversamente che dagli anni 90, le città non sono più state protagoniste di politiche attive, di Piani urbani della mobilità di area vasta improntati alla sostenibilità, perché si sono fatte tante chiacchiere e pochi fatti, perché il ritornello di questo decennio sono tornate le grandi opere mentre gli investimenti per le reti ed i veicoli per la mobilità urbana sono scomparsi dall’agenda del governo.

A questi si aggiunga l’arretratezza delle aziende di trasporto incapaci di offrire servizi adeguati, a costi efficienti, con piani di informazione mirati all’utenza reale e potenziale, nonché gli effetti dello sprawl urbano sulla mobilità dei cittadini tutta basata sull’automobile, è evidente che il risultato era quasi scontato.

Del resto lo stesso studio Isfort ha indagato sulla propensione al cambiamento tra i cittadini, che vorrebbero diminuire per il 27% l’uso dell’auto ed aumentare per il 34% l’utilizzo dei mezzi pubblici. E’ un chiaro segnale di disponibilità e di speranza che non può essere buttato a mare ma raccolto e soddisfatto. Perché non è vero che “è stato tutto inutile” quello che si è fatto in questi dieci anni, ma è stato troppo poco e non è bastato per invertire la tendenza verso la mobilità sostenibile.

Per saperne di più: Dieci anni di Osservatorio Audimob. Rapporto ISFORT su “Stili e comportamenti degli italiani”. Sintesi del rapporto e presentazioni su www.isfort.it

da http://www.sbilanciamoci.info

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08.05.10 - Convenzione dei cittadini europei - Forlì

mfe

UN GOVERNO EUROPEO PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE E LA RICONVERSIONE ECOLOGICA DELL’ECONOMIA E DELLA SOCIETÀ

Forlì - Salone comunale - Piazza Saffi, 8

Sabato 8 maggio 2010, ore 9:15

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Riceviamo e pubblichiamo: Seminario nazionale sull’Amianto

Seminario nazionale sull’Amianto

Bologna - giovedì 29 aprile 2010 - Cassero di porta Galliera sala Cederna - ore 10 - 17

  • per il riconoscimento ed il risarcimento delle esposizioni ad amianto e sostanze tossico-nocive
  • per le bonifiche
  • per la chiusura delle cave di ofioliti e per la bonifica delle reti acquedottistiche in amianto
  • per l’avvio di una nuova e capillare iniziativa di autodifesa popolare
  • per il varo concreto del fondo nazionale di solidarietà con le vittime professionali ed ambientali che deve essere gestito dalle UU.SS.LL. e non dall’Inail
  • per il rilancio organizzativo dell’Associazione Esposti Amianto

Saranno discussi i progetti speciali:

  • costituzione Centro internazionale di documentazione sull’amianto e sulle nocività
  • anagrafe regionale/nazionale degli ex-esposti a cancerogeni e nuove modalità di registrazione dei casi
  • conferenza permanente sull’amianto
  • progetto speciale di monitoraggio delle patologie extrapolmonari
  • progetto speciale monitoraggio danni alla salute dei familiari degli esposti
  • per riconoscimento dei danni morali subìti
  • campagna nazionale di “caccia fotografica all’amianto” - asbestos - watching
  • avvio della associazione vittime dell’Inail; riapertura dei contenziosi frettolosamente archiviati per “decorrenza termini”
  • rete per il supporto organizzativo e medico-legale alle vittime

Hanno aderito al momento:

Vito Totire - AEA Bologna, AEA Cesena - Davide Fabbri, AEA Ravenna, AEA Bari, AEA Brindisi, AEA Pisa, avv. Lita Camaioni, Carlo Castronovo AEA Palermo, Patrizia Benedenti AEA Ferrara, Claudio Orsi AEA Copparo, Massimo Marangon - Vigili del Fuoco Ravenna , numerose vittime e familiari di vittime dell’amianto, Gruppo operaio di autoaiuto “Roberto Battelli”, Bobo Aprile AEA Brindisi , RSU OGR Bologna.

IL GIORNO 28 APRILE 2010 VERRA’ DEPOSTA UNA CORONA AL SACRARIO DEI CADUTI PARTIGIANI DI PIAZZA MAGGIORE A RICORDO DELLE PERSONE UCCISE DALL’AMIANTO E DAL LAVORO NOCIVO.
PER INFORMAZIONI:

Vito Totire 333.4147329 - e-mail: vito.totire@unive.it;
Davide Fabbri - tel 333.1296915 - e-mail: davide.fa@virgilio.it ;

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Scuola di ECOmunicazione - Bologna

A partire da mercoledì 28 Aprile 2010 dalle ore 20:30, presso la sede di Legambiente in Piazza XX Settembre, prenderà il via la Scuola Ecologista di Primavera promossa da Legambiente Emilia Romagna in collaborazione con Associazione Eco e la Rete Ecologista Bolognese.

L’iniziativa prevede un ciclo di sei incontri serali obiettivo dei quali è la diffusione di strumenti utili ad incentivare la partecipazione ad un percorso ecologista.

Ogni incontro prevede un’ora di contributo tematico su argomenti di rilevanza ambientale, seguita da una discussione in cui tutti i partecipanti saranno stimolati ad applicare le varie tecniche di comunicazione di gruppo di volta in volta proposte. Esperti del settore affronteranno i temi dell’Energia, del Cambiamento climatico, del Consumo di Suolo e del Ciclo dell’Acqua e degli Organismi Geneticamente Modificati. Rodolfo Lewanski, autorità per la garanzia e la promozione della partecipazione della Regione Toscana, terrà nel corso dell’incontro inaugurale un intervento dal titolo “Declinare il verbo partecipare” e presenterà con Paolo Cagnoli, lungo tutto lo svolgimento della Scuola, le tecniche comunicative utili a rendere efficace il dialogo fra i partecipanti. Contribuiranno a facilitare le discussioni Paolo Galletti (Ass. ECO) e Lorenzo Frattini (Presidente di Legambiente Emilia Romagna), che insieme inaugureranno i lavori della Scuola.

Il primo dei sei incontri in programma, organizzati con il patrocinio della Provincia di Bologna, si terrà Mercoledì 28 Aprile; i successivi cinque ogni Venerdì a partire dal 7 Aprile fino al 4 Giugno. L’incontro finale, che avrà luogo presso la Sala Zodiaco della Provincia, sarà un seminario pubblico di pianificazione partecipata in cui gli allievi della Scuola incontreranno la cittadinanza per mettere in pratica quanto appreso nelle precedenti lezioni.

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Il Comune di Forlì aderisce a “Porta la sporta”

Aderendo alla campagna nazionale di “Porta la Sporta” in programma dal 17 al 24 aprile 2010, il Comune di Forlì (Assessorato all’Ambiente) promuoverà una serie di iniziative in collaborazione con la provincia Forlì-Cesena, con i supermercati, Confcommercio, Forlifarma e con il tavolo delle associazioni ambientali, per incentivare l’utilizzo delle borse riutilizzabili

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05.02.10 - Conferenza programmatica Ambiente Green Economy - Ferrara

GREEN ECONOMY E QUALITA’ AMBIENTALE, PER INNOVARE IL FUTURO

venerdì 5 febbraio 2010
Sala del Borgonuovo - Via Cairoli 32 - Ferrara

 

Ore 14.30 accrediti

Ore 15.00 Introduzione
Stefano Bonaccini
segretario regionale del Partito Democratico
Alessandro Bratti
responsabile Ambiente PD Emilia-Romagna

Ore 16.00 interventi di:
organizzazioni economiche, organizzazioni sindacali, associazioni ambientaliste, amministratori, cittadini

Ore 18.00 Conclusioni
Ermete Realacci
Commissione Ambiente Camera dei Deputati

Info: www.pder.it Tel. 051.41.98.120 Continua

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09.01.10 - Il Futuro è nel Sole! - Forlì

WWF  e Comune di Forlì

Per un modello energetico che salvi l’equilibrio climatico senza ricorrere al nucleare

Salone comunale – piazza Saffi, Forlì
Sabato 9 gennaio 2010 - ore 17.00

Conferenza pubblica

Prof. Vincenzo Balzani (Università di Bologna)

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Eolico off-shore

Una wind farm a rimini
Dall’energia pulita del vento i vantaggi per l’economia ed il turismo

Sabato 7 novembre 2009 ore 10,00 / 13,00
Rimini - Sala Congressi c/o SGR
Via Chiabrera 34/b

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Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Roberto Balzani,
questa mattina ho inviato un post all’amico Beppe Grillo per comunicare il disagio che sto vivendo in questi giorni nel vedere allontanarsi la prospettiva di realizzare a Forlì il modello ambientale innovativo a cui credo da tempi non sospetti e che ti hanno coinvolto fin dal ns. primo incontro.

Le stesse cose inviate a Grillo vorrei condividerle con la rete per fare chiarezza sulla nostra posizione Ambiente-Energia, con la speranza di non essere strumentalizzato.

Testo originale (di cui solo una riduzione è stata postata al blog Beppe Grillo per vincoli dimensionali) :

“”Caro Beppe,
sono molti decenni che ti conosco, ti seguo e ti apprezzo, prima come comico ed ora anche come fine politico.
Le tue idee, da almeno 10-15 anni sono anche le mie; i tuoi spettacoli li ho frequentati tutti, i tuoi video li vedo e li rivedo, di Rifkin ho tutti i libri e le testimonianze della rete, la rete -per lavoro- la frequento da quando è nata. Tutto questo per dirti che non è nato oggi il mio apprezzamento per il riciclaggio, per le rinnovabili; tieni presente che nel 1998 ho messo in servizio sulle colline di Faenza il primo impianto fotovoltaico autonomo, al posto di alimentare l’utenza ANPI casa dei partigiani con una linea MT/BT dedicata che avrebbe devastato un bosco; così come ho programmato e assistito alla nascita nel 2002 delle pale da 750 kW fra l’Emilia e Genova-La Spezia di Varese Ligure.
Da anni seguo le fiere e quella di Verona dell’altro giorno SOLAEXPO è solo l’ultima; a fine anni ‘90 o primi 2000 ho seguito e studiato (dopo il SAIE di Bologna) il Comune di Carugate (MI) che stava lavorando per modificare radicalmente il regolamento edilizio comunale a favore delle case a basso consumo ed in particolare a favore del fotovoltaico (primo Comune in Italia a legiferare in tal senso); poi ho seguito Bolzano e la meravigliosa idea di CASACLIMA.

Alcuni mesi fa ho avuto modo di conoscere personalmente Roberto Balzani, candidato sindaco di Forlì e sono stato coinvolto positivamente dal suo modello di Forlì futura al punto che ho accettato di lavorare per promuovere la sua candidatura a futuro sindaco di Forlì contribuendo a studiare e progettare insieme ad un gruppo ristretto di tecnici alcune componenti da lui ritenute fondamentali sul modello energetico innovativo e sostenibile per la Forlì del prossimo decennio.

I materiali in forma sintetica, frutto del ns. lavoro li puoi vedere all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=CIYUfXuZSyU&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Ebalzanisindaco%2Eit%2Fpagine%2Easp%3Fid%3D587&feature=player_embedded

Non deve sembrare anomalo che anche un gruppo politico diverso da una lista civica (come Destinazione Forlì) si proponga di affrontare gli stessi temi per cui la lista civica si batte. Se fino ad oggi i politici locali (nel ns. caso quelli del PD) non hanno saputo risolvere adeguatamente il problema dei rifiuti, non significa che non possa esistere chi nel PD invece si candida a modificare radicalmente le strade intraprese, anche grazie al fermento culturale di questi ultimi anni e per le ulteriori conoscenze epidemiologiche che si sono aggiunte.
Per quanto mi riguarda non ho votato il PD per la provincia di Forlì, perché dopo aver ascoltato il candidato in campagna elettorale (oggi rieletto), ho deciso che non mi rappresentava per motivi legati alle discariche e agli inceneritori.
Tornando invece alle elezioni comunali, Roberto Balzani è stato l’unico politico di Forlì che ha voluto incontrarti nel backstage della serata dedicata a “Destinazione Forlì” per segnalarti l’intenzione di realizzare (nel caso di una sua nomina a sindaco) il processo di raccolta differenziata porta a porta e anzi ti ha invitato in quel caso a fare da testimonial; non sei sembrato indifferente al punto che ti sei rivolto alla Raffaella Pirini sottolineando “l’importante è che queste cose si facciano e che ci si metta d’accordo per raggiungere tali obiettivi” (cosa che ritengo di grande buonsenso). Questo mio commento nasce dal dispiacere di vedere che Raffaella Pirini è molto arrabbiata perché crede che Roberto Balzani abbia approfittato in modo strumentale dell’incontro con te (di cui comunque esistono i video).
Purtroppo, visto il momento politico attuale che vede un ballottaggio delicatissimo tra Balzani e il candidato del centro destra, come comune cittadino Forlivese vedo a rischio la possibilità di raggiungere in fretta gli obiettivi del risparmio energetico e del porta a porta - obiettivi comuni alle due liste - e temo per il rischio concreto di consegnare la città al PDL (senza riferimento alla persona di Rondoni che non conosco) che si è apparentato - con un patto di ferro - con la lega nord e con la destra estrema.

Ivan Mazzotti

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