La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Archivio per 'Dibattiti (questioni di genere)' Categoria

25 novembre: giornata mondiale contro la violenza alle donne

Il Tavolo Permanente delle Associazioni contro la violenza alle Donne INVITA

“Fatte non foste per subire”
Sala del Chiostro di San Mercuriale - Forlì

Iniziative a sostegno del 25 novembre, dichiarata dall’ONU giornata mondiale contro la violenza alle donne

DAL 23 AL 29 NOVEMBRE 2009
Orari della mostra: tutti i giorni dalle 10 alle 19

Continua »

2 commenti

Sguardi di genere su “Istituzioni e mondo politico”

Geografie Democratiche, percorsi tra analisi e proposte
Terzo 
ciclo
: 
marzo 
- aprile 
 2009 - sguardi di genere
Giovedì 9 aprile - ore 21 presso Circolo PD Musicisti, via Dragoni Forlì
Sguardi di genere su “Istituzioni e mondo politico”

dialogo
 con
Emanuela
 Sala (Institute
 for 
Social 
and 
Economic 
Research,
 UK)

L’incontro sarĂ  introdotto dal Segretario Territoriale Alessandro Castagnoli e dai coordinatori dell’Area di lavoro Thomas Casadei e Luciana Tampieri

2 commenti

Geografie democratiche - III ciclo “Sguardi di genere”

Sguardi di genere su corpo e politica:  i nodi della bioetica, le forme della violenza, la tutela dei diritti

dialogo con

Sen. Vittoria Franco

lunedì 16 marzo – ore 21.00, Fondazione Garzanti, Hotel Città – Corso della Repubblica, 117- Forlì
Sguardi di genere su economia, lavori, professioni

tavola rotonda con

Monica Fantini (Direttrice Legacoop Forlì-Cesena)

Maddalena Forlivesi (Direttore API – Ass. Piccole e Medie Industrie Forlì-Cesena)

Maria Giorgini (Segretaria generale Nidil CGIL Forlì)

Barbara Longiardi (Pres. CNA Impresa Donna Forlì-Cesena)

in collaborazione con Circolo PD San Martino e Gruppo Consiliare PD Forlì

Giovedì 26 marzo – ore 21.00, presso sede del Comitato di Quartiere di San Martino in Strada (piano interrato  Scuola Elementare “Focaccia”, Viale dell’Appennino n. 496/b)
Sguardi di genere su istituzioni e mondo politico

dialogo con

Emanuela Sala (Institute for Social and Economic Research Colchester, UK)

in collaborazione con Circolo PD Musicisti

Giovedì 9 aprile – ore 21.00, presso Circolo PD Musicisti via Dragoni

Nessun commento

Giornata contro la violenza alle donne

Segnaliamo le iniziative previste , in occasione della Giornata Internazionale ONU contro la violenza alle donne ,  dal Tavolo delle associazioni contro la violenza alle donne, al quale aderiscono ben 25 associazioni femminili forlivesi.

24 novembre 2008: ORE 9,30 - 13,00 - banchetto distribuzione materiale a tema e divulgazione atti del convegno DIRITTI NEGATI DEL MAGGIO 2008 ( zona portico lato Unicredit);

25 novembre 2008: ore 20,00- Ritrovo in Piazza Saffi ( zona portico lato Unicredit) e partenza della fiaccolata con giro della Piazza, Via Delle Torri, P.za Duomo, C.so Garibaldi per giungere al Liceo Musicale Masini - Ore 21.00 dove avrà luogo uno  spettacolo di Cinzia Contarini:

“La perla di grande valore: come riconnettersi al sentire, all’immaginare e al desiderare femminile”

2 commenti

Riceviamo e pubblichiamo: Donne e violenza

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, che accoglie al proprio interno la maggior parte delle associazioni di donne e dei servizi italiani rivolti alle donne vittime di violenza, esprime sconcerto e preoccupazione per le scelte operate dal Governo in tema di violenza di genere verso le donne.

La rete dei Centri aveva sollecitato in più occasioni la definizione di un Piano di azione nazionale contro la violenza alle donne quale strumento principale per mettere a punto azioni di sistema  per garantire un efficace intervento di prevenzione e contrasto in area culturale, sanitaria, sociale e di protezione, e sia per sostenere le attività svolte dai centri stessi.

Avevamo plaudito la decisione di creare, da parte del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità un fondo nazionale per l’anno 2008 così da avviare la sperimentazione di un Piano di azione contro la violenza, uniformando così l’Italia agli standard attuati negli altri stati europei.

Leggiamo con preoccupazione le affermazioni del nuovo Ministro in tema di analisi del fenomeno (lettera a La Repubblica), e rileviamo che in quella stessa lettera si esprime la volontà di rivedere, ripensare e rafforzare i centri antiviolenza. I dati e la lettura del fenomeno che emerge in qualsiasi indagine e documento internazionale, contrasta con l’interpretazione del nuovo Ministro. La violenza verso le donne avviene (come rilevato in tutte le indagini nazionali ed internazionali) nelle relazioni di intimità, nelle famiglie, e l’imposizione dell’affido condiviso nei casi di violenza domestica serve solo ad innalzare il rischio di pericolosità per le madri e per i figli. Pur condividendo con il Ministro  il diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la loro separazione, l’attuale legge sull’affido condiviso  ci appare caratterizzata da una pericolosa semplificazione in quanto impone un unico modello di affidamento per tutte le separazioni.. Vorremmo anche precisare che non sono le separazioni che causano la violenza, bensì avviene esattamente il contrario. L’affermazione di libertà femminile acuisce la violenza, ma non si può certo chiedere alle donne di rinunziare alla propria affermazione per evitare la violenza, sarebbe certo una richiesta impropria, che carica la “vittima” della responsabilità dell’aggressione e che non va verso relazioni tra sessi improntate alla reciprocità ed alle pari opportunità di genere.

Rileviamo che ieri sono stati “tagliati” i fondi destinati al Piano di azione Nazionale. Chiediamo che venga rivista tale decisione affinché le parole di indignazione espresse dai politici in occasione delle morti delle donne a causa di violenza, non siano parole vuote.

La violenza verso le donne è un fenomeno che non si può cancellare con le dichiarazioni, ma con azioni concrete ed adeguate. Per farlo serve un finanziamento nazionale altrettanto concreto ed adeguato, che permetta lo sviluppo di azioni di sistema ed il rafforzamento dei luoghi di accoglienza delle vittime.

Vorremo un confronto aperto sul tema e chiediamo che venga ripristinato il fondo, così da avviare il piano di azione nazionale, sul quale chiediamo di essere coinvolte per un reale processo di concertazione sugli obiettivi da raggiungere per il 2008.

3 commenti

La responsabilitĂ  etica delle donne

Dopo il gravissimo episodio verificatosi nei giorni scorsi a Napoli, dove le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in un ospedale pubblico, sottoponendo ad interrogatorio una donna che, nella piena legalità, aveva da poco subito un aborto terapeutico, e tutte le altre pazienti ricoverate nel reparto, riteniamo necessario esprimere la più ferma condanna del clima di caccia alle streghe che si sta determinando nel paese sul tema dell’aborto che, lo ricordiamo, rappresenta un dramma a volte dolorosamente scelto.

L’attacco alla legge 194 è attacco ad una buona legge, che ha permesso di sconfiggere la piaga dell’aborto clandestino ed ha contribuito in maniera sensibile alla riduzione del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. Ciò è stato possibile anche grazie all’attenzione e obbligo, che la legge stessa ha posto in capo agli operatori socio-sanitari, di informare e proporre l’adozione di metodi contraccettivi alle donne che si rivolgono con richiesta di interruzione volontaria di gravidanza.

Nel riproporre l’autonomia e la libertĂ  delle donne di scegliere in quanto portatrici di responsabilitĂ  etica e morale e soggetti capaci di interrogarsi sul senso e la qualitĂ  di quella vita che decidono di mettere al mondo, riteniamo indispensabile che sia garantita la piena applicazione della legge 194 in ogni sua parte, sia attraverso il potenziamento dei consultori, sia promuovendo ogni opportuno intervento e aiuto atto a sostenere la donna nell’esercizio della sua volontĂ .

Denunciamo inoltre la voluta confusione che ha animato il recente dibattito sull’obbligo di rianimazione dei feti vitali anche in presenza di una decisione contraria della madre, ed auspichiamo che materie tanto delicate e complesse restino fuori dalla disputa elettorale e da ogni possibile strumentalizzazione.

Invitiamo le donne e chiunque ne condivida i contenuti a sottoscrivere questo appello e i mezzi di informazione a promuoverne la piĂą ampia diffusione.

Forlì, 16 febbraio 2008

Laurenzia Agnolotti educatrice, Lucia Albonetti impiegata, Gessica Allegni studentessa, Rosanna Ambrogetti presidente Fondazione Lewin, Novella Angelini impiegata, Letizia Antoniacci imprenditrice, Cinzia Argnani imprenditrice, Antonella Asioli coordinatrice Centro Donna, Mila Babini Moggian, Marta Badalotti pensionata, Raffaella Badocco dipendente Poste, Elena Balsamini imprenditrice, Bruna Baravelli presid. Consiglio Provinciale FC-insegnante, Patrizia Barducci insegnante, Sonia Basileo impiegata, Gabriella Bassura educatrice, Debora Battani psicologa, Maria Belli pensionata, Lucia Benelli pres. circoscrizione 3, Paola Bestini, Loretta Bertozzi, assessore Comune Forlì, Francesca Blamonti lavoratrice precaria,Ariana Bocchini pres. Romagna Acque, Sandra Bonavita impiegata, Rita Bonoli infermiera, Letizia Bottaru, Barbara Bovelacci coordinatrice Forum Donne, Bovelacci Mariella, Alessandra Bucchi avvocata, Anna Maria Brasini Lami, Graziella Bravi Casalinga, Emanuela Buscemi lavoratrice precaria, Susanna Calandrini bibliotecaria, Paola Campana ingegnere, Beatrice Capacci imprenditrice,Rosella Capacci udi, Paola Carrea insegnante, Rosalba Caruso consulente az., Marzia Casadei, Gabriella Casadei Turroni pensionata, Giulia Casamenti imprenditrice, Monia Castagnoli funzionario CAD, Claudia Castellucci responsabile Centro Donna, Carla Castellucci, Candida Catani lavoratrice precaria, Luciana Cervellera educatrice, Lara Ciabattoni studentessa, Daniela Ciani vice consigliera parità, Carolina Cicognani avvocata, Paola Cicognani dirigente regionale, Valeria Castagnoli ostetrica, Margherita Collareta assessore Provincia FC, Francesca Collina dipendente, Stefania Collini pensionata, Annalisa Crociani maestra, Maria Elisa De Filippo impiegata, Angelica Drossaki artista, Marcella Emiliani docente universitaria,Roberta Ercolani, Angela Fabbri,  Miranda Fabbri pensionata,Patrizia Fabbri udi, Marinella Fabro insegnante, Antonietta Faedi lavoratrice precaria, Chiara Falcini, Monica Fantini Direttrice Legacoop, Paola Fava impiegata, Maria Ferla, Roberta Fetti psicologa, Carola Fiocco Drei, Adele Fiorentini pensionata, Marina Flamigni dirigente provinciale, Vera Berardi Flamini, Francesca Folli psicologa, Cinzia Fontana formatrice, Alessandra Frassineti studentessa, Maria Grazia Frattini, Anna Frigerio, Nea Galvani, Milena Garavini, Luana Gaspari pediatra, Edda Gasperi pres. APC, Donatella Gatta educatrice, Tatiana Gentilini operaia, Stefania Ghetti avvocata, Patrizia Giambi artista, Elisa Giannetto, Monia Giovanetti ricercatrice, Francesca Giovannetti formatrice, Fausta Giunchi imprenditrice, Angelamaria Golfarelli artista, Patrizia Graziani avvocata, Carla Grementieri presidente VoceDonna, Elena Grilli presidente Coop CAD, Luigina Guerriero, Monica Guidi responsabile stampa, Lea Gulmanelli, Manuela Laghi impiegata, Antonella Lami,  Carla Lamponi maestra, Giuliana Laschi docente universitaria, Simonetta Lazzari presidente FIDAPA, Barbara Longiardi imprenditrice, Loretta Lega assessore comune di Forlì, Cesarina Lucca insegnante, Nicla Lucchi, Franca Magnani imprenditrice, Raffaella Maiolani, Annalisa Malaguti imprenditrice, Maria Maltoni resp. CNA Impresa Donna, Silvia Maltoni insegnante, Enrica Mancini addetta stampa, Maria Marotta imprenditrice, Elisa Massa presidente circoscrizione 2, Osvaldina Mattioli Busin,Chiara Mazza insegnante, Valeria Mazzotta avvocata, Alice Melandri sindacalista, Milva Meneghetti Brogliato, Elisa Mini formatrice, Alessandra Montefiori educatrice, Isabella Monti lavoratrice precaria, Debora Morgagni consulente az., Diana Morgagni medico, Rosalba Navarra insegnante, Viviana Neri insegnante, Maria Teresa Nussizzi, Raffaella Orazi imprenditrice, Roberta Paganelli insegnante, Francesca Palombi avvocata, Sonia Parisi , Anna Maria Pedrelli dipendente Asl, Laura Pedulli impiegata, Sara Pignatari grafica, Lorena Pinna formatrice, Monica Piraccini lavoratrice precaria, Eva Piro studentessa, Silvia Pogioli insegnante, Carolina Porcellini imprenditrice, Raffaella Quadretti professionista, Sara Ramina studentessa, Anna Maria Ricci Mazzocchi, Rosella Romboli, Annalisa Ronchi medico, Anna Rosa Rivalta udi, Loriana Zabberoni Rosetti, Armanda Rossi consulente del lavoro, Alga Ruscelli educatrice, Elide Rusticali sindacalista, Paola Sabbatani artista, Armanda Sacchetto pensionata, Loretta Santarsiero impiegata, Silvia Scapinelli bibliotecaria, Lara Schiavi formatrice, Sulamit Schneider, Elisa Sedioli cantante, Loredana Sensi dirigente provinciale, Rosita Serra psicologa, Sabrina Severi imprenditrice, Cristina Siboni imprenditrice, Milena Stagnani imprenditrice, Maria Grazia Stagni Dirigente Asl, Marilena Tesei impiegata, Doriana Togni ricercatrice, Francesca Tondini psicologa, Beatrice Tramonti lavoratrice precaria, Brunella Turci resp. UDI, Chiara Turci, Maria Teresa Vaccari informatica, Daniela Valpiani medico, Federrica Verni impiegata, Silvia Versari, Mariangela Vespignani, Rosanna Villa Balducci, Maria Simona Vitali imprenditrice, Ermelinda Zaimi mediatrice culturale, Liviana Zanetti assessore Comune Forlì, Vittoria Canotto Vicchi, Alda Zattoni educatrice, Maria Teresa Panzavolta Zauli, Laura Zoli studentessa, Lisa Zoli studentessa, Letizia Zuffa attrice.

 

Nel caso ci fosse, da parte dei nostri lettori, il desiderio di aderire all’appello è necessario, per ragioni tecniche inserire il proprio nominativo in un commento ed inviarne al tempo stesso comunicazione a Stefania Collini.

9 commenti

Quando arriva la badante (riceviamo e pubblichiamo)

BADANTI E ANZIANI -DUE DEBOLEZZE CHE SI INCONTRANO

Il territorio Forlivese, con 14 comuni, ha un’alta parte di popolazione anziana, frutto sicuramente di una buona qualità della vita, di una sanità che, nonostante qualche attesa di troppo, fornisce un servizio qualificato e, quanto occorre anche tempestivo; di servizi sociali e sociosanitari che rispondono con una certa efficacia ai bisogni dei cittadini, della rete dei centri sociali, dei circoli ricreativi, dei centri sportivi, dei circoli Arci, Acli, Endas,del volontariato, della radicata presenza sindacale.

Grazie alla longevità della popolazione nel 2007 i residenti nel distretto Forlivese dai dati provinciali dell’1-1-2007, su un totale di 180.623 abitanti,si contavano 43.113 ultra 65enni e di questi oltre 10.000sono ultra 80enni: non tutti abbisognano di assistenza , ma dopo una certa età il rischio della non autosufficienza è elevato e molti ne sono colpiti.

Se fino a qualche tempo fa la persona bisognosa di assistenza entrava serena in casa di riposo …. oggi desidera stare a casa con i figli che cercano di soddisfare questo desiderio.

Ogni anno vengono erogati dal Comune e dall’Azienda Sanitaria servizi e contributi che, se pur molto importanti per l’anziano o per la sua famiglia, non bastano; spesso si richiede un’assistenza a tempo pieno, per tutta la giornata e anche per la notte.

Sono così arrivate le Badanti che chiameremo assistenti familiari.

Il ricorso degli anziani alle assistenti familiari (la cui percentuale è sempre in continua crescita), è ormai un fenomeno diffusissimo, che ha bisogno di una regolamentazione e che non possiamo ormai ignorarne l’esistenza.

La rete assistenziale riesce a garantire servizi (tra case protette, residenze sanitarie assistite e assistenza domiciliare) a una parte  molti di loro restano quindi fuori .

La cura dei quali è esclusivamente a carico delle famiglie, ed è proprio in questo vuoto che negli anni si è andata inserendo e sviluppando la figura delle cosiddette “badanti”. A Forlì le assistenti familiari sono presenti in parecchie migliaia?  , ma non si sa in realtà quante siano. Quel che è certo è che la maggior parte di loro lavora in nero Se non ci fosse stata questa forza lavoro, la pressione delle famiglie sul pubblico sarebbe enorme.

1. Serve effettuare un monitoraggio per quantificare l’entità del fenomeno
2. Una formazione specifica e qualificata delle assistenti familiari
3. Un luogo pubblico che consenta di regolare il mercato della domanda e dell’offerta (sottraendo le assistenti familiari al        mercato nero e al caporalato)
4. Aprire sportelli sociali per rispondere anche a questa esigenza
5. Serve un sostegno pubblico per le famiglie che ricorrono alle badanti la cui regolarizzazione spesso rischia di                 rappresentare un vero e proprio salasso per il bilancio familiare.

Ciò non toglie che le badanti abbiano dei diritti che spesso vengono completamente ignorati: da una giusta retribuzione fino alle tutele previdenziali e assistenziali.

Non va dimenticato che quelle che chiamiamo “badanti” sono persone che nel loro paese svolgevano altre professioni.

Sono state costrette dalla povertĂ  ad emigrare in un paese di cui non conoscono la lingua, le leggi e i giusti canali per la ricerca di un lavoro.

Dall’altra parte spesso anche le famiglie e gli anziani non sono informati e, a volte in buona fede o perché non possono permetterselo, finiscono per pagare la badante in nero, rischiando così di finire in contenziosi che nella maggior parte dei casi li vedranno perdenti. Due debolezze che prima si incontrano e a volte si scontrano.

Serve sempre di più una tutela, un’informazione che li orienti nei passaggi delicati dell’instaurazione del rapporto di lavoro fino alla sua interruzione finale.

Questa infatti è la spina nel fianco delle famiglie. Se la badante apre (con il supporto della propria categoria) una vertenza e reclama compensi arretrati, la conclusione è sempre la stessa: la badante incassa e la famiglia paga, creando una squilibrio serio nel rapporto.

PER QUESTA RAGIONE LO SPI – CGIL di FORLI’

Ha predisposto e pubblicato un piccolo vademecum, con il quale che proverĂ  ad indicare alcuni consigli utili per essere buoni datori di lavoro quando si ha la necessitĂ  di assumere una badante (o assistente familiare).

Una eventualitĂ  che ricorre sempre piĂą frequentemente e che ormai coinvolge parecchi nostri anziani e anziane e le loro famiglie, molti di questi iscritti allo Spi.

Lo ripetiamo chi assume un’assistente familiare, diventa un datore di lavoro (è costretto a diventarlo dalle circostanze), che dal suo “investimento” non ricava profitto, ma sacrifici, a causa della mancanza di risposta dal sistema dei servizi.

Per di più di solito non si hanno grandi somme a disposizione e, in queste condizioni, improvvisarsi datori di lavoro non è facile né privo di problemi.

A volte il bisogno è tale che non consente di seguire e avere tutte le cautele necessarie.

Così si assumono badanti non in regola con il premesso di soggiorno, a volte pagate in nero e spesso è la badante stessa che non vuole essere regolarizzata per non pagare contributi né Irpef.

I contratti sono complessi, richiedono conoscenze specifiche e per questo è facile sbagliarsi.

In molti di questi casi alla fine del rapporto di lavoro si incorre in un contenzioso con la richiesta di pagamento di somme elevate e il nostro “datore di lavoro forzato” quasi sempre è costretto a pagare quelle somme.

Per aiutare i pensionati e le famiglie come SPI – CGIL di Forlì abbiamo predisposto  un piccolo vademecum che verrà distribuito ai pensionati , perché tutti le pensionate e i lo possano leggerlo, utilizzarlo e , conservarlo.

Nel quale si possono trovare alcuni consigli e suggerimenti per diventare ed essere buoni datori di lavoro.

Un consiglio fondamentale che vi diamo nel caso abbiate bisogno di una badante o di qualsiasi altra cosa: Lo SPI – CGIL , il Sindacato dei Pensionati è sempre a vostra disposizione per ascoltarvi, assistervi, offrirvi opportunità e tutela.

E per battersi perché le condizioni delle persone anziane a Forlì, in tutto il territorio forlivese e nell’intero paese possano migliorare e consentire una vita dignitosa e serena.

                                                                   SPI – CGIL – FORLI’

3 commenti

Giornata Onu contro la violenza alle donne

Riceviamo e pubblichiamo il volantino e il programma degli incontri organizzati in occasione del 25 novembre, giornata Onu contro la violenza alle donne.

Trovate il tutto qui (pdf 734 kb)

4 commenti

Lettera aperta di Marianna Giove

Partito Democratico: Diritti per tutti?

Usufruisco anch’io della modalità “ lettera aperta” che oggi mi sembra uno dei luoghi maggiormente gettonati per parlare di politica e desidero“buttare lì” alcune riflessioni, senza nessuna pretesa, come sempre.

La questione della laicità può essere un motivo di ostacolo sul cammino del Partito Democratico?

In merito alla legge 40 i dati dell’Istituto Superiore di Sanità confermano le previsioni negative denunciate durante la campagna referendaria: diminuito il numero di gravidanze, aumentato quello degli aborti, delle gravidanze extrauterine, delle complicanze. Per tacere delle sfortunate che, dopo essersi rivolte all’estro, magari a strutture inadeguate perché magari non potevano permettersi di meglio, sono rientrate in Italia non solo deluse ma anche ammalate.

Altri paesi civili hanno adottato le cosiddette “sunset rules”, leggi destinate al tramonto, cioè ad essere corrette dopo un periodo di prova.

Saprà il Partito Democratico affrontare un tema così incandescente in modo adeguato e nel rispetto della Costituzione? Perché la legge 40 viola il principio di uguaglianza (non tutte le coppie possono recarsi all’estero) e l’art.13 ( il divieto di accesso alle cure per le non coniugate o conviventi non può basarsi su una condizione personale).

Toccando il tema del divorzio breve: il tema è scomparso dall’agenda politica; si legge qualcosa nella rubrica delle lettere di tanto in tanto in qualche quotidiano per voce di qualche cittadino che denuncia situazioni assurde e dolorose.

Il Testamento biologico: le proposte di legge sono una decina ma nessuno ancora riesce a venirne a capo; sembra insuperabile il contrasto su come valutare l’alimentazione e l’idratazione artificiale: sono considerati trattamenti sanitari, quindi rifiutabili, oppure no? Molti pensano che i congegni tecnici vadano utilizzati solo per sostituire le funzioni vitali di chi è in cura per una malattia grave ma superabile, non per tenere in vita contro la volontà del malato un corpo che è ormai solo un “transito di cibo”.

I Teocom invece esortano: beviamo fino all’ultima goccia il calice del dolore; che cosa importa se si soffra dieci, venti trent’anni se poi viene il cielo eterno?

Sostenendo inoltre che il desiderio della buona morte può essere allontanato dalle cure palliative e dall’assistenza amorosa dei familiari , i tutori della Vita li colpevolizzano come se la moderna famiglia fosse quella di un tempo, formata da numerosi membri, solidali ed intercambiabili.

A chi ripete che la vita va vissuta fino alla sua morte naturale la domanda è: di quale naturalità stiamo parlando?

Della naturalità medioevale quando si moriva per un’intestinale, oppure della naturalità degli anni in cui non si erano ancora scoperti gli antibiotici? Allora Dio cambia idea cambia idea a seconda dei progressi tecnico – scientifici, spostare il confine della vita perché è arrivata la penicillina? Ebbene, dopo un anno di lavoro la Commissione Sanità ha deciso di rimandare in aula la discussione per trovare “il consenso più ampio possibile”. Per fortuna la lungimiranza della Costituzione, all’art. 32 dice che nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizioni di legge e infatti c’è chi, temendo una crudele legge come la 40, consiglia di lasciare perdere e di affidarsi alla tutela della Costituzione.

Quanto alla legge sulle unioni di fatto, l’inadeguatezza e la timidezza dei Dico, nati dalla volontà di incontro della Pollastrini e della Bindi ci dice quanto il tema sia scottante e quanto sia difficile fare una legge in tempi brevi dal momento che il cuore del problema sono gli omosessuali e il Vaticano non condivide certo la sentenza della Cassazione che dice che la libertà sessuale va intesa come libertà di vivere, senza condizionamenti e senza restrizioni, le proprie preferenze sessuali.

Ma il pregiudizio omofonico è forte non solo in sé ma come sintomo di una cultura indisponibile a concedere agli individui la libertà di decidere in autonomia del proprio corpo, si badi bene del proprio e non di quello di altri.

Sono ancora troppi gli interrogativi ai quali non si riesce a dare risposta: prolungare o no le cure, diventare o no madre, se convivere o sposarsi , se vivere come etero o come omosessuale se mantenere in piedi un matrimonio finito oppure no.

Mi auguro che il nuovo partito saprà affrontare con l’adeguata modernità i temi nevralgici della laicità; mi auguro che il nuovo partito saprà essere veramente un partito nuovo e non un altro partito.

Un caro saluto a tutte e a tutti

P.S. da lunedì credo che l’appellativo più appropriato per chiamarci debba essere quello di “democratiche” e “democratici”; non credo che gli attuali “non ds” amino alla follia essere chiamati “compagne” e “compagni”.

Marianna Giove

2 commenti

Con Veltroni: Con le donne

Volantino Melandri “Politica: sostantivo femminile singolare, perchè allora continuano a decidere gli uomini? Per una politica al femminile, senza sprechi ed al servizio dei cittadini”

Se ne parla in videoconferenza con la Ministro Giovanna Melandri, lunedì 8 ottobre a Forli

Lunedì 8 ottobre alle ore 20.00 a Forlì, presso CNA, Via Pelacano

la lista “Con Veltroni - Ambiente, Innovazione, Lavoro” ha organizzato un confronto pubblico sul tema della partecipazione delle donne alla vita politica dal titolo che è già un programma: Politica: sostantivo femminile singolare, perchè allora continuano a decidere gli uomini ? Per una politica al femminile, senza sprechi e al servizio dei cittadini

Per l’intera serata sarà possibile discuterne in collegamento videoconferenza con la Ministra Giovanna Melandri (tra i promotori della Lista Con Veltroni – Ambiente, Innovazione, Lavoro) che per problemi di salute in questi giorni non si può muovere da Roma.

Sono previsti inoltre un intervento della Prof.ssa Laura Lanzillo della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna-sede di Forlì, che darà un quadro di quella che è legislazione presente in materia negli altri Paesi europei, anche in termini di promozione della presenza femminile in politica e di rappresentanza. Tra gli interventi in programma quelli delle due capilista locali della lista “Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro”: Marina Flamigni, capolista Costituente Nazionale P.D e Tatiana Gentilini, capolista Costituente Regionale P.D.

E’ prevista la presenza di tutte le candidate e delle tantissime donne che hanno aderito al sito/blog www. latuastagione.it che ha originato la lista, quali, tra le altre, la musicista Barbara Landi, la consigliera di parità Daniela Ciani, la presidente del Consiglio provinciale Bruna Baravelli, l’avvocato Patrizia Graziani, le insegnanti Marina Trenta, Patrizia Barducci, la ricercatrice universitaria Belli Valentina. Coordina Maria Maltoni, candidata alla Costituente Nazionale P.D.

Nel corso della serata, partendo da quella che è la situazione esistente nei vari Paesi europei ed in Italia, le organizzatrici si propongono di presentare le proposte che il nuovo Partito democratico avanza in tema di cittadinanza al femminile. Va sottolineato al riguardo che la stessa modalità di composizione de liste che prevede l’alternanza uomo/ donna, prefigura una presenza del 50% negli organi dirigenti dell’Assemblea Costituente, elemento che rappresenta un’ indiscutibile novità nel panorama politico italiano, dove solo

gli ultimi congressi dei democratici di Sinistra avevano sancito una presenza di quote del 40% per garantire una cospicua presenza femminile.

L’incontro è aperto alla partecipazione della cittadinanza e della stampa.

Hanno assicurato la loro partecipazione tutte le candidate della lista “Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro”:

Elisa Massa; Dealma Mengozzi, Entela Mjeda; Sara Pignatari; Lucia Gardini; Elena Toni , Patrizia Castellucci; Stefania Collini; Maddalena Mazzoli; Serena Bambi.

Leggi anche l’intervento proposto a riguardo da Maria Maltoni: qui

2 commenti

Pagina successiva