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Archivio per 'Dibattiti (cultura e politica)' Categoria

riceviamo e pubblichiamo: Lettera del mondo della scuola a Roberto Balzani

Caro Prof…, c’è posta per Lei…

Donne e uomini di scuola scrivono al candidato sindaco Roberto Balzani

Oltre settanta operatori della scuola forlivese (dagli asili nido agli istituti superiori) hanno preso carta e penna e si sono rivolti direttamente al candidato-sindaco per il centro-sinistra Roberto Balzani, con una lettera dai toni garbati ma appassionati, in cui si richiamano la delicatezza e la difficoltà del “mestiere di insegnare”, oggi, e si chiede al futuro sindaco di farsi garante di un patto di fiducia tra la città e il mondo dell’educazione.

C’è disagio nella scuola, non solo per le mancate riforme (o le riforme non condivise e calate dall’alto, come gli ultimi discutibili provvedimenti del duo Tremonti-Gelmini), ma anche per le nuove sfide dovute ai cambiamenti sociali, alle incertezze per il futuro, all’emergere di nuovi “maestri” (Tv, Internet, sms, Facebook, ecc.) che mettono a dura prova il rapporto tra chi insegna e chi apprende. Come sarà (o ci sarà ancora) la scuola tra 5 anni, si chiedono gli estensori del documento, e come può una comunità (di cui il Sindaco è il “portavoce”) stare vicino alle sue scuole, ai suoi insegnanti, dare il senso di un ruolo importante e indispensabile.

Il Comune non gestisce la scuola, anche se ha un ruolo diretto per nidi, scuole dell’infanzia, servizi di supporto, ma può fare molto per garantire la qualità degli ambienti scolastici (l’edilizia, la sicurezza, le strutture), per favorire un rapporto più stretto con il territorio e le sue ricchezze, per stimolare l’innovazione e la qualità, senza dimenticare i doveri dell’accoglienza e della solidarietà.

Ecco perché gli autorevoli estensori della “lettera aperta” (dirigenti, insegnanti, educatori, personale ausiliario) l’hanno intitolata “le chiavi della città”: l’educazione (un buona istruzione) è la porta di accesso indispensabile alla cittadinanza, alla convivenza civile, all’uso consapevole della libertà e della responsabilità, alla costruzione di un futuro migliore per ciascuno e per tutti (“il bene comune”). Al futuro sindaco spettano “le chiavi della città”, ma l’impegno è di condividerle, di farne un buon uso, di prepararsi ad affidarle alle nuove generazioni.

Temi assai cari al prof. Balzani, alle sue radici etico-politiche, allo stile con cui si è presentato alla città. Il mondo della scuola percepisce questa “comunanza” di intenti, ma vorrebbe qualche segnale più esplicito, qualche impegno più preciso. Gli insegnanti si aspettano una replica del “professore”, che ha già fatto sapere che risponderà. A partire dalla convention sull’educazione prevista per la serata del 20 maggio, presso il Salone comunale, dove al centro sarà proprio il tema della nuova scuola a Forlì, 2009-2014: “La scuola è il futuro”.

Il testo integrale della lettera, l’elenco dei firmatari, la possibilità di sottoscriverla, il dibattito che ne scaturisce è rintracciabile sul sito del candidato (www.balzanisindaco.it).

Il Comitato promotore
Lettera “Le chiavi della città”
Forlì, C.so Mazzini 20 – 0543-806321

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Il Federalismo nel c orso della Storia da Immanuel Kant ad Altiero Spinelli

Le Aree Territoriali “Cultura Politica”, “Enti Locali – Area Vasta Romagna” e “Europa Relazioni Internazionali”

Mercoledì 25 Febbraio 2009 alle ore 21 - Presso la Sala Centro Studi Hotel della Città (C.so della Repubblica 117 – Forlì)

Invitano alla Conferenza-Dibattito su:

Il Federalismo nel corso della Storia da Immanuel Kant ad Altiero Spinelli

Intervengono

Roberto Balzani (Docente Universitario-Candidato a Sindaco del PD Comune di Forlì)

Pietro Caruso (Giornalista, Saggista e Presidente della Sez. di Forlì del MFE “Nazario Sauro Bargossi”)

Lamberto Zanetti (Coordinatore Area Territoriale del PD Forlivese “Europa Relazioni Internazionali”)

Presiede

Alessandro Castagnoli (Segretario Territoriale PD Forlivese)

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Alcune riflessioni sul “caso” Englaro

Sentiamo una forte preoccupazione per i modi in cui si è svolto e si sta sviluppando nel nostro Paese il dibattito su questioni di carattere etico, in particolare sulla vicenda di Eluana e Giuseppe Englaro. Ora che, dopo 17 anni, Eluana Englaro se ne è andata, ci sentiamo vicini a suo padre, riconoscendoci completamente nelle parole del Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano: “Questo momento di dolore e turbamento nazionale può divenire anche un momento di sensibile e consapevole riflessione comune”.

Non siamo interessati a contrapposizioni gratuite, né a sterili polemiche. Siamo però convinti che nessuna convinzione religiosa possa mai mettere in discussione il principio della libertà di ciascuno e ciascuna di decidere sulla propria esistenza e sul proprio corpo, nel rispetto dei diritti altrui e nei limiti fissati dalla legislazione.

Non vogliamo giudicare nessuno per le proprie opinioni o certezze, ma pensiamo che cercare di imporre le proprie convinzioni personali come regola per tutti, sia il tratto distintivo di ogni forma di integralismo. E questo è pericoloso per qualsiasi società libera.

Per queste ragioni, non riusciamo a comprendere in nessun modo l’accanimento nei confronti di Giuseppe e Eluana Englaro, le polemiche, le accuse, i giudizi sprezzanti scagliati in questi giorni anche da importanti vertici del Governo e esponenti del Parlamento, in modo per noi inaccettabile. Ci chiediamo che cosa abbia mai fatto un padre che ha
cercato unicamente di rispettare la volontà espressa della propria figlia in una situazione dolorosa e estrema, accettando peraltro di sottoporsi alla Legge e alle sue prescrizioni.

Il diritto all’autodeterminazione deve essere rispettato.

Il rispetto della volontà di Eluana non è eutanasia, ma è piuttosto una garanzia di libertà per tutti e tutte.

Per questo motivo, alla Chiesa Cattolica chiediamo di rispettare la laicità dello Stato, e di attenersi al principio di pietà, comprensione e solidarietà umana nei confronti del dolore, della sofferenza degli altri. È il momento di parlare a tutta la società, o perlomeno di ascoltarla, astenendosi da interventi o giudizi laceranti. Un richiamo alla moderazione, al raccoglimento, alla riflessione, persino al silenzio sarebbe preferibile alle affermazioni improvvide che in queste ore, anche qui a Forlì, siamo stati costretti a sentire e che, come cittadini di questo Paese, ci sentiamo in dovere di non subire, di contestare e respingere.

Alla politica chiediamo solo una cosa: promuovere una legislazione sul testamento biologico rispettosa del pluralismo e della libertà di opinione. Basta con l’ipocrisia.

Ai cittadini chiediamo di vigilare sulla Costituzione e di manifestare fermo dissenso e protesta contro qualsiasi intromissione di carattere confessionale e contro qualsiasi tentativo di manomettere o svuotare la nostra Carta fondamentale.

Per tutti noi cittadini, lo Stato è una casa comune, che deve consentire l’esercizio di opinioni e orientamenti etici differenti, ma che deve garantire il rispetto del diritto di ogni essere umano alla scelta libera e volontaria, proteggendolo da qualsiasi intrusione, imposizione, condizionamento.

Michele Drudi (ARCI Forlì), Thomas Casadei (Istituto Gramsci)

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Aperitivi con Charles Darwin

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Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica -  Darwin Day 2009

Aperitivi con Charles Darwin: incontri con l’evoluzione quotidiana

Il 2009 è un anno singolare per il darwinismo e la teoria dell’evoluzione biologica, il presupposto di fondo di tutte le scienze della vita. Ricorrono infatti 200 anni dalla nascita di Charles Darwin e 150 anni dalla pubblicazione de “L’origine delle specie”, il testo che sancisce l’avvento della moderna visione evoluzionistica, uno dei paradigmi che più hanno influenzato la trasformazione delle discipline scientifiche, della cultura e del pensiero contemporaneo.

Dedicare pertanto la Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica a Charles Darwin e alla sua Teoria, è parso particolarmente opportuno con l’obiettivo di fornire un’ occasione per riflettere sull’importanza dell’Evoluzione e dei suoi attuali rapporti con la filosofia, con l’etica, con la storia, con la tecnologia, con le forme dell’espressione artistica.

I due Licei di Forlì propongono a studenti e cittadini un percorso di approfondimento e discussione su questi temi che, a partire dall’anniversario della nascita del grande naturalista inglese, il 12 febbraio, si svilupperà per cinque pomeriggi: gli Aperitivi con Charles Darwin.

Giovedì 12 febbraio 2009, ore 18.00: evoluzione e Filosofia

Rocco Ronchi
(Università dell’Aquila e “Bocconi” di Milano)

Giovedì 19 febbraio 2009, ore 18.00: evoluzione tra Arte e Spettacolo

Performance e installazioni degli studenti

Giovedì 26 febbraio 2009, ore 18.00: evoluzione e Storia

Roberto Balzani (Università di Bologna)

Giovedì 5 marzo 2009, ore 18.00: evoluzione tra Biotecnologie e Bioetica

Silvia Camporesi (European School of Molecular Medicine e Università Statale di Milano)

Giovedì 12 marzo 2009, ore 18.00: evoluzione e Tecnologia

Stefano Moriggi (Università Statale di Milano)

Dalle ore 20 Evolution Music, Aperitivo e musica di Diagonal Loft Club

Gli incontri si svolgono al Diagonal Loft Club (Viale Salinatore 101 Forlì).

Supportano l’iniziativa:

Centro Didattico Romagnolo – viale Bolognesi 181 – via Monteverdi 37 Forlì

Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì

Azienda Unità Sanitaria Locale di Forlì

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Riceviamo e pubblichiamo: Élites, classi dirigenti e rappresentanza nell’Italia repubblicana

La fondazione Lelio e Lisli Basso Issoco organizza:

“Vivere la democrazia, costruire la sfera pubblica”

Una scuola per la buona politica

Primo incontro

Élites, classi dirigenti e rappresentanza nell’Italia repubblicana

(giovedì 22 gennaio, ore 14,30 -19)

Biblioteca della Camera dei Deputati

Via del Seminario, 76

La consapevolezza che nei primi anni ’90 si sia verificata una cesura nel sistema politico italiano è ampiamente diffusa, come dimostra l’uso del termine di Seconda Repubblica per segnalare la svolta intervenuta con Tangentopoli. Da che cosa derivano però l’insoddisfazione che proviamo oggi per questa stessa definizione e l’impressione che il mutamento abbia riguardato in questi anni sfere ben più ampie – di tipo sociale, culturale, generazionale – di quelle toccate dalle riforme politico-istituzionali? Un segnale importante di questa difficoltà a collocare i problemi che oggi affliggono la nostra democrazia in un percorso storico, in un quadro di insieme nazionale è l’assenza di sintesi storiche per l’ultimo ventennio.  Furono invece numerose le “storie dell’Italia repubblicana” fino ai primi anni ‘90, tutte imperniate sul ruolo storico e costituzionale svolto (anche se in maniera sempre meno limpida) dai partiti e dai sindacati nel garantire la circolazione della domanda politica, il rinnovarsi generazionale nelle élites dirigenti, la comunicazione culturale, la trasmissione storica.

Evidentemente sono tuttora aperti interrogativi importanti per le sorti della Repubblica che impediscono un quadro di sintesi, e su di essi intendiamo soffermarci. Dove si collocano gli snodi di un possibile rinnovamento democratico: a livello locale? in movimenti single issued? Attraverso un sistema di reti che sostituisca le contrapposizioni base-vertice? Come e dove si seleziona la classe dirigente? Come garantire l’accesso alla competizione in un sistema liberale e democratico funzionante? Come garantire però, allo stesso tempo, i diritti essenziali inscritti nella Costituzione per tutti i cittadini, come la scuola, la salute, la libertà d’impresa e di movimento, in territori bloccati da organizzazioni criminali? Come impedire che prevalgano forze centrifughe, in senso municipalistico e corporativo?

Relazioni:

Giuliano Amato, Mariuccia Salvati, Carlo Carboni

Discussione

Coordina: Chiara Giorgi


Gli incontri della “Scuola per la buona politica” sono riservati agli iscritti

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Riceviamo e pubblichiamo: la democrazia come educazione permanente

Vi invitiamo all’appuntamento del Comitato Passato-Presente, nell’ambito dell’iniziativa “Quando la libertà è altrove”,

il 19 gennaio 2009, ore 18.00 presso il Circolo dei Lettori

La democrazia come educazione permanente
Ada e Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, Gaetano Salvemini tra politica, cultura e pedagogia nel Novecento italiano

Qui il programma

FONDAZIONE ISTITUTO PIEMONTESE ANTONIO GRAMSCI
Via Vanchiglia, 3
10124 Torino
Tel. 011 83 95 402  fax 011 83 95 403
e-mail segreteria@gramscitorino.it
www.gramscitorino.it

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Come e dove votare il 14 dicembre

Per votare alle primarie serve: la tessera elettorale, dove è indicato il numero della sezione elettorale comunale, un documento di identità e 2 Euro (per le spese organizzative).

Lista dei seggi in cui votare in occasione delle primarie del Partito Democratico il 14 dicembre prossimo (si voterà dalle 8 alle 20):

(Nella tabella che segue trovi la corrispondente fra il seggio per le primarie dove puoi votare e il numero del seggio della sezione elettorale comunale.)

Circoscrizione n. 1
1 Centro Storico: Circolo Arci Asioli - Corso Garibaldi 280; 38 -40 -41 -42 -43 -78 -79
2 Hotel della Città: Sala Garzanti - Corso della Repubblica 117; 1 -2 -3 -4 -80 -88 -89

Circoscrizione n. 2
3 Romiti: Sede quartiere Romiti - Via Sapinia 40; 67 - 68 - 69 - 81
4 Villagrappa: Circolo Acli Via Del Braldo 24 (dalle 8 alle13) Circolo PD Pescaccia Via Ossi, 36 (dalle13 alle 20); 73 - 74
5 Cava: Sede Circoscrizione - Via Sillaro 42; 70 - 71 - 72 - 75 - 76 - 77

Circoscrizione n. 3
6 Foro Boario: Coop. Cult. A. Dell’Amore - Piazz.le Foro Boario; 5- 82-90-91-102-104
7 Ospedaletto: Circolo Taverna Verde - Via Somalia 2; 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97
8 Roncadello: Circolo Acli - Largo Roccatella 7; 83 - 84 - 87 - 98 - 99
9 Villafranca: Polisportivo A. Giulianini - Via XIII Novembre 81; 85 - 86

Circoscrizione n. 4
10 Villa Rotta: Circolo Arci - Via Brasini 15; 6 - 7
11 Pievequinta: Sede Quartiere - Via Armellino 33; 9
12 S. Leonardo: Bar Caffettone Brillo - Via del Bosco; 8
13 Ronco: Sede Quartiere - Via Baldraccani 52; 12 - 13 -14 - 15 - 16 - 17
14 Bussecchio: Sede Quartiere - Via Fontanelle 8; 23 - 25 - 26 - 44
15 Musicisti: Sede PD - Via Dragoni 59; 10 - 11 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22
16 Spazzoli: Centro Anziani - Via Porzio 6; 24 -27 -28 -29 -30 -31 -32 -37 -39

Circoscrizione n. 5
17 Resistenza: Centro Donna - Via Tina Gori 58; 33 - 34 - 36 - 54 - 55 - 58
18 San Martino in Strada: Palestra “L.Marabini” -V.le Appennino; 45 -46 -47 -64 -65 -103
19 Carpena: Sede Quartiere c/o Area verde - Via Magnani; 100 - 101
20 Ca’ Ossi: Sede Circoscrizione - Via E.Curiel 51; 48- 49- 50- 51- 52- 53- 56- 57- 60
21 Vecchiazzano: Sede Quartiere Polisportivo - Via Pigafetta 19; 61 - 62 - 63
22 San Lorenzo: Sede Quartiere - Via Bachelet 2; 66

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Riceviamo e pubblichiamo: codice etico e massoneria

invito convegno massoneriaAl rapporto tra Massoneria e PD è dedicata la disposizione del § 3, punto 1 del Codice Etico, per la quale gli appartenenti al partito si “impegnano” a non iscriversi o “ non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni”.  Le associazioni oggetto di divieto sono individuate secondo caratteristiche ostative, elencate in via alternativa ( “o”, “ovvero”). Non pare dubbio, pertanto che, quanto meno, il carattere “riservato”, ovvero la previsione del “mutuo sostegno” che può alterare la par condicio, o deviare il corso della imparzialità, pongono anche la Massoneria tra le associazioni per le quali vale il divieto di doppia appartenenza.

Il Codice Etico tratta questo impegno come obbligo meramente morale, in quanto non fa derivare alcuna conseguenza sanzionatoria dalla sua inottemperanza.

Cionondimeno, il divieto morale è pur sempre indicativo di un disvalore rispetto ai principi etici ai quali deve ispirarsi la condotta di chi aderisce al PD.

Se da un lato non posso che rallegrarmi della volontà della Massoneria di apparire e mostrarsi come tale e non sotto simulate spoglie di associazioni culturali, storiche, volontaristiche e di aprirsi quindi alla vera vita sociale ed istituzionale, di talché apprezzo l’iniziativa con la quale il Collegio Circoscrizionale dei MM. VV. dell’Emilia Romagna del Grande Oriente d’Italia ha organizzato per sabato 6 dicembre 2008, nella aula Prodi del complesso di S. Giovanni in Monte in Bologna, un convegno sul tema “La Costituzione della Repubblica italiana  e la dichiarazione universale dei diritti umani: 1948-2008 – Attualità e prospettive”, d’altro lato apprendo con sorpresa e preoccupazione che questo convegno vede il patrocinio della Provincia di Bologna e della Regione Emilia Romagna- Assemblea Legislativa.

Il fatto è di estrema gravità.

Al disvalore del Codice Etico si contrappone, in maniera clamorosamente stridente, il riconoscimento morale e culturale sotteso al patrocinio che soggetti aderenti al PD hanno voluto concedere alla Massoneria.

Comportamenti come questi non sono di aiuto ad una coerente crescita del partito, servono solo ad annacquare idee e principi, a spostare i confini ed a confondere i valori che sono stati posti a fondamento del PD.

Non si tratta di una presa di posizione individuale o di alcune persone, ma l’espressione unitaria di organi di formazione politica, che a questo fine si sono determinati per la intenzionale condotta dei soggetti che li compongono.

Il messaggio propagandistico, pubblicitario e di accredito che consegue al patrocinio, costituisce patente violazione di un impegno al quale quegli aderenti al PD sono tenuti come singoli e soprattutto come componenti di un ente territoriale di cui, in quanto maggioranza politica, formano ed esprimono la volontà.

Alla concessione del patrocinio è seguito l’invito a partecipare all’evento, inoltrato dalla Massoneria alle autorità e personalità della regione, sulla base di un indirizzario -verosimilmente- messole a disposizione da uno degli enti patrocinanti.

Allego copia dell’invito (per me inquietante) che, per l’appunto si fregia del patrocinio concesso da Provincia e Regione.

Aspetto di vedere se e quali iniziative saranno prese dal partito.

Fausto Baldi

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Piero Calamandrei sulla la scuola nazionale

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, Che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale, però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata.

Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.

L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto, rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà.

Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

Piero Calamandrei, discorso al III° Congresso in difesa della Scuola nazionale (Adsn), Roma l’11 febbraio 1950

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Culture politiche che si confrontano

Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna
Venerdì 3 ottobre 2008 - ore 17.30
Sala Conferenze - I Portici Hotel Bologna, Via dell’Indipendenza, 69

Culture politiche che si confrontano. DIalogo sul Partito Democratico
introduce Walter Vitali

Domenico Cella (Istituto De Gasperi), Mario Chiaro (Istituto De Gasperi), Mario Del Pero (Istituto Gramsci), Michele La Rosa (Istituto De Gasperi), Giuseppina Muzzarelli (Istituto Gramsci)

ne discutono con Salvatore Caronna e Goffredo Bettini

All’incontro partecipano:
Walter Vitali, parlamentare del PD
Domenico Cella, Presidente dell’Istituto De Gasperi
Mario Chiaro, giornalista del Centro Editoriale Dehoniano di Bologna
Mario Del Pero, docente di Storia americana dell’Università di Bologna, del CdA dell’Istituto Gramsci
Michele La Rosa, docente di Sociologia del lavoro dell’Università di Bologna
Giuseppina Muzzarelli, docente di Storia medievale dell’Università di Bologna, del CdA dell’Istituto Gramsci
Salvatore Caronna, Segretario regionale del PD
Goffredo Bettini, Coordinatore nazionale dell’iniziativa politica del PD

La discussione si prefigge di affrontare tra gli altri i seguenti temi: la democrazia politica,
la questione cattolica, i modelli di partecipazione, il lavoro, la formazione e la scuola

Per informazioni:
Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna tel. 051231377 – 051227971 email eventi@iger.org
Istituto regionale “Alcide De Gasperi” tel. 3403346926 email istituto@istitutodegasperibologna.it

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