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Walter Veltroni al Mei di Faenza
Cari Amici desidero condividere con voi questa bella lettera di Walter Veltroni di auguri al Mei 2007. Colgo l’occasione per invitarvi naturalmente , il 23 novembre ala Teatro Masini faremo anteprima Mei con Premio Italiano Musica Indipendente (Mario Biondi, Eugenio Bennato, Massimo Bubola, Nada e tanti altri). Siete invitati se volete fare una mailing list e farmela avere con accesso gratuito. Grazie e a presto,
Giordano Sangiorgi
(Già referente Lista Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro - Faenza)
“Caro Giordano,
ti scrivo in occasione della nuova edizione del MEI, che in poco più di dieci anni è diventato un appuntamento fisso per sapere cosa c’è di nuovo sulla scena musicale italiana.
La cultura è un fattore strategico per la crescita del nostro Paese e la musica popolare è a pieno titolo parte della cultura nazionale. Tutta la musica lo è, anche quella che non va quasi mai in televisione. Il vostro meeting è per me ancora più significativo perché so che al MEI si può incontrare la realtà delle etichette indipendenti, uno dei primi scenari apertosi alle nuove generazioni. Durante questi mesi la candidatura a segretario del Pd mi ha portato a girare tutta l’Italia e in ogni città c’erano manifesti e locandine di concerti dei gruppi più disparati, in gran parte fatti da giovani. Ragazzi che cominciano a suonare nelle cantine ma che poi hanno più opportunità di una volta. Grazie a internet, che porta nel mondo alla portata di tutti qualsiasi contenuto lungo percorsi inconoscibili, fatti da 1.000 rivoli, non ci sono più solo i messaggi in bottiglia, le audizioni attese per giorni con i produttori. Oggi i ragazzi possono farcela, con un semplice computer possono trovare la strada più facile verso un palco e una platea attenta.
Quando nel 2003 avete voluto premiarmi ho mandato un video-messaggio e prima di farlo ci siamo fatti raccontare cosa succedeva a Faenza.
Mi hanno descritto la scena di una serie di giornate con migliaia di persone, espositori, artisti impegnati nei live, videomaker, scrittori, produttori. Così ho avuto l’idea di una grande e divertente confusione, ma scritto con il trattino: con-fusione dove si possono vedere i gruppi più disparati conversare con i loro ascoltatori e con quelli di altri gruppi, presentare i propri dischi non solo ai critici, quasi dei giudici, ma al popolo di chi ama la musica e agli altri artisti. Per questo ritengo che incontri come il vostro, dove si trova un patchwork di esperienze diverse, sono fondamentali: siete una grande coperta multicolore per la ricca vita culturale italiana.
La politica spesso parla ma fatica ad ascoltare. Tralasciamo gli stimoli che arrivano da chi tutti i giorni si impegna nei settori più diversi della nostra società e della nostra economia, tra cui quello dell’industria musicale, che nella mia esperienza di ministro dei Beni Culturali è stata fondamentale. Apprezzo molto che Faenza sia un luogo dove non ci si limita a lamentarsi ma si riflette, indicandoci idee e strade nuove a supporto della creatività contemporanea. Dalla proposta di legge per la musica consegnata al Parlamento in questi giorni, ai suggerimenti per l’applicazione di sgravi fiscali alle produzioni discografiche indipendenti e ai giovani autori, come a coloro che fanno corsi di musica. Tutti contributi utili a difendere questo che è un mercato culturale, in cui è più che lecito sviluppare le proprie creazioni, i propri sogni.
Tra le etichette che hanno fatto la storia del XX° secolo una è stata La voce del padrone, quella del grammofono col cane di fronte. Con voi ascoltiamo ogni anno le voci e le note degli autori. Le loro storie, voci, suoni, ma anche le immagini e i volti. La musica che si ascolta oggi è molta di più di quella delle nostre generazioni, quantitativamente e culturalmente: 30 anni fa non avremmo mai ascoltato musica africana o se fosse esistito I-tunes mai avremmo messo nella stessa play-list Cesaria Evora, i nuovi gruppi rock italiani e la musica tradizionale, come la taranta. Tanti cantautori hanno insegnato a diverse generazioni di artisti una strada diversa, profonda per esprimersi facendosi comprendere da tutti, nelle forme più immediate e popolari. È così che la musica indipendente continua ad accompagnarci con note e parole sincere.
Tutti i miei auguri quindi per il successo dell’edizione 2007 del MEI.
Walter Veltroni“
Nessun commentoCultura Politica
Una delle più interessanti novità della campagna elettorale della lista “Ambiente, Innovazione, Lavoro” è stata senza dubbio la serie di concerti che, nati quasi per caso, e organizzati grazie al grande entusiasmo di Denio Derni, si sono rivelati un utile strumento sotto molteplici aspetti.
Ciò che intendo dire è che, al di là della riuscita degli eventi – sempre importante, comunque- si è assistito ad un rapporto nuovissimo tra un partito nascente e esponenti forlivesi della cultura: a livello locale abbiamo coinvolto realtà artistiche eterogenee, musicisti, attori, pittori, che non si conoscevano tra loro ma che hanno dato il loro contributo disinteressatamente per la causa del PD. Sarebbe già tanto ma ancora più importante è confrontare questa iniziativa, che già ci connota positivamente, con il modestissimo profilo culturale dei partiti tradizionali. Nell’ultimo decennio questi ultimi hanno completamente perso un rapporto con il mondo intellettuale delegandolo alle istituzioni e comunque non si sono mai segnalati per l’organizzazione di eventi così freschi, coinvolgenti, a costi irrisori, trascurando colpevolmente tutto un mondo pulsante di artisti che, invece , era ben lieto di farsi coinvolgere.
E’ stato buttato, forse anche casualmente, un seme che il nuovo PD, a mio avviso, ha l’obbligo di coltivare: è ora di aggiornare la polverosa figura dell’intellettuale organico al vecchio partito in qualche cosa che non so ben definire in questo momento, ma che non si dovrà discostare troppo dallo spirito col quale ci siamo adoperati. Non è questa in fondo un’importante innovazione sia del modo di fare politica, sia di fare cultura? Coinvolgendo artisti del territorio che solo la miopia delle istituzioni preposte continua sostanzialmente a snobbare (preferendo il comodo asservimento all’agenzia di turno per poi piangere miseria), non abbiamo forse gettato un bel sasso nello stagno? Cosa poteva fare di più una lista nata il mese prima? Molti hanno cominciato a capire e ci hanno premiato anche per merito di quelle iniziative.
Stefano Orioli (eletto alla Costituente regionale)
Nessun commentoLa musica è benessere, è qualità della vita, è socializzazione, è arte, è piacere
Iniziamo con questo una serie di dibattiti e proposte interne al nostro progetto. Speriamo possano riguardarvi, interessarvi, portarvi a intervenire e a proporre altre discussioni…
Parla Luca Medri (musicista e fondatore dei KhoraKhané, presidente di Cosascuola scuola di musica moderna a Forlì, direttore Artistico del Circolo “Madamadoré” di Forlì e Promotore di numerose iniziative musicali):
«Spesso, troppo spesso dimentichiamo le nostre radici e le nostre tradizioni. Succede con il cibo, con i mestieri, con gli usi e le consuetudini e succede con le arti, ma quando poi si passa dall’occasionalità alla ricorrenza occorre preoccuparsi perché il rischio è fare tabula rasa col passato e dimenticarsi chi siamo. Questa doverosa premessa, per ricordare a tutti che l’Italia è stata la patria della musica e del bel canto nel mondo, ed oggi si può a buon diritto definire come il fanalino di coda mondiale in merito a tutto ciò che concerne il “settore musicale”: scuole pubbliche, scuole private, qualità di servizi, promozione culturale, contributi, aggregazione giovanile ecc ecc!
Quindi, partiamo da una doppia considerazione, che è sempre importante ribadire. L’Italia è uno dei paesi europei, e quindi del mondo, con una considerevole tradizione musicale, ma è anche uno dei paesi a più alto tasso di analfabetismo musicale. La musica, pur essendo parte integrante della nostra storia e della nostra identità nazionale è infatti poco conosciuta e anche poco praticata.
L’esperienza di COSASCUOLA (scuola di musica moderna) in questi anni, ha evidenziato coi fatti (5 sedi territoriali con oltre 350 iscritti) che esiste una grande domanda nel settore musicale ma anche un grosso disagio sociale giovanile: non esistono spazi dedicati ai giovani per fare musica ed aggregazione, non esiste una legislazione locale e nazionale che tuteli la musica ed il fare musica, esistono solo doveri, come tra gli altri i limiti assurdi di tollerabilità acustico-ambientale che riducono a dei cimiteri interi quartieri dove la musica potrebbe essere il vero collante tra migranti e residenti, e più in generale tra i giovani, ma non esistono diritti per nessuno in ambito musicale, nemmeno per chi come me ed i miei collaboratori investe su un settore che ha grandi possibilità di portare benessere diffuso, qualità della vita, socializzazione ed aggregazione giovanile.
Per questo quando parlo di un “Diritto alla Musica” intendo un’esigenza di promozione, di formazione e di diffusione della cultura musicale in tutti i suoi aspetti: e parlo sia di capacità di ascolto e di fruizione, che della acquisizione delle varie capacità espressive. A Forlì inoltre va altresì operato un riequilibrio nell’uso delle risorse esistenti e future che tenga conto delle condizioni di precarietà in cui versa larga parte del settore musicale locale!
A livello Nazionale e dunque più in generale si pone altresì il problema di favorire nuove opportunità di lavoro qualificato, costruendo un quadro normativo che garantisca i diritti e le tutele dei musicisti. Vanno tenuti nella dovuta considerazione i profondi mutamenti introdotti dalle nuove tecnologie che stanno cambiando i processi produttivi, di archiviazione, di distribuzione e fruizione delle opere, creando nuove incognite ma anche gigantesche opportunità perché si allarghi lo spazio di accessibilità a tutte le musiche, così come di sperimentazione delle più varie forme creative.
Per tutte queste premesse ho deciso di “uscire fuori e portar voce”, e di mettermi a disposizione poiché intendo promuovere un’iniziativa perché il “Diritto alla Musica” si attui, a livello locale e a livello nazionale, anticipando alcuni punti per noi di Cosascuola, qualificanti di una legge che vogliamo contribuire a promuovere.
Deve essere messa in atto una politica degli spazi attenta ai territori e alle relative strutture. Deve essere realizzato un impianto culturale polivalente in ogni quartiere delle città, e in aree intercomunali.
Occorre portare la musica nelle scuole a partire da quelle dell’infanzia. Esistono esperienze positive sulle quali riflettere. Stipulare convenzioni con enti, associazioni, strutture che hanno già messo e che possono ancora di più mettere a disposizione volontà e capacità per realizzare ciò che ho sopra enunciato e che rappresentano obbiettivi da perseguire».
E’ con queste premesse che domenica 7 ottobre Luca Medri, candidato nella lista del nascente Partito Democratico nel Collegio di Bertinoro–Savignano – “Con Veltroni, Ambiente, Innovazione, Lavoro”, sarà a Roma all’Auditorium Parco della musica.
Un’intera giornata di incontri, confronti ed eventi che animeranno l’Auditorium di Roma per promuovere un’adeguata normativa. Una legge nazionale sulla musica manca nel nostro Paese da oltre 40 anni determinando un vuoto ormai da più parti sentito come intollerabile. Per contribuire al disegno e all’approvazione della nuova legge il Coordinamento Diritto alla Musica – formato da operatori, artisti e personalità del settore, che hanno trovato riferimento nella Commissione Consiliare Cultura del Comune di Roma – è stato elaborato un Manifesto in nove punti, nel quale si ripercorrono le aspettative del settore in materia di promozione, formazione scolastica e professionale, diffusione della cultura musicale in tutti i suoi aspetti, nonché dell’adeguato rispetto di quanti vi operano. Per il sostegno di queste esigenze, condivise da cittadini di ogni età e condizione, è nata la prima, gioiosa Festa Nazionale del Diritto alla Musica.
Tra gli obiettivi di Medri – che ha aderito al progetto della lista insieme a numerosi altri musicisti e docenti di musica del territorio forlivese (Stefano Orioli, Massimo Lenzi, Yuri Ciccarese, Barbara Landi, Giordano Giannarelli, Wilmer Massa, Fabrizio Sirotti) – c’è anche la reiterazione della lodevole iniziativa romana anche su Forlì, ma «occorre che tutti i musicisti, e le persone sensibili alle tematiche aggregativo-musicali di cui sopra aderiscano al comitato da noi fondato, perché vogliamo dare un forte segno e vogliamo contare di più come categoria e come cittadini, lavoratori e promotori culturali e sociali che svolgono un ruolo determinante per la collettività migliorando la percezione collettiva dei servizi comunali, spesso troppo approssimativi su queste argomentazioni».
Per aderire al manifesto locale al diritto sulla Musica e per aderire al Comitato Promotore vai su: http://www.cosascuola.it
Scarica qui l’intervento completo
Prof. Luca Medri
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