Archivio per 'Dibattiti (cultura e politica)' Categoria
4-11-18-25.11.10 - Conoscere la Costituzione - Cesenatico (FC)
Lettura guidata con dibattito a cura di Claudio Cardelli, docente di filosofia
ore 20.30
in via Milano 48/D presso la sede del Circolo Cesenatico Centro
1 commentoRiceviamo e pubblichiamo: Le idee della Lega sono peggio che ingiuste, sono sbagliate.
Le idee della Lega sono peggio che ingiuste, sono sbagliate.
Ci allontanano dalla soluzione dei problemi.
Compreso quello della sicurezza, che è uno dei fondamenti dell’ideologia leghista.
Il federalismo, la padania, tutto quello che volete ma , ridotta all’essenza la Lega senza immigrazione, senza la paura che genera, senza un problema irrisolto di integrazione sarebbe condannata all’irrilevanza.
Questo i capi della lega lo sanno. E’ più facile suscitare la diffidenza, l’odio per lo straniero che promuovere il rispetto reciproco.
L’incomprensione, la xenofobia causati dal disagio, dalla povertà, dall’incultura possono essere comprese.
La paura fomentata per motivi ideologici no, non ha giustificazione.
La paura può diventare un orrendo marchingegno politico.
La Lega agisce con lo scopo di dividere.
Guido Tampieri - pubblicato su “Sette sere” - settimanale della provincia di Ravenna.
3 commentiSeminari 2010-2011 - Istituto Regionale Alcide De Gasperi - Bologna
LE RELAZIONI DI POTERE NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA
Dalla potenza del tiranno al potere sociale
Una iniziativa di formazione, pensata per un pubblico di ragazzi e ragazze (ma sono benvenuti anche gli adulti!): 10 incontri seminariali dedicati alle relazioni di potere in diversi luoghi e momenti della nostra esperienza (la vita spirituale e la comunità ecclesiale, il lavoro, la scuola, la città e le imprese, i partiti e la partecipazione politica, la vita della mente, ecc.). Di seguito il programma dei seminari, che si svolgeranno di norma presso la sede dell’Istituto, a Bologna Via San Felice 103, dal 3 novembre 2010 all’1 aprile, nella giornata di mercoledì.
Nessun commentoComunicazione e cultura
“Comunicazione e cultura”……è un incarico impegnativo ma ho accettato e quindi ci proverò.
Lo farò con spirito critico e creativo
Lo farò avendo ben presente una massima del filosofo Bertrand Russel che ho letto in questi giorni sul mio quotidiano “se non sei socialista a 20 anni vuol dire che non hai cuore, se non sei conservatore a 50 vuol dire che non hai cervello”. Essendo andato ben oltre i 50 ritengo doveroso anche abbinare cuore e cervello.
Al partito che ho sempre sognato ed alla cui fondazione ho partecipato con entusiasmo, ai democratici che con me hanno condiviso questo impegno vorrei dare qualcosa. Vorrei offrire il mio mattoncino per la grande costruzione comune.
Come ho detto ci proverò e cercherò di farlo partendo da quella che, secondo me, è una premessa fondamentale: bisogna mettere i Circoli ed i Valori al centro.
Bisogna farlo per superare l’autoreferenzialità attuale del partito, di una struttura chiusa su sé stessa, sulle sue lontane e numerose Fondazioni, sulle apparizioni televisive, sulle sterili e ripetitive polemiche.
Il partito è infatti chiuso su sé stesso a Roma ( e dintorni…) con le Fondazioni, correnti, giornali: in sintesi con le provenienze e con gli interessi personali e/o di gruppo.
A Reggio non è molto diverso.
Abbiamo recentemente assistito ad altre esemplari manifestazioni di chiusura nelle recenti elezioni (con tutti gli eletti schierati da una parte) e nelle conseguenti assemblee, dove si sono susseguiti interventi di amministratori o incaricati, ricchi di lodi, ringraziamenti e commozioni…. ma assolutamente privi di proposte.
Assurdo per un partito “democratico”, cioè di popolo, e “nuovo”, cioè da strutturare con contenuti aggiornati, se non addirittura originali, e condivisi.
Con un partito così rappresentato era ovvio che i Circoli fossero considerati (come sono stati e sono ancora considerati) come dei comitati elettorali, sedi di riferimento per gruppi corporativi di “basso potere” e quasi sempre chiusi e/o inattivi.
Risulta perciò impudente ed ipocrita il lamento continuo di “mancanza di identità e contatto col territorio” e l’affermazione costante di “necessità di mettersi in ascolto” e di “fare sintesi”.
Ma quale contatto se i Circoli non vivono, quale sintesi se nei Circoli non si parla, quale progetto o identità se non si propongono e non si fissano, condividendoli, “i fondamentali” di un sogno comune, di un nuovo grande partito?
I motori per una identità vera e chiara li possiamo e dobbiamo avviare noi cittadini convinti della nostra Carta fondamentale (la nostra Costituzione) e del nostro Stato repubblicano, noi cittadini democratici appassionati di politica vera ed alta, ricca di comunità e socialità e perciò fondatori di questo partito nuovo.
Mettiamo allora i Circoli al centro sviluppando :
a) un “progetto riorganizzativo”, che porti la struttura direttiva (provinciale e comunale) del partito sul territorio, distribuita nelle stesse sedi dei Circoli ;
b) un “progetto di intercircolarità”, che realizzi la messa in rete di tutti i Circoli per farli comunicare fra loro e con le strutture direttive del Partito e per dare la possibilità ad iscritti ed elettori di esprimere valutazioni e/o decisioni sulle questioni più importanti e coinvolgenti.
Mettiamo i Valori al centro nelle attività dei Circoli individuandone i più importanti ed adottandone uno per Circolo su cui accentrare attenzione, risorse, studio e dibattito al fine di “produrre” proposte innovative.
Facciamo diventare i nostri Circoli tante moderne fabbriche per la conservazione e sviluppo dei valori comunitari.
Con queste finalità
a) al nostro Circolo propongo l’approfondimento e rielaborazione del valore lavoro, il primo e
più significativo di tutti i nostri valori costituzionali e quindi fondamentale per l’identità
soggettiva e sociale;
b) alla nostra città ed alla sua storia, simbolicamente rappresentata nella “sala del tricolore”, propongo una giornata di approfondimento di questo basilare valore costituzionale da abbinare ai festeggiamenti della “giornata del tricolore”, da arricchire gradualmente per rinverdire antichi meriti e caratterizzare la nostra comunità per la cultura democratica oltre che per l’educazione scolastica.
Coinvolgiamo attorno al lavoro l’intera città, per ridare importanza alla sua storia.
Reggio Emilia infatti ha già espresso, col suo dinamismo politico, economico e sociale, profondi valori nel campo del lavoro in tutte le sue espressioni ed ha tutti i requisiti per essere sede di un grande confronto di esperienze, idee e proposte che aiutino il cammino delle nuove generazioni.
Si può cominciare con semplici incontri, conferenze e dibattiti ma bisogna coerentemente mirare ad un obiettivo alto, all’organizzazione di un Festival del Lavoro a Reggio Emilia.
Agli altri Circoli suggerisco di fare altrettanto, adottando simbolicamente altri valori, altrettanto importanti, ma sempre con l’obiettivo di fondo di favorire la produzione di proposte concrete e possibilmente innovative.
Così si ridurranno i costi ed i Circoli vivranno.
Si evidenzieranno le esigenze reali del territorio e si produrranno idee e…. sogni.
Nei Circoli si potranno sviluppare e sintetizzare progetti, si potrà creare reale identità.
Reggio Emilia - agosto 2010 Angiolino Di Pietro
2 commenti21.05.10 - Don Gallo a Forlì
Così in terra, come in cielo
venerdì 21 maggio 2010 - ore 21.00
Salone Comunale (Piazza Saffi, 8 - Forlì)
Presentazione del libro di Don Andrea Gallo
con interventi di Don Andrea Gallo, Roberto Balzani e Carlo Sarpieri
PD: mettiamo al centro il dibattito sui temi, basta lacerazioni
L’imminente congresso provinciale del Partito Democratico mi spinge a fare alcune considerazioni in merito al percorso che si sta avviando. I recenti risultati elettorali e le scottanti vicende che interessano il governo del Paese impongono a tutti noi un radicale cambio di passo, un modo nuovo di approcciarci alla politica e al modo di intendere il partito. Di fatto la naturale conseguenza del recente congresso nazionale del PD.Le elezioni regionali a Piacenza ci hanno infatti consegnato un quadro del tutto nuovo, con un risultato che ha premiato prima di tutto la spinta innovatrice del candidato Marco Carini e di conseguenza del Partito Democratico intero, gratificato con la migliore crescita percentuale della regione. Ecco allora che, per affrontare le nuove sfide che si presenteranno a breve, serve ripartire da qui. Nessun regolamento di conti, nessuna lotta intestina, nessun ulteriore litigio sarà ancora tollerabile agli occhi dei tanti democratici che hanno creduto in questo processo di rinnovamento. Legittimo dunque rivendicare temi, fare proposte e magari cercare di dare risposte ai bisogni della gente. In modo concreto, come deve essere nel dna del Partito Democratico, il partito che si candida fin da ora a guidare il Paese nelle prossime elezioni politiche. Facciamo fare un salto di qualità al dibattito, non facciamo leva su rendite di posizione, non richiamiamo le vecchie appartenenze (io non ho mai avuto la tessera di DS e Margherita, la cosa mi farebbe sentire un corpo estraneo), continuiamo ad essere orgogliosamente convinti di avere in testa un progetto nuovo di società. Parliamo di lavoro, parliamo di contratto unico a tempo indeterminato, parliamo di flex security, della proposta Ichino o di quella Boeri. Parliamo di green economy, del no al nucleare e magari di come riconvertire alcune nostre importanti aziende metalmeccaniche in crisi verso questo nuovo settore in forte espansione. Parliamo di accesso al credito per le piccole imprese e per gli artigiani, parliamo delle infrastrutture che servono al territorio, parliamo di sport e di senso civico, recuperiamo il senso di etica morale offuscato da un modello di società tesa alla prevaricazione ed agli eccessi. Parliamo di un partito efficiente e non ingessato, con organismi snelli e in grado di decidere velocemente, con un esecutivo omogeneo rispetto al livello regionale, per recepire o incidere tempestivamente nella formazione delle politiche locali. Diamo reale valore e centralità al grande popolo degli iscritti, diffondiamo tra i tesserati i resoconti delle riunioni della direzione provinciale. Insomma, facciamo in modo che il confronto sia sul merito e non sulle appartenenze, o peggio ancora sulle categorie. Facciamo in modo che questo congresso provinciale sia innanzitutto un grande momento di elaborazione, una sorta di tesi universitaria, dove ognuno di noi gioca un ruolo, ma tutti si rema in una direzione, quella della laurea. Chi ha meriti e competenze non teme il confronto sui temi, così come non teme confronti chi adotta metodi nuovi e trasparenti nei processi decisionali. Chi cerca alleanze tattiche invece sì. Io sto dalla parte dell’innovazione, sempre.
Cristian Torri
direzione regionale PD Emilia Romagna
Riceviamo e pubblichiamo: Figure di un’Italia civile
CIRCOLO ACLI “LAMBERTO VALLI” RAVALDINO-CITTÀ E CIRCOLO ACLI “CITTADINO”
FIGURE DI UN’ITALIA CIVILE
Sabato 24 aprile ore 17.30 - Saletta Ragazzini - Via Campo di Marte 166
MASSIMO CACCIARI: un pensatore fra terra e cielo
interviene DON SERGIO SALA
26.03.10 - Emilia-Romagna Regione d’Europa
venerdì 26 marzo
ore 18-19,30 › Saloncino Hotel della Città et De La Ville
corso della Repubblica 117, Forlì
Emilia Romagna Regione d’Europa
Nessun commento
IL TEMPO DELLE RELAZIONI PERICOLOSE TRA POLITICI E IMPRESE
Vi segnaliamo questo articolo di Decio Coviello e Stefano Gagliarducci pubblicato su www.lavoce.info
Gli appalti pubblici sono vulnerabili alla corruzione. Ma come si sviluppano quelle relazioni preferenziali tra politici e imprese che possono esserne l’anticamera? Nelle amministrazioni locali un fattore decisivo è il numero dei mandati ricoperti da un sindaco. Se viene rieletto per una seconda volta si verifica una sistematica riduzione nel numero di partecipanti alle aste, a cui corrisponde un maggior costo per la realizzazione dell’opera e un maggior aggravio per le finanze pubbliche.
L’intreccio tra appalti pubblici e corruzione, descritto nelle cronache nazionali degli ultimi mesi, ha riacceso il dibattito sulla vulnerabilità di questi contratti nel nostro paese. È emerso uno scambio di favori monetari, e non, tra committenti (politici e amministratori) e imprese. Già in passato, diversi studi avevano messo in luce la diffusa commistione pubblico-privato nel settore degli appalti. (1) Poco, però, si è detto sul modo in cui si sviluppano le relazioni preferenziali fra politica e imprese che favoriscono gli scambi di favori. (2)