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Porta a porta, a ben guardare i conti tornano…

A prima vista sembra difficile districarsi nella quantità di numeri e di dati inerenti la sperimentazione del Porta a Porta a Forlimpopoli forniti da HERA.

Tuttavia basta non scoraggiarsi e analizzando voce per voce si possono già vedere cifre molto interessanti.

Confrontando il preventivo 2008 con Cassonetto Stradale (ATO) e il porta a porta fatto dalla cooperativa(ATI), la somma fra il costo operativo e il costo d’uso del capitale (ammortamento attrezzature), la differenza è di soli +16.864€. (ATO 1.225.810€, ATI 1.242.674€). Questo dato estremamente significativo indica che, già dai primi dati trasmessi da HERA, i costi connessi direttamente con le operazioni di raccolta, smaltimento, trattamento e acquisto delle attrezzature del servizio (raccolta, smaltimento e ammortamento attrezzature) per effettuare il Porta a Porta rispetto alla raccolta stradale con cassonetto costa solo 16.864€ in più all’anno, una cifra sinceramente irrisoria! E su questi conti, bisogna verificare attentamente i costi delle raccolte non porta a porta effettuate da HERA, che mostrano costi dell’ordine dei 95.000 euro ancora da definire in modo puntuale!

Questi costi si potranno ulteriormente abbassare con le modifiche al ciclo di raccolta di prossima attuazione, che porteranno risparmi di circa 50.748 € e un migliore servizio per i cittadini attenti alla raccolta differenziata.

Inoltre rispetto al preventivo proposta nel 2005 da HERA al Comune per il porta a porta, i costi con la cooperativa sociale sono più bassi di 103.507 €.

E’ evidente che l’analisi fatta da Città Nuova Forlimpopoli è molto incoraggiante e favorevole. I dolori, se così si può dire, iniziano, quando si prendono in considerazioni i “Costi Comuni” che sono aggiunti a quanto evidenziato sopra, 140.391€ per ATO e 285.684€ per ATI, che sono la parte preponderante dei 162.158€ di incremento dei costi emerso dai rendiconti di HERA. Ovvero il maggior costo del rendiconto è imputabile ai costi interni alla struttura di HERA e non certo derivanti, se non in minima parte, dalla raccolta porta a porta.

ATO

ATI

DIFFERENZA ATI-ATO

Costi operativi

1.073.692€

1.170.055€

+96.363

Costi d’uso capitale

152.118€

72.619€

-79.499

Totale parziale

1.225.810€

1.242.674€

+16.864

Costi comuni

140.391€

285.684€

+145.293

TOTALE

1.366.201€

1.528.358€

+162.157

Rammentiamo e sottolineiamo che l’obiettivo del progetto è ipotizzato al 53,3%, mentre sin dall’inizio si è raggiunto quasi il 70%. Ciò implica che il materiale da avviare al recupero e riciclaggio e sono stati creati otto posti di lavoro.
Si deve inoltre sottolineare un decremento dei costi di trattamento e smaltimento dell’indifferenziato di 284.483€, in quanto col porta a porta si è passati da 437 Kg/abitante_anno a 185 Kg/abitante_anno!

Città Nuova Forlimpopoli chiede maggior chiarezza nell’esposizione dei dati e soprattutto chiede che quelle voci che fanno “sballare” i conti (costi comuni e non solo) siano giustificati con chiarezza cristallina al centesimo di euro.

Collinelli Andrea

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Medici e inceneritori

Segnaliamo la lettera dell’ordine regionale dei medici a riguardo del raddoppio dell’inceneritore forlivese: la trovate qui

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La musica è benessere, è qualità della vita, è socializzazione, è arte, è piacere

Iniziamo con questo una serie di dibattiti e proposte interne al nostro progetto. Speriamo possano riguardarvi, interessarvi, portarvi a intervenire e a proporre altre discussioni…

Parla Luca Medri (musicista e fondatore dei KhoraKhané, presidente di Cosascuola scuola di musica moderna a Forlì, direttore Artistico del Circolo “Madamadoré” di Forlì e Promotore di numerose iniziative musicali):

«Spesso, troppo spesso dimentichiamo le nostre radici e le nostre tradizioni. Succede con il cibo, con i mestieri, con gli usi e le consuetudini e succede con le arti, ma quando poi si passa dall’occasionalità alla ricorrenza occorre preoccuparsi perché il rischio è fare tabula rasa col passato e dimenticarsi chi siamo. Questa doverosa premessa, per ricordare a tutti che l’Italia è stata la patria della musica e del bel canto nel mondo, ed oggi si può a buon diritto definire come il fanalino di coda mondiale in merito a tutto ciò che concerne il “settore musicale”: scuole pubbliche, scuole private, qualità di servizi, promozione culturale, contributi, aggregazione giovanile ecc ecc!

Quindi, partiamo da una doppia considerazione, che è sempre importante ribadire. L’Italia è uno dei paesi europei, e quindi del mondo, con una considerevole tradizione musicale, ma è anche uno dei paesi a più alto tasso di analfabetismo musicale. La musica, pur essendo parte integrante della nostra storia e della nostra identità nazionale è infatti poco conosciuta e anche poco praticata.

L’esperienza di COSASCUOLA (scuola di musica moderna) in questi anni, ha evidenziato coi fatti (5 sedi territoriali con oltre 350 iscritti) che esiste una grande domanda nel settore musicale ma anche un grosso disagio sociale giovanile: non esistono spazi dedicati ai giovani per fare musica ed aggregazione, non esiste una legislazione locale e nazionale che tuteli la musica ed il fare musica, esistono solo doveri, come tra gli altri i limiti assurdi di tollerabilità acustico-ambientale che riducono a dei cimiteri interi quartieri dove la musica potrebbe essere il vero collante tra migranti e residenti, e più in generale tra i giovani, ma non esistono diritti per nessuno in ambito musicale, nemmeno per chi come me ed i miei collaboratori investe su un settore che ha grandi possibilità di portare benessere diffuso, qualità della vita, socializzazione ed aggregazione giovanile.

Per questo quando parlo di un “Diritto alla Musica” intendo un’esigenza di promozione, di formazione e di diffusione della cultura musicale in tutti i suoi aspetti: e parlo sia di capacità di ascolto e di fruizione, che della acquisizione delle varie capacità espressive. A Forlì inoltre va altresì operato un riequilibrio nell’uso delle risorse esistenti e future che tenga conto delle condizioni di precarietà in cui versa larga parte del settore musicale locale!

A livello Nazionale e dunque più in generale si pone altresì il problema di favorire nuove opportunità di lavoro qualificato, costruendo un quadro normativo che garantisca i diritti e le tutele dei musicisti. Vanno tenuti nella dovuta considerazione i profondi mutamenti introdotti dalle nuove tecnologie che stanno cambiando i processi produttivi, di archiviazione, di distribuzione e fruizione delle opere, creando nuove incognite ma anche gigantesche opportunità perché si allarghi lo spazio di accessibilità a tutte le musiche, così come di sperimentazione delle più varie forme creative.

Per tutte queste premesse ho deciso di “uscire fuori e portar voce”, e di mettermi a disposizione poiché intendo promuovere un’iniziativa perché il “Diritto alla Musica” si attui, a livello locale e a livello nazionale, anticipando alcuni punti per noi di Cosascuola, qualificanti di una legge che vogliamo contribuire a promuovere.

Deve essere messa in atto una politica degli spazi attenta ai territori e alle relative strutture. Deve essere realizzato un impianto culturale polivalente in ogni quartiere delle città, e in aree intercomunali.

Occorre portare la musica nelle scuole a partire da quelle dell’infanzia. Esistono esperienze positive sulle quali riflettere. Stipulare convenzioni con enti, associazioni, strutture che hanno già messo e che possono ancora di più mettere a disposizione volontà e capacità per realizzare ciò che ho sopra enunciato e che rappresentano obbiettivi da perseguire».

E’ con queste premesse che domenica 7 ottobre Luca Medri, candidato nella lista del nascente Partito Democratico nel Collegio di Bertinoro–Savignano – “Con Veltroni, Ambiente, Innovazione, Lavoro”, sarà a Roma all’Auditorium Parco della musica.

Un’intera giornata di incontri, confronti ed eventi che animeranno l’Auditorium di Roma per promuovere un’adeguata normativa. Una legge nazionale sulla musica manca nel nostro Paese da oltre 40 anni determinando un vuoto ormai da più parti sentito come intollerabile. Per contribuire al disegno e all’approvazione della nuova legge il Coordinamento Diritto alla Musica – formato da operatori, artisti e personalità del settore, che hanno trovato riferimento nella Commissione Consiliare Cultura del Comune di Roma – è stato elaborato un Manifesto in nove punti, nel quale si ripercorrono le aspettative del settore in materia di promozione, formazione scolastica e professionale, diffusione della cultura musicale in tutti i suoi aspetti, nonché dell’adeguato rispetto di quanti vi operano. Per il sostegno di queste esigenze, condivise da cittadini di ogni età e condizione, è nata la prima, gioiosa Festa Nazionale del Diritto alla Musica.

Tra gli obiettivi di Medri – che ha aderito al progetto della lista insieme a numerosi altri musicisti e docenti di musica del territorio forlivese (Stefano Orioli, Massimo Lenzi, Yuri Ciccarese, Barbara Landi, Giordano Giannarelli, Wilmer Massa, Fabrizio Sirotti) – c’è anche la reiterazione della lodevole iniziativa romana anche su Forlì, ma «occorre che tutti i musicisti, e le persone sensibili alle tematiche aggregativo-musicali di cui sopra aderiscano al comitato da noi fondato, perché vogliamo dare un forte segno e vogliamo contare di più come categoria e come cittadini, lavoratori e promotori culturali e sociali che svolgono un ruolo determinante per la collettività migliorando la percezione collettiva dei servizi comunali, spesso troppo approssimativi su queste argomentazioni».

Per aderire al manifesto locale al diritto sulla Musica e per aderire al Comitato Promotore vai su: http://www.cosascuola.it

Scarica qui l’intervento completo

Prof. Luca Medri

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Per le informazioni utili in vista del 14 ottobre

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I nuovi cittadini per un’Italia nuova

Dai dati aggiornati al 1° gennaio 2007: residenti sono aumentati del 10,1%
L’incidenza sulla popolazione italiana ha raggiunto il 5%, prevalentemente per le nascite
Istat, tre milioni gli stranieri in Italia
Romeni e ucraini raddoppiati in tre anni
In prevalenza gli immigrati risiedono al Nord, il 24,8% vive in Lombardia

<B>Istat, tre milioni gli stranieri in Italia<br>Romeni e ucraini raddoppiati in tre anni</B>

Musulmani in preghiera nella moschea di Roma
ROMA - Gli immigrati romeni sono raddoppiati in tre anni. E’ uno dei dati significativi che emergono dalla rilevazione annuale dell’Istat sulla presenza degli stranieri in Italia. I residenti al 1° gennaio 2007 hanno raggiunto i tre milioni (2.938.922), con un aumento del 10,1 per cento rispetto all’anno precedente. E poiché il saldo della popolazione di cittadinanza italiana è negativo (-6.912 unità nel 2006) l’aumento della popolazione straniera ha costituito l’anno scorso il 70,7 per cento della crescita della popolazione residente in Italia, che nel corso del 2006 è passata da 58.751.711 a 59.131.287 unità. In crescita soprattutto gli ucraini, oltre ai romeni.

L’incidenza sulla popolazione sale al 5%
L’incidenza percentuale degli stranieri sulla popolazione complessiva, che all’inizio dell’anno 2006 era del 4,5 per cento, raggiunge così alla fine dello stesso anno quota 5,0 per cento. Si tratta di valori che collocano l’Italia tra i paesi europei con una presenza straniera relativamente contenuta rispetto alla popolazione complessiva: in Germania nel 2006 i residenti di cittadinanza straniera erano l’8,8 per cento; in Spagna e nel Regno Unito rispettivamente il 6,2 per cento ed il 5,2 per cento del totale dei residenti. In Francia, già al Censimento del 1999, la quota degli stranieri era pari al 5,9 per cento della popolazione complessiva .

L’incremento del 2006 è leggermente inferiore a quello registrato nell’anno precedente, ma va ricordato che nel periodo 2002-2004 il forte aumento dei residenti stranieri era stato determinato in larga misura dall’ultimo provvedimento di regolarizzazione.

In aumento ucraini e romeni
Tra le cittadinanze straniere in aumento soprattutto gli ucraini, passati nell’arco degli ultimi tre anni da meno di 58.000 unità a 120 mila, e i romeni, passati da 178.000 a 342.000. Anche i cittadini dell’Asia orientale continuano a far registrare aumenti consistenti, in particolare i cinesi, cresciuti da 87 mila a 145 mila unità. Mentre sono ultimamente più modesti gli aumenti degli stranieri provenienti dai Paesi africani. Tra i cittadini provenienti dall’America centro-meridionale a crescere sono soprattutto degli ecuadoriani, passati dalle 34.000 unità del 2004 alle 69.000 del 2007.

In aumento le nascite
La crescita della popolazione straniera residente nel nostro paese è dovuta, anche nel 2006, soprattutto all’aumento dei nati di cittadinanza straniera (figli di genitori residenti in Italia, entrambi stranieri): il saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) risulta in attivo per 54.318 unità. Il saldo migratorio con l’estero si attenua rispetto agli anni precedenti ma si mantiene elevato (+237.614 nel 2006 rispetto a +266.829 nel 2005).

Il lavoro è il motivo principale di trasferimento
Gli stranieri vengono in Italia soprattutto per motivi di lavoro e per ricongiungimento familiare: insieme costituiscono oltre il 90 per cento dei motivi di presenza degli immigrati in Italia. Il lavoro è la causa prevalente (1.463.058 permessi), soprattutto tra gli uomini (circa il 78 per cento), mentre per le donne la quota scende al 44 per cento. Tra gli altri motivi, sono oltre 51.000 i permessi per studio che interessano in larga misura albanesi, seguiti a distanza da nordamericani, cinesi e rumeni. E si annotano oltre 3.700 permessi per adozione, in gran parte si tratta di bambini provenienti dalla Russia, dall’Ucraina, dall’Etiopia, dal Brasile e dalla Colombia.

A Milano il 10,8% degli stranieri
L’insediamento della popolazione straniera nel nostro paese è localizzato prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord; nel Mezzogiorno risiede soltanto l’11,6 per cento della popolazione straniera, la parte rimanente è suddivisa fra il Nord-Ovest (36,3 per cento), il Nord-Est (27,3 per cento) e il Centro (24,8 per cento). Un quarto degli stranieri residenti in Italia (il 24,8 per cento) è in Lombardia e - in particolare - nella provincia di Milano dove si concentra il 10,8 per cento del totale degli stranieri residenti in Italia.

Per questi motivi, ma non solo, è indispensabile coinvolgere il più possibile i nuovi cittadini nel processo costitutivo del Partito Democratico, è questo lo spirito dell’iniziativa di Domenica 7 Ottobre.

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19 settembre 2007 I nuovi cittadini per un’Italia nuova.

Con Veltroni, per il Partito Democratico
L’appello degli immigrati a Walter Veltroni
Le elezioni primarie per il Partito democratico del 14 ottobre saranno aperte alla partecipazione attiva di donne e uomini stranieri che vivono in Italia.

E’ una scelta coraggiosa e importante per costruire un Partito nuovo, una casa che sia davvero aperta a tutti, partecipata, democratica. Una politica nuova deve saper rappresentare le forze migliori, le attese e le speranze che attraversano una società sempre più plurale.

Vogliamo essere protagonisti di questo appuntamento per dare voce ai tanti immigrati che vivono, lavorano e studiano in Italia.

Di fronte ai grandi mutamenti che investono il mondo e che alimentano tante inquietudini, crediamo che occorra praticare una cultura della convivenza, rispettosa di ognuno e fondata sulla responsabilità di tutti, capace di valorizzare le differenze e di coniugare le ragioni della solidarietà con quelle della legalità.

Vogliamo fare dell’incontro tra cittadini italiani e stranieri un’occasione di conoscenza e di integrazione, che alla paura e all’intolleranza sostituisca il dialogo e il rispetto reciproco di chi si riconosce parte di un comune progetto di società.

La nostra ambizione è che il Partito Democratico nasca fin dall’inizio come la casa comune di culture, appartenenze e provenienze diverse: non solo sul piano politico, ma anche dando piena cittadinanza alle donne e uomini di altri paesi che vivono e lavorano in Italia e che contribuiscono alla sua crescita.

Crediamo che il Partito Democratico, con Walter Veltroni, possa essere il motore di una stagione di riforme sul terreno dei diritti, delle libertà e della giustizia sociale, per costruire un nuovo modello di cittadinanza, di cui l’immigrazione sia elemento centrale, rispettoso del pluralismo culturale e religioso, della laicità dello Stato, dei principi fondamentali della Costituzione italiana.

Il 14 ottobre chiederemo ai cittadini stranieri di partecipare in tanti alle elezioni primarie, di far sentire la loro voce, per sostenere il progetto di “fare un’Italia nuova”, con Walter Veltroni, con il Partito Democratico.

I firmatari:
Khaled Fouad Allam, Docente di sociologia del mondo musulmano e storia e istituzioni dei paesi islamici, Università di Trieste

Predrag Matvejevic, Scrittore, docente Univ. La Sapienza

Jean-Léonard Touadì, Assessore Politiche Giovanili, Rapporti con le Università, Sicurezza del Comune di Roma

Afef Jnifen, Tunisina

Marguerite Welly Lottin, Coordinatrice Immigrati Democratici (IDEM), membro Consulta Immigrati del Comune di Roma

Fabrizio Molina, Presidente di “Nessun luogo è lontano”
Padre Giovanni La Manna, Presidente del Centro Astalli - Jesuit Refugee Service (JRS)

Massimo Ghirelli, Archivio immigrazione

Maria De Lourdes Jesus, Giornalista, Capo Verde

Milly Moratti, Consigliera Comune di Milano

Godwin Chukwu, Mediatore culturale, Nigeria

Susanne Diku, Medico, Rep. Dem. Congo

Laura Terzani, Giornalista Rai

Samia Nkruma, Operatrice culturale, Ghana

Amaranta Mattias Fernandes, No.Di. – Nostri Diritti

Medaga Hodzic, BiH Oltre i confini

Liliana Ocmin, Resp. Naz. Anolf – Coordinamento donne immigrate e studenti universitari stranieri

Mohamed Saady, Co-Presidente ANOLF Nazionale

Enisa Bukvic, Comunità bosniaca in Italia

Madisson Bladimir Godoy Sanchez, Consigliere comunale aggiunto Roma

Tetyana Kuzyk, Consigliere comunale aggiunto Roma

Daniela Carlà, Dirigente Generale del Ministero del Lavoro

Paolo Lapponi, Organizzatore culturale

Samia Kouider, Sociologa, Algeria

Parvis Ghirelli, Giornalista free lance

Ana Maria Galarreta, Documentatrice, Perù

Maurizio Rossi, Insegnante

Khalid El Merouani, Sails manager, Marocco

Daniela Binello, Giornalista free lance

Augusto Carmignani, Consulente Enti locali

Patrizia Valenti, Antropologa

Angela Scalzo, Sos razzismo

Insa Ndiaye, Membro Consulta Immigrati Comune di Roma

Gabriel Rusu, Comunità di Sant’ Egidio - ex. Consigliere aggiunto del Comune di Roma

Ahmed Dolaz Zeinab, “Genti di Pace” – Comunità di Sant’Egidio

Mohammad Jahangir Alam, Associazione culturale Bangladesh

Artan Mullaymeri, Presidente Consulta Immigrati Comune Bolzano- Resp. serv. immigrati UIL-SGK

Daniele Diviso, Operatore socio-culturale

Paolo Masini, Consigliere Comunale, Vice Presidente Commissione Cultura, membro Commissione Immigrazione del Comune di Roma

Paolo Raimondi, Economista, giornalista, Roma

Gutierrez Nancy Tatiana, Consulente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Victoria Ezewoko, Presidente Ass. Donne Nigeriane

Youssef Salmi, Consigliere comunale di Novellara (RE)

Rachid Bentaibi, Consigliere aggiunto Municipio XVIII Roma

Maria Pia Garavaglia, Vice Sindaco di Roma

Ivana Bartoletti, Responsabile nazionale DS Diritti Civili

Paolo Bernabucci, Presidente GUS

Rita Baldini, Doppiatrice cinematografica

Alicia Perez Rocabado, Associazione Perù

Lucinda Perado Rocabado, Associazione Kluedo, Bolivia

Jose Luis Al Manza, Associazione Kluedo, Bolivia

Aboujid Khalid, Associazione Africa, Marocco

Cecilia Caceres Siguas, Associazione Perù

Ouddah Abdellah, Comunità africana di Roma

Galicia Teofilo Mendoza, Imprenditore, Filippine

Mustapha Boudrari, Associazione culturale “La jeunesse marocaine”

Donatina Persichetti, Sindacalista Cisl

Gabriele Ratini, giornalista, Presidente SILSE - Sindacato Indipendente Lavoratori Stranieri in Europa

Sandro Gozi, Presidente del Comitato Schengen, Europol, Immigrazione

Per eventuali adesioni o informazioni: immigrazione@lanuovastagione.it

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latuastagione.it contro la repressione militare in Birmania

latuastagione.it contro la repressione militare in Birmania

per g.c. www.medias2.com

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Stagionali in concerto

Per chi non ha potuto essere presente alla stagionale serata musicale:

Concerto Forli

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«Storie e culture diverse nella lista di Veltroni per il Pd».

Messaggero(Roma)- 20 set.

Melandri:«Storie e culture diverse nella lista di Veltroni per il Pd». Con noi anche Pancalli e Ozpetek
di Claudio Marincola
«Roma naturalmente è un vetrina troppo importante, stiamo costruendo in collaborazione con le altre liste qualcosa che contenga l’“anima”, lo spirito innovativo della candidatura di Walter e al tempo stesso la qualità dell’esperienza romana».
Giovanna Melandri è tornata alla scrivania di ministro. Le vacanze - si fa per dire - le ha trascorse al Gemelli. Ricoverata. Lastre, antibiotici, riposo assoluto. Unica consolazione qualche buona lettura.
Un saggio l’ha colpita in particolare. Lo ha scritto un politologo brasiliano, Roberto Mangabeira Unger. «È un nuovo manifesto - lei sintetizza - in cui si coltiva l’idea di una sinistra in grado di superare le incrostazioni del secolo passato, una sinistra che esprima una nuova creatività».
Da due giorni il ministro Melandri vola più basso. Ha ripreso la solita routine. Si è rimessa al lavoro per “chiudere” la “sua” lista che oggi verrà presentata ufficialmente. Obiettivo: condensare in un elenco le diverse vocazioni del Pd.
Il nome della lista a dire il vero non spicca per originalità. Si chiamerà “Per Veltroni ambiente, innovazione, lavoro”. Ricorda da vicino quel combinato disposto che ha accompagnato Veltroni nelle ultime due tornate elettorali.

È così?
«C’è la stessa esigenza di rimescolamento. Culture e storie diverse in contatto fra loro. Tireremo i fili di quello che è stato il discorso di Walter al Lingotto di Torino».

La politica farà un passo indietro?
«Casomai il contrario. Questa lista avrà piena dignità politica. Sarà formata da molti giovani, giovani di varia origine e provenienza che in questi anni la politica l’hanno fatta ma in un modo diverso. Nelle associazioni, nel mondo del volontariato e del lavoro. Con un’attenzione alle esperienze sociali laiche e religiose e l’impegno garantire un rinnovamento generazionale».

I nomi?
«Luca Pancalli, l’ex commissario della Figc, che rappresenterà il mondo delle professioni; Ferzan Ozpetek, quello della Cultura; Tobia Zevi, presidente dei giovani della Comunità ebraica; Mattia Stella, presidente dei Giovani per la Costituzione; la nuotatrice Alessia Filippi (che si candiderà nel collegio di Tor Bella Monaca, ndr); Francesco Florenzano, presidente dell’Upter; Pietro Barbieri, presidente del Movimento per il Superamento dell’handicap; Michele Samogia, presidente di Kanimambo; Costanza Fanelli, presidente delle cooperative sociali; Paola Concia, per i Diritti. E ci saranno anche gli Ecodem, a partire da Roberto Della Seta, più alcuni rappresentanti del mondo sindacale, Agostino La Padula e Agostino Megale».

E i “pezzi da 90”?
«Come ha detto Anna Finocchiaro, ”ci offriamo in garanzia per i più giovani”. Ci saranno Lilli Gruber e Silvia Costa, gli assessori capitolini Marco Causi e Jean-Léonard Tuoadì. Ringrazio anche il ministro Giuliano Amato che in Toscana si candiderà al posto numero 3 lasciando quello di capolista ad un giovane».

Anche voi, come Grillo, metterete il bollino blu?
«Noi non mettiamo bollini, facciamo una scelta, una selezione, apriamo porte e finestre. Una risposta anche a chi in questi giorni cerca scorciatoie populistiche usando una retorica che fa crollare il linguaggio ai vaffa…».

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