Archivio per 'Dibattiti (ambiente)' Categoria
CANCUN-COP16
CANCUN-COP16: UN PIANO MONDIALE PER L’AMBIENTE E UNA CARBON TAX MONDIALE PER GESTIRE LE EMERGENZE AMBIENTALI GLOBALI. LA PROPOSTA DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO TROVA IL SUPPORTO DI JEREMY RIFKIN.
Nessun commento06.12.10 - Idee e progetti per governare la montagna - Bologna
Lunedì 6 dicembre 2010 dalle ore 16.00 alle ore 19.30
Sala riunioni della sede PD, Via G. Rivani 35 – Bologna
Idee e progetti per governare la montagna
Le proposte del PD, l’azione della Regione Emilia-Romagna
23.11.10 - I rifiuti sono una risorsa - Forlì
Martedì 23 novembre 2010 ore 20,30
Sala Santa Caterina, Via Romanello 2 Forlì
Tavolo delle associazioni ambientaliste di Forlì invitano all’incontro pubblico
I rifiuti sono una risorsa
Impariamo come gestire i cosidetti “rifiuti” per risparmiare risorse, guadagnare in salute, creare occupazione
Forlì CittĂ Solare: nasce la societĂ per l’energia
La SocietĂ SME si trasforma in “Forlì CittĂ Solare”, per produrre energia pulita da fonti rinnovabili in edifici di proprietĂ comunale. Operazione a costo zero per il Comune, che porta ad investimenti per quasi 9 milioni di euro. Di Maio: «L’obiettivo è raggiungere l’autosufficienza energetica in città »
Nessun commentoLe Giornate sullo Sviluppo Sostenibile - Forlì
Il programma si articola in 4 giornate, dalla mattinata di Giovedì 30 settembre 2010 fino alla mattinata di Domenica 3 ottobre, presso il Chiostro di S.Mercuriale in P.zza Saffi a Forlì, con le seguenti proposte:
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- Mostra sullo sviluppo sostenibile
- Mercatino dedicato ai prodotti alimentari, macrobiotici e biologici
- Mostra e attività dimostrative sul recupero degli antichi mestieri (in collaborazione con l’Associazione “La Stadera”)
- Proiezione di filmati sul tema “Ambiente e salute”
- Attività didattiche sull’agricoltura biologica e pianesiana
- Libri sullo sviluppo sostenibile pianesiano
- Visite guidate
 Continua »
“Porta a porta” a Forlì: una grande promessa mantenuta
Dopo l’esperienza straordinariamente positiva di Forlimpopoli (con gradimento da parte della popolazione del 90%), anche a Forlì sta per partire - avvio ufficiale in autunno - il “Porta a porta” per la raccolta differenziata.
A poco più di un anno dalla sua elezione e dopo mesi di accurata preparazione, il Sindaco Balzani darà avvio a questo progetto che è uno degli assi portanti del suo programma.
Le ragioni per cambiare sistema sono molte: di ordine ambientale, economico e sociale.
Aumenta l’uso dell’automobile, frena la mobilitĂ sostenibile. Di Anna Donati
Presentata l’indagine Isfort sulla mobilitĂ degli italiani dal 2000 ad oggi. Le periferie sterminate aumentano (come prevedibile) l’uso dell’auto ed il trasporto pubblico arranca.Â
La crisi riduce gli spostamenti ma non l’uso dell’auto. Due persone su tre si muovono su quattro ruote, quasi sempre da sole. I numeri dell’Isfort consentono di tracciare il bilancio della mobilitĂ insostenibile. E rivelano: oltre il 70% della mobilità è sulle tratte sotto i dieci chilometri. Proprio quelle per cui il governo non spende niente
Leggera discesa del numero di passeggeri per chilometro, aumento dell’uso dell’auto (che interessa il 65,3% delle persone che si spostano), nuove motivazioni e antiche richieste. L’istituto di formazione e ricerca per i trasporti (Isfort), ha presentato i risultati dell’Osservatorio Audimob sulle dinamiche della mobilitĂ degli italiani negli ultimi dieci anni, dal 2000 ad oggi. Si tratta di un’indagine seria sulla mobilitĂ degli italiani nei giorni feriali, con 15.000 interviste all’anno su di un campione rappresentativo della popolazione, che vengono svolte da dieci anni. Nella presentazione è stato sottolineato anche il limite dell’indagine e cioè che utilizzando il telefono fisso per l’intervista esclude quanti possiedono soltanto il cellulare come immigrati, giovani e nuove famiglie, di certo fasce in aumento e che in futuro sarĂ opportuno monitorare.
Secondo i risultati dell’indagine gli italiani si muovono di più, ma in modo diverso rispetto al passato. Si allungano i km percorsi ogni giorno e di conseguenza anche il tempo dedicato al trasporto aumenta, cresce anche l’uso dell’automobile, nonostante i tanti proclami per la mobilità sostenibile, ma cambiano anche le motivazioni degli spostamenti ed il loro carattere sistematico.
In dieci anni aumentano del 17,8% i passeggeri/km ma non in modo uniforme: fino al 2004 calano drasticamente, poi vi è una fase di autentica espansione, infine dal 2008 comincia di nuovo il declino a conferma che la domanda di mobilità è strettamente legata all’andamento economico del paese. Nel decennio Il numero medio degli spostamenti pro capite è rimasto stabile ed è pari a tre al giorno, mentre cresce del 3,2% il tempo medio impiegato per muoversi (da 59,6 a 62,8 minuti) e soprattutto crescono del 4,9% le distanze medie percorse da ogni cittadino ogni giorno passando da 30 km a 34,9 km.
Davvero interessante analizzare la distribuzione degli spostamenti sulla base della lunghezza chilometrica. Gli spostamenti fino a 2 km passano dal 2000 al 2009 dal 37,7% al 31,1%, quelli di corto raggio tra 2 e 10 km restano stabili intorno al 42%, crescono invece in maniera decisa quelli di media distanza tra 10-50 km che passano dal 18,1% al 24%. Infine quelli oltre 50 km hanno un peso molto limitato, il 2,1% nel 2000 diventato il 2,8% nel 2009.
Questi numeri inducono due riflessioni immediate: il 73,3% dei cittadini che si spostano non fa più di 10 km ma la spesa per gli investimenti per soddisfare questa domanda di mobilità urbana non supera il 6% degli investimenti della legge obiettivo, perché vengono privilegiate nuove autostrade che incrementano il traffico motorizzato e nuove tratte ad alta velocità ferroviaria che collegano comuni capoluogo di regione. Scelte ponderate alla domanda effettiva degli spostamenti dovrebbe invece privilegiare investimenti sui nodi per ferrovie urbane, metropolitane e tramvie, il cui funzionamento interessa più dei due terzi delle persone che si muovono.
La seconda riguarda la crescita della domanda di mobilità tra 10 e 50 km che è evidentemente correlata alla crescita insediativa nei comuni della prima, seconda ed anche terza cintura metropolitana, con il relativo spopolamento delle grandi città , nonché nuovi poli commerciali e di servizi localizzati fuori dalle città . E’ l’effetto dello sprawl urbano a bassa densità che sta consumando territorio prezioso, informe e senza un disegno, che non essendo servito da reti di trasporto collettivo induce una domanda crescente e basata sull’uso dell’auto.
Anche le motivazioni degli spostamenti stanno cambiano secondo l’indagine Isfort: nel 2009 il 31,2% si sposta per lavoro (nel 2000 erano il 34,6%), lo studio assorbe il 4,8% (nel 2000 erano il 5,1), la gestione familiare cresce al 31% (nel 2000 era il 26,3%), la gestione del tempo libero si attesta sul 32,9% (mentre era il 34% nel 2000). Interessante anche vedere il dato intermedio del 2005 dove non era arrivata ancora la crisi economica che ha aumentato la disoccupazione, dove gli spostamenti per il lavoro erano attestati al 37,3% (nel 2000 erano il 34,6%) mentre gestione familiare e tempo libero erano entrambi sotto il 30%.
In modo analogo crescono gli spostamenti occasionali e rari (+3,6% e +4,6%) e diminuiscono quelli sistematici e regolari (-8,3%).
Si tratta di fenomeni ben connessi alle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro (flessibilità /precarietà /lavoro a distanza), dei comportamenti delle persone che vedono crescere gli spostamenti per la gestione della famiglia e dei servizi, la spesa, il centro commerciale, l’ospedale, posizionati sempre più a distanza dalla propria abitazione, quindi il risultato anche delle politiche insediative ed urbanistiche degli ultimi 20 anni.
In auto da soli
Lo studio Isfort passa poi ad analizzare i mezzi utilizzati per gli spostamenti che confermano un crescente dominio dell’automobile, la diminuzione percentuale di chi usa bus e tram e metropolitano e di quelli che si spostano a piedi ed in bicicletta. Infatti l’auto passa dal 59, 3% degli spostamenti nel 2000 al 65,3% del 2009 e di questi ben il 57,7 viaggia solo. Nello stesso periodo chi si sposta a piedi passa dal 21,4% degli spostamenti al 17,3%, chi usa la bicicletta dal 3,8% al 3,7%, chi usa bus/tram/metropolitane passa dal 5,3% al 4% degli spostamenti così come è diminuito chi usa il treno, ma cresce la quota di spostamenti con più mezzi in combinazione, dall’1,8% al 3,6%. E’ chiaro dai dati che c’è stato negli anni un “travaso” di viaggi dalle singole modalità di trasporto, per la gran parte collettivi, alle combinazioni di mezzi, la cui spina dorsale è rappresentata da un vettore pubblico, e questo è l’unico dato positivo delle tendenze in atto.
Nello studio sono anche visibili significative differenze tra piccole e grandi città , dove l’auto prevale in modo deciso nelle prime, mentre la congestione delle seconde induce un uso maggiore del trasporto pubblico.
L’automobile consolida la sua posizione ed anche i dati delle emissioni nei trasporti di C02, nonostante l’efficienza dei veicoli sia migliorata, è cresciuta al 28% mentre nel 1990, anno della sottoscrizione del protocollo di Kyoto, era il 23%, quindi è di tutta evidenza il fallimento delle politiche italiane nel contenimento delle emissioni nei trasporti.
L’anno 2009 è stato un anno di forte crisi anche nei trasporti e mobilitĂ , gli spostamenti calano del 2,3%, ed i passeggeri/km dell’8% e per la prima volta da un decennio gli spostamenti si accorciano. Secondo Carlo Carminucci, direttore dell’Isfort ed ideatore dell’indagine, ancora non ci sono dati sufficienti per capire se si tratta solo di una frenata transitoria legata alla crisi o dell’inizio di un nuovo ciclo che inverte la tendenza di questo decennio.
Assai utile anche la parte dello studio che indaga sulle ragioni delle scelte da parte dei cittadini ad esempio del perché si utilizza poco il mezzo pubblico: il 17% perché non ha un servizio vicino a casa, mentre per l’82,9% il servizio esiste ma non è comodo ed accessibile (70%), impiega troppo tempo (42%), gli piace guidare (8%), il trasporto pubblico è di scarsa qualità (4,8%) e solo per l’1,8% costa troppo.
Quindi è la scarsa capillarità ed accessibilità , la frequenza e gli orari inadeguati, l’interscambio inefficiente e scomodo, il tempo troppo elevato, che inducono la maggioranza dei cittadini ad usare l’auto privata in modo crescente. Ma anche il nodo della scarsa informazione emerge con evidenza dall’indagine. Ben il 33,7% non conosce orari e percorsi, ed un altro 17% solo i percorsi ma non gli orari: in pratica la metà di chi si sposta non sa nulla del trasporto pubblico.
Vorrei ma non posso
Quindi sono stati dieci anni dove è cresciuta la mobilità insostenibile, e questo deve indurre una riflessione spietata. Secondo la mia opinione diversamente che dagli anni 90, le città non sono più state protagoniste di politiche attive, di Piani urbani della mobilità di area vasta improntati alla sostenibilità , perché si sono fatte tante chiacchiere e pochi fatti, perché il ritornello di questo decennio sono tornate le grandi opere mentre gli investimenti per le reti ed i veicoli per la mobilità urbana sono scomparsi dall’agenda del governo.
A questi si aggiunga l’arretratezza delle aziende di trasporto incapaci di offrire servizi adeguati, a costi efficienti, con piani di informazione mirati all’utenza reale e potenziale, nonché gli effetti dello sprawl urbano sulla mobilità dei cittadini tutta basata sull’automobile, è evidente che il risultato era quasi scontato.
Del resto lo stesso studio Isfort ha indagato sulla propensione al cambiamento tra i cittadini, che vorrebbero diminuire per il 27% l’uso dell’auto ed aumentare per il 34% l’utilizzo dei mezzi pubblici. E’ un chiaro segnale di disponibilità e di speranza che non può essere buttato a mare ma raccolto e soddisfatto. Perché non è vero che “è stato tutto inutile” quello che si è fatto in questi dieci anni, ma è stato troppo poco e non è bastato per invertire la tendenza verso la mobilità sostenibile.
Per saperne di più: Dieci anni di Osservatorio Audimob. Rapporto ISFORT su “Stili e comportamenti degli italiani”. Sintesi del rapporto e presentazioni su www.isfort.it
da http://www.sbilanciamoci.info
Nessun commento08.05.10 - Convenzione dei cittadini europei - Forlì

UN GOVERNO EUROPEO PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE E LA RICONVERSIONE ECOLOGICA DELL’ECONOMIA E DELLA SOCIETÀ
Forlì - Salone comunale - Piazza Saffi, 8
Sabato 8 maggio 2010, ore 9:15
Nessun commentoRiceviamo e pubblichiamo: Seminario nazionale sull’Amianto
Seminario nazionale sull’Amianto
Bologna - giovedì 29 aprile 2010 - Cassero di porta Galliera sala Cederna - ore 10 - 17
- per il riconoscimento ed il risarcimento delle esposizioni ad amianto e sostanze tossico-nocive
- per le bonifiche
- per la chiusura delle cave di ofioliti e per la bonifica delle reti acquedottistiche in amianto
- per l’avvio di una nuova e capillare iniziativa di autodifesa popolare
- per il varo concreto del fondo nazionale di solidarietĂ con le vittime professionali ed ambientali che deve essere gestito dalle UU.SS.LL. e non dall’Inail
- per il rilancio organizzativo dell’Associazione Esposti Amianto
Saranno discussi i progetti speciali:
- costituzione Centro internazionale di documentazione sull’amianto e sulle nocivitĂ
- anagrafe regionale/nazionale degli ex-esposti a cancerogeni e nuove modalitĂ di registrazione dei casi
- conferenza permanente sull’amianto
- progetto speciale di monitoraggio delle patologie extrapolmonari
- progetto speciale monitoraggio danni alla salute dei familiari degli esposti
- per riconoscimento dei danni morali subìti
- campagna nazionale di “caccia fotografica all’amianto” - asbestos - watching
- avvio della associazione vittime dell’Inail; riapertura dei contenziosi frettolosamente archiviati per “decorrenza termini”
- rete per il supporto organizzativo e medico-legale alle vittime
Hanno aderito al momento:
Vito Totire - AEA Bologna, AEA Cesena - Davide Fabbri, AEA Ravenna, AEA Bari, AEA Brindisi, AEA Pisa, avv. Lita Camaioni, Carlo Castronovo AEA Palermo, Patrizia Benedenti AEA Ferrara, Claudio Orsi AEA Copparo, Massimo Marangon - Vigili del Fuoco Ravenna , numerose vittime e familiari di vittime dell’amianto, Gruppo operaio di autoaiuto “Roberto Battelli”, Bobo Aprile AEA Brindisi , RSU OGR Bologna.
IL GIORNO 28 APRILE 2010 VERRA’ DEPOSTA UNA CORONA AL SACRARIO DEI CADUTI PARTIGIANI DI PIAZZA MAGGIORE A RICORDO DELLE PERSONE UCCISE DALL’AMIANTO E DAL LAVORO NOCIVO.
PER INFORMAZIONI:
Vito Totire 333.4147329 - e-mail: vito.totire@unive.it;
Davide Fabbri - tel 333.1296915 - e-mail: davide.fa@virgilio.it ;
Scuola di ECOmunicazione - Bologna
A partire da mercoledì 28 Aprile 2010 dalle ore 20:30, presso la sede di Legambiente in Piazza XX Settembre, prenderà il via la Scuola Ecologista di Primavera promossa da Legambiente Emilia Romagna in collaborazione con Associazione Eco e la Rete Ecologista Bolognese.
L’iniziativa prevede un ciclo di sei incontri serali obiettivo dei quali è la diffusione di strumenti utili ad incentivare la partecipazione ad un percorso ecologista.
Ogni incontro prevede un’ora di contributo tematico su argomenti di rilevanza ambientale, seguita da una discussione in cui tutti i partecipanti saranno stimolati ad applicare le varie tecniche di comunicazione di gruppo di volta in volta proposte. Esperti del settore affronteranno i temi dell’Energia, del Cambiamento climatico, del Consumo di Suolo e del Ciclo dell’Acqua e degli Organismi Geneticamente Modificati. Rodolfo Lewanski, autorità per la garanzia e la promozione della partecipazione della Regione Toscana, terrà nel corso dell’incontro inaugurale un intervento dal titolo “Declinare il verbo partecipare” e presenterà con Paolo Cagnoli, lungo tutto lo svolgimento della Scuola, le tecniche comunicative utili a rendere efficace il dialogo fra i partecipanti. Contribuiranno a facilitare le discussioni Paolo Galletti (Ass. ECO) e Lorenzo Frattini (Presidente di Legambiente Emilia Romagna), che insieme inaugureranno i lavori della Scuola.
Il primo dei sei incontri in programma, organizzati con il patrocinio della Provincia di Bologna, si terrà Mercoledì 28 Aprile; i successivi cinque ogni Venerdì a partire dal 7 Aprile fino al 4 Giugno. L’incontro finale, che avrà luogo presso la Sala Zodiaco della Provincia, sarà un seminario pubblico di pianificazione partecipata in cui gli allievi della Scuola incontreranno la cittadinanza per mettere in pratica quanto appreso nelle precedenti lezioni.
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